L’ultimo passo del Napoli per sentirsi davvero grande, battere la paura di spiccare il volo

NAPOLI – Nel gergo dell’equitazione si chiama “rifiuto” ed è l’espressione che fotografa lo smarrimento totale davanti a un ostacolo del cavallo, che pianta i piedi improvvisamente e non ne vuole più sapere di spiccare il volo, per saltare oltre la barriera più alta o quanto meno per affrontarla. Al Napoli negli anni scorsi è successo in più di una occasione di incappare in un blocco mentale del genere: a partire dal famigerato scudetto “perso in albergo” con Maurizio Sarri nel 2018, fino alla qualificazione per la Champions gettata via nell’ultima giornata del campionato scorso con il Verona, con Rino Gattuso in panchina.

Gli allenatori sono passati, mentre lo zoccolo duro dello spogliatoio è rimasto nella sostanza lo stesso, con i suoi leader (da Insigne a Mertens, da Koulibaly a Ghoulam) che si sono fatti fisiologicamente agli occhi dei tifosi la nominata di essere fragili, proprio a causa delle troppe occasioni gettate al vento. Per questo sul primo posto degli azzurri aleggiano i fantasmi del recente passato, acuiti da uno strisciante scetticismo a cui Luciano Spalletti ha provato a ribellarsi dopo la palpitante vittoria contro la Lazio all’Olimpico. “Adesso voglio vedere chi ha il coraggio di dire ancora che il mio gruppo non ha carattere”, ha infatti ruggito al fischio finale il tecnico toscano, usando per la verità delle espressioni molto più colorite. Ma la traduzione edulcorata non cambia di una virgola il senso del suo sfogo: a difesa di una squadra che a 11 giornate dalla fine è ritornata in testa alla classifica e sta dimostrando di poter lottare fino alla fine per il tricolore.

Il Napoli ha fatto più punti di tutti nel girone di ritorno, non perde in campionato da più di due mesi, è sopravvissuto a un’emergenza quasi insostenibile e ha la migliore difesa della Serie A. Merito anche e forse soprattutto del lavoro di Spalletti, che è riuscito a dare più equilibrio alla sua squadra in campo (con la continuità di risultati) e fuori. Eppure ci sono state lo stesso un paio di sbandate alla vecchia maniera, con le sconfitte subite in casa da Insigne e compagni a dicembre allo stadio Maradona, contro Empoli e Spezia. Lì è riaffiorato lo scetticismo dei tifosi, che fanno fatica a fidarsi di una squadra capace di squagliarsi da un momento all’altro, sovente sul più bello.

Spalletti è arrivato da poco e non sa che il malessere intorno al Napoli è figlio del passato, anche se finisce per ripercuotersi sul presente. Glielo hanno ovviamente spiegato gli stessi giocatori ed è un sintomo della sfiducia latente che circonda gli azzurri pure l’assenza allo stadio Olimpico di Aurelio De Laurentiis, che ha preferito pur vivendo a Roma vedere la partita in tv. Poi il presidente ha gioito con un tweet. “Una grande emozione. Un gruppo che non molla mai. Avanti così”. A metà tra un auspicio, l’esortazione e una preghiera.

Pure Spalletti si è fatto il segno della croce dopo il gol last minute di Fabian contro la Lazio. Ma con più fede nel suo Napoli, da cui il tecnico toscano non si aspetta un altro rifiuto e meno che mai un tradimento. Qualcosa in effetti nello spogliatoio è cambiato negli ultimi mesi e il merito è in primis dei trionfi in campo internazionale conquistati dai campioni d’Europa Insigne, Di Lorenzo e Meret con l’Italia e da Koulibaly nella Coppa d’Africa con il suo Senegal. Vincere infatti aiuta a vincere, a gestire meglio le emozioni e a non piantarsi davanti all’ultimo ostacolo. S’è visto con la rabbiosa reazione dopo il gol subito domenica sera all’Olimpico, quando gli azzurri – invece di abbassare la testa – si sono riversati con grande personalità in attacco e sono riusciti in extremis a rimettere le mani sui tre punti. Sarà vera gloria, questa volta? I tifosi vogliono crederci e preparano un altro pellegrinaggio al Maradona per la super sfida in programma nel posticipo della prossima giornata, contro il Milan. Si sta svuotando pure l’infermeria ed è possibile il recupero degli ultimi due infortunati: Anguissa e Lozano. Gli occhi saranno puntati tuttavia specialmente sulla vecchia guardia, che ha un’altra chance per riscrivere la storia e cancellare il bruciante ricordo di uno scudetto perso in albergo. È il momento di scacciare i fantasmi.

L'ultimo passo del Napoli per sentirsi davvero grande, battere la paura di spiccare il voloFonte Repubblica.it

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