Maccabi, il digiuno un ostacolo in più: “Juve favorita, proveremo a prenderli di sorpresa”

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Maccabi, il digiuno un ostacolo in più: "Juve favorita, proveremo a prenderli di sorpresa"

Il Maccabi Haifa si prepara alla delicata sfida con la Juventus con un ostacolo in più rispetto al solito. Domani sera dopo il tramonto i calciatori di fede ebraica della squadra israeliana potranno finalmente tornare a bere e a mangiare per la conclusione dello Yom Kippur, la ricorrenza religiosa che celebra il giorno dell’espiazione. Dal tramonto del 4 ottobre al tramonto del 5 il tecnico Bakhar e un gruppo di calciatori osservanti non potranno bere né mangiare: dopo il tramonto, a circa un’ora e mezza dal calcio d’inizio, potranno tornare alla vita normale. Ecco perché la richiesta degli israeliani alla Uefa è stata di non giocare a Lisbona la terza partita, quella che disputeranno domani contro la Juventus, per evitare che l’orario del tramonto portoghese e il fuso orario non incidessero: “Domani la Juventus è favorita ma proveremo a prenderli di sorpresa – spiega il tecnico israeliano -. Anch’io digiuno e non sarà facile perchè i calciatori digiuneranno prima del match. Tuttavia non vogliamo alibi, abbiamo una rosa ampia e alcuni giocatori stranieri non di religione ebraica potranno giocare”.

Libera scelta per giocare, dall’inizio o a partita in corso

In realtà sarà lasciata libertà di scelta ai calciatori, anche se per prevenire ogni sorpresa è lo stesso Bakhar a non contare sui calciatori che digiuneranno. Partendo dalla difesa la squadra sarà ridisegnata, anche se non è da escludere che oltre a qualche volontario si possa contare sui digiunanti a partita in corso, dopo aver bevuto e mangiato: “Ovviamente non è un giorno normale. È un giorno molto importante per l’ebraismo. Noi lo rispettiamo, anch’io per primo. Forse anche qualcuno che digiunerà vorrà giocare, perché finisce un’ora e mezza prima e magari riuscirà a nutrirsi in modo sufficiente”. Il principale  problema è la mancata idratazione per tutta  la giornata, condizione che rischia di mettere in sofferenza i muscoli dei calciatori favorendo l’insorgenza di infortuni. Oltre naturalmente alla qualità della Juventus e alla voglia dei bianconeri di conquistare  la prima vittoria della stagione in Champions League: “Ci saranno dei cambiamenti, lo faremo anche sabato in campionato e al ritorno con la Juve in Israele. La Juventus è un club enorme di cui non devo parlarne io. Hanno tanti vantaggi, ma anche dei punti deboli. Loro vorranno fare di tutto per vincere, ma anche noi siamo convinti di poter lottare e lottare per un buon risultato”.

Dallo Yom Kippur al Ramadan di Abu Fani

A far capire meglio quanto incida il digiuno sulla prestazione di un atleta ci pensa Abu Fani, israeliano di religione musulmana: “Io ho fatto il Ramadam, si digiuna per un mese – spiega -. Questo influisce tantissimo sul proprio corpo, ed è difficilissimo giocare. Io ho disputato delle partite la sera, quando non si può mangiare, ma ha influito meno dello Yom Kippur perché con il Ramadam c’è la possibilità di mangiare al crepuscolo”. Oltre alle difficoltà legate all’alimentazione e all’idratazione, anche la qualità dei bianconeri e la voglia di vincere della squadra di Allegri: “Ogni gara di Champions la sogni da quando sei bambino. È il palcoscenico più importante di tutti. Domani giocheremo contro la squadra più forte in Italia con l’obiettivo di provare a mettere in mostra tutte le nostre qualità. Abbiamo tanto da spendere anche per i nostri tifosi”.

Fonte Repubblica.it

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