Maccabi Haifa, Bakhar avverte la Juve: “Stavolta sarà un’altra partita”

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HAIFA – “Venite allo stadio presto, ci saranno code lunghissime”, è l’avviso del Maccabi Haifa: qui prevedono una giornata memorabile, lo stadio Sammy Ofer (bellissimo, modernissimo) sarà stipato (ma d’altronde è già esaurito in prevendita fino alla fine della stagione) e i 400 tifosi juventini si perderanno in mezzo ai 30 mila israeliani urlanti. “Ho visto diverse partite della serie A e credo che in Italia non ci sia un pubblico che possa mettere queste pressione”, dice un giornalista locale, condividendo però una vecchia massima di Gigi Buffon: non ho mai visto un tifoso fare un gol. Però si sono viste squadre mentalmente fragili squagliarsi in ambienti particolarmente torridi: la Juventus è indiziata di essere tra quelle.

Il Maccabi ha fiducia in un risultato storico pure per questa ragione, anche se qui la squadra di Haifa è sotto accusa per aver perso l’ultimo match di campionato contro una formazione di bassa classifica: un evento talmente inconsueto che ha scatenato un durissimo processo mediatico contro la squadra e il suo allenatore. Altro che il chiacchiericcio delle nostre parti. “Non capisco questa paranoia”, dice il tecnico Barak Bakhar. Per la cronaca, anche in israeliano paranoia si dice paranoia. La situazione, insomma, non è tranquillissima neanche qui, ma perlomeno il Maccabi non ha l’obbligo di vincere e Bakhar può permettersi una piccola smargiassata: “Di Maria all’andata ha giocato una grandissima partita, ma solo grazie a noi: lo abbiamo lasciato libero di fare quello che voleva. Stavolta non gli concederemo gli stessi spazi”.

Il Maccabi dovrebbe perciò cambiare modulo (all’andata giocò col 3-5-2) e soprattutto strategia, dedicando un uomo, probabilmente Mohamed, alla marcatura dell’argentino. Per il resto, qui si è convinti che la Juve sia uno squadrone: “L’ho vista contro il Milan, nei primi 10’ poteva fare due gol. So che in campionato non sta andando molto bene, ma all’andata li ho visti da vicino e mi sono detto: wow, come sono bravi”. Chissà se domani si ricrederà.

Fonte Repubblica.it

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1 mese fa

Finché c’è Allegri basta poco