Maignan e Theo Hernandez ko, ecco come Pioli cambierà il Milan

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Il Milan ha tre fuoriclasse due dei quali, Leao e Maignan, tra i trenta candidati al Pallone d’oro. Uno dei tre ha saltato l’ultima partita: Pioli aveva cercato di minimizzare quell’assenza, mascherando che si stesse scervellando per compensarla, e alla fine, anche se non soltanto per la squalifica di Leao, ha perso la partita finora più importante della stagione. Gli altri due fuoriclasse (si può dire “insostituibili”?) salteranno invece le prossime gare, quante esattamente ancora non si sa. Sono mancanze rimediabili? Dati alla mano si direbbe di sì, ma con molte riserve.

Senza Maignan il Milan subisce il triplo

La scorsa stagione Maignan saltò nove partite per l’infortunio al polso, ma l’interregno di Tatarusanu non andò poi così male: una vittoria, un pareggio e una sconfitta in Champions, 4 successi, un pari e un ko in campionato, con la chicca del rigore parato a Lautaro nel derby. È però pur vero che nelle sei giornate di serie A, il Milan subì ben 10 reti (1,7 a partita), mentre nelle restanti 32 gare ne ha incassate appena 21 (0,65 gol ogni 90′). Significa che senza Maignan la permeabilità rossonera è quasi triplicata, anche se i risultati sono rimasti positivi.

Theo Hernandez Theo Hernandez
Theo Hernandez (afp)

Senza Hernandez non si vincono i big match

Pure Théo Hernandez l’anno scorso ha saltato, tra coronavirus e squalifiche, sei partite di campionato (oltre a una di Champions), che hanno avuto le stesso bilancio di quelle senza Maignan: 4 vittorie, 1 pareggio, 1 sconfitta. Però il Milan detheizzato vinse le partite facili (Verona, Bologna, Sampdoria, Empoli) ma non quelle difficili, pareggiando il derby e perdendo in casa con il Napoli. È quindi un’assenza che pesa, se non altro per l’unicità del modo di giocare del francese, sostanzialmente non replicabile.  Curiosamente, portiere e terzino saltarono assieme tre delle sei partite in cui sonio mancati: Verona, Bologna e derby. Furono due vittorie e un pareggio.

Ballo-Touré, il vice Théo che non gioca da nove mesi

L’infortunio meno grave è quello di Hernandez (stiramento del lungo adduttore destro): sicuramente non ci sarà a Empoli, per la ripresa, ed è a forte rischio anche per la successiva trasferta di Champions in casa del Chelsea, ma per l’8 ottobre, quando a San Siro arriverà la Juve, potrebbe farcela. Secondo logica il suo sostituto dovrebbe essere Ballo-Touré, l’unico terzino sinistro in rosa, che l’anno scorso rimpiazzo Théo per cinque volte ma non nelle ultime due, quando Pioli gli preferì Florenzi, che a sua volta adesso è in convalescenza. Ballo-Touré quest’anno ha giocato appena 15′ contro il Bologna, ma più in generale nel 2022 è stato in campo per appena altri 4′, in aprile contro il Genoa. L’ultima volta da titolare risale al 19 dicembre (Milan-Napoli), poi Pioli gli ha tolto la fiducia. In pratica, in 9 mesi il senegalese ha giocato meno di venti minuti: è un candidato credibile per la sostituzione di Théo? Ci sono alternative? Qualcuna sì: sulla destra può agire Dest ma anche essere defilato Kalulu, che per altro nella stagione passata sostituì per tre volte Ballo-Touré a gara in corso. Anche Krunic potrebbe essere sacrificato a sinistra, in caso di necessità.

Un mese con Tatarusanu

Maignan (lesione del gemello mediale del polpaccio sinistro) potrebbe averne per un mese, ma forse anche di più. Intanto, la società lo ha escluso dalla lista Champions inserendo Tatarusanu, che inizialmente ne era rimasto fuori perché occorreva raggiungere una quota minima di italiani e perciò in Europa il numero 12 era diventato Mirante. I regolamenti consentono ai club di rimpiazzare un portiere infortunato con una prognosi di almeno trenta giorni: significa che Maignan dovrà rinunciare alla doppia sfida con il Chelsea anche se dovesse guarire in anticipo. Casomai potrebbe tornare il 25 ottobre a Zagabria, ma in ogni caso è difficile che un infortunio del genere possa essere smaltito in meno di un mese. Di sicuro, il francese salterà dunque il big-match contro la Juve e l’assenza di coppia con Théo coinvolgerà come minimo due partite. Nel frattempo toccherà a Tatarusanu, che resta pur sempre il rossonero con più presenze nelle coppe europee dopo Ibrahimovic e Giroud. Ma è in campionato che l’anno scorso lasciò le porte troppo aperte, anche se poi quattro volte su sei i suoi colleghi attaccanti seppero rimediare.

Maignan e Theo Hernandez ko, ecco come Pioli cambierà il MilanFonte Repubblica.it

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