Marchisio: “Il problema non era Ronaldo, alla Juve manca un progetto”

Durante l’ultima grande crisi della Juventus datata 2015/16, Claudio Marchisio era ancora una delle colonne del centrocampo di Max Allegri. Sei anni dopo i bianconeri stanno vivendo nuovamente un periodo decisamente negativo: due punti in quattro partite e la sfida di stasera con lo Spezia definita da Allegri, provocatoriamente ma non troppo, una “sfida salvezza”. Non si tratta però, secondo Marchisio, di una crisi di risultati ma del “frutto delle scelte degli ultimi due anni, della mancanza di un progetto solido rispetto a come la Juventus ci aveva abituato”. Partendo innanzitutto da una distinzione: “Ho vissuto un’annata così, quella poi culminata con lo scudetto – racconta Marchisio a margine della presentazione della L84 di Serie A di calcio a 5 -, ma sono due squadre diverse in momenti diversi. Là arrivavamo da una finale di Champions, qui da due anni difficili”.

Giovani e senatori

Il dibattito in questo  periodo verte principalmente sull’apporto dei giovani alla causa bianconera. Le parole di Allegri su De Ligt e Chiesa hanno scatenato le reazioni di tifosi e addetti ai lavori, anche se Marchisio chiama direttamente in causa i senatori dello spogliatoio bianconero: “Allegri ha sempre dato possibilità ai giovani, da Bentancur, Coman, Fagioli. Il problema non è Allegri con i giovani, ma chi ha ancora la voglia e la linfa in questo momento di tirare fuori qualcosa in più per far risollevare i giovani, anche tra i senatori. Locatelli in una situazione del genere non è facilitato nel suo processo di crescita. Spetta ai senatori, ad esempio chi arriva da vittorie europee, chi arriva da annate difficili, chi è a fine carriera e forse dice “ho già vinto” e non ha più gli stimoli, dare i primi segnali, devono trasmettere i valori ai più giovani. Che devono prendersi le proprie responsabilità, indossare una maglia che pesa, ma nello stesso tempo c’è sempre bisogno di chi ha più esperienza. La Juve oggi è una squadra che viene spesso rimontata, questo succede se non hai il controllo. Qualcosa sicuramente manca, speriamo che possa ritrovarsi già da stasera”.
Indossare la maglia della Juventus è difficile per tutti, “anche quando le cose vanno bene”, figuriamoci dopo due pareggi e due sconfitte: “Siamo all’inizio della stagione ma la frase di Allegri, quando parla di scontro diretto con lo Spezia, fa capire che forse è giusto mettere anche questo tipo di pressione ai giocatori. Si può recuperare in fretta ma si rischia anche di prendere una strada complicata per tutta la stagione”.

Il progetto e la via d’uscita

I risultati sono l’ultimo passaggio, la cartina al tornasole di un malessere più profondo, della mancanza di un disegno d’insieme. Nascosto per tre anni dietro l’effige di Cristiano Ronaldo, prima della partenza repentina e del ritorno in Premier League, lasciando la Juventus da sola con le proprie magagne: “Credo che in questi anni sia mancato un progetto solido e lineare. Prendiamo Cristiano Ronaldo, il problema era lui? È andato via, segna, allora il problema non era lui. Io credo che intorno a Cristiano non sia stata costruita la squadra giusta, adatta a lui. La via d’uscita? Giorno per giorno, non ci puoi fare nulla. Non c’entrano progetti, cambi di allenatori o di giocatori: deve uscire la squadra cercando di rimanere unita, capendo non solo la maglia che indossi ma il momento, adesso devi portare le partite a casa. Non c’è fra guardare in faccia l’avversario, il gioco, la prestazione del singolo, ma scendere in campo e portare a casa punti: servono punti, non il bel gioco”.

Le avversarie

Un’altra differenza rispetto alla stagione 2015/16 è rappresentata dalle avversarie. Il ritorno delle milanesi, la maturità del Napoli, l’Atalanta non più sorpresa, le due romane: “Il campionato è iniziato come doveva iniziare tranne la Juve che sta perdendo punti. Il tempo dirà chi è cresciuto e chi no. A inizio campionato ero titubante su chi mettere in prima fila a parte l’Inter che è campione d’Italia. Sono stati cambiati tanti allenatori e modi di giocare: la Lazio fa fatica mentre Simone Inzaghi si è inserito in un progetto già solido cambiando non tantissimo ma portando la sua esperienza e partendo bene. La differenza tra Juve e Inter l’abbiamo vista ieri sera con la Fiorentina: i viola hanno dominato tutto il primo tempo ma come l’anno scorso l’Inter l’ha ribaltata da grande squadra”. Una condizione che la Juventus dovrà ritrovare il più in fretta possibile.

Fonte Repubblica.it

Condividi
Subscribe
Notificami
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
0
Would love your thoughts, please comment.x
()
x
Available for Amazon Prime