L’ora del confronto nel cuore della Juve. I giocatori ad Allegri: “Vogliamo certezze”

Al momento stai visualizzando L’ora del confronto nel cuore della Juve. I giocatori ad Allegri: “Vogliamo certezze”
L'ora del confronto nel cuore della Juve. I giocatori ad Allegri: "Vogliamo certezze"

TORINO – «Mister, abbiamo bisogno di certezze». Il segnale lanciato dalla squadra a Massimiliano Allegri il giorno dopo la sconfitta con il Benfica è stato semplice e diretto, proprio come il calcio che ama il tecnico. Una voce sola che ha unito i senatori e i nuovi arrivati, usciti allo scoperto per combattere tutti insieme la crisi della Juventus. Nessuna resa dei conti e nessun ammutinamento, ma un dialogo schietto e onesto per far emergere i problemi della Juventus, ancora a zero punti in Champions e zoppicante in campionato. Problemi che coinvolgono l’aspetto mentale e quello calcistico e che hanno fatto montare la rabbia dei tifosi e l’insoddisfazione della società. Un confronto in cui, oltre ai senatori, hanno avuto un ruolo importante anche i nuovi arrivati, da Bremer a Kostic, che stanno vivendo per la prima volta, e in contemporanea, due passaggi chiave nel tentativo di costruire un ciclo: la ricerca di punti di riferimento e di certezze in campo e, soprattutto, i cambiamenti nello spogliatoio e nelle dinamiche che lo reggono dopo l’addio dei senatori. Negli anni, con le partenze di Chiellini, Barzagli e Buffon ma anche di Khedira, Matuidi e Mandzukic, sono venute a mancare personalità di spessore, depositari dello spirito bianconero che aveva portato a 9 scudetti consecutivi, ma soprattutto grandi calciatori. Oggi restano il solo Bonucci, che con Allegri ha vissuto alti ma anche bassi, come l’episodio dello sgabello di Porto e l’addio alla Juventus proprio per le frizioni con il tecnico, e Danilo, che sta ancora studiando da capitano e da centrale. Troppo poco per raddrizzare la rotta e far capire ai nuovi cosa significhi giocare nella Juventus: Di Maria e Paredes già nel tunnel mentre il resto della squadra era sotto la curva sono un segnale da non sottovalutare. 

Lo shock in Champions e le difficoltà in campionato, per Allegri, possono e devono essere la scossa per colmare le lacune: servono ordine, unione di intenti e non confusione, quella che si percepisce dall’esterno ma che si palesa anche all’interno. Per Allegri i problemi sono da imputare quasi esclusivamente agli infortuni e alla tenuta mentale. Per i calciatori invece le questioni sono altre: l’assenza di punti di riferimento, specialmente per i nuovi, oltre ai continui adattamenti del sistema di gioco rappresentano un ostacolo al loro inserimento. Il Di Maria perplesso per il cambio Milik-Fagioli è solo l’ultima di alcune palesi rimostranze per le decisioni dell’allenatore, per il modo di allenarsi e di giocare. Le parole di De Ligt non appena sbarcato al Bayern («Alla Juve si faceva molta tattica e si lavorava poco sull’intensità») pesano come macigni e alimentano i dubbi. Non in società, almeno non adesso: dopo 5 scudetti Max venne messo alla porta per concentrarsi sulla ricerca del gioco, oggi in piena crisi il suo addio non è preso in considerazione. Domani a Monza, contro una squadra ferma a zero vittorie e reduce dal pareggio a Lecce — un bilancio costato la panchina a Stroppa — vincere sarà fondamentale. Seduto sulla panchina avversaria ci sarà l’esordiente Palladino, un ex bianconero a cui il Monza chiede il primo successo. Una sua vittoria renderebbe ancora più grave la crisi e in bilico la posizione di Allegri, assente per squalifica e sostituito da Landucci. Una sfida delicata per il momento, la condizione mentale e fisica della squadra, per le assenze e le squalifiche: Max si aspetta una risposta prima di tutto mentale, un segnale che il confronto di spogliatoio sia stato il punto di partenza e non l’ultimo, disperato tentativo di salvare il salvabile. 

L'ora del confronto nel cuore della Juve. I giocatori ad Allegri: "Vogliamo certezze"Fonte Repubblica.it

0 0 votes
Valutazione dell'articolo
Tienimi aggiornato
Notificami
guest
6 Commenti
Oldest
Newest Most Voted
Inline Feedbacks
View all comments
castigamatti
Ospite
castigamatti
2 mesi fa

“Massimo Mauro al CorrSport: “VAR? Un co****** al video fa fare la figura dei cretini”
un co****** é chi come te si bea da beota di tutti i successi della vecchia zoccolona, ottenuta con regali e favori degli arbitri , succubi e sudditi per piú di 50 anni del potere politico della fiat e dei suoi sciacalli.

castigamatti
Ospite
castigamatti
2 mesi fa

Tuttosport: “Juve, esonero Allegri? La società insiste e crede nel progetto Max”
il progetto é: QUALUNQUE COSA SUCCEDA, NON POSSONO SPERPERARE 9 MILIONI ALL’ANNO PER 4 ANNI E PAGARE INOLTRE UN ALTRO ALLENATORE

castigamatti
Ospite
castigamatti
2 mesi fa

“Parla Allegri. Corriere della Sera: “Questa di ora è una Juventus virtuale: non era pensata così”

ma davvero?
e come l’avevi pensata, acciughina?
con tanti regalini degli arbitri come fate da piú di 50 anni?

castigamatti
Ospite
castigamatti
2 mesi fa

“L’apertura del Corriere dello Sport: “Massimo Mauro: ‘Milan-Napoli, no VAR'”
questo ex giocatore della giuve, giá scarso in carriera, vuole ritornare al potere indiscriminato degli arbitri per continuare a renderli succubi e sudditi del potere degli sciacalli e della fiat.

con la VAR il gol di muntari sarebbe stato convalidato e avrebbero dato il rigore a favore di ronaldo.

squallido esempio di gobbaccio ipocrita.

castigamatti
Ospite
castigamatti
2 mesi fa

“Juventus, Allegri: “Bremer fortissimo. A me manca molto Rabiot. Fa 13-14 cose giuste a partita”

beh… se gli manca rabiot, anche gli ultimi irriducibili gobbi si saranno convinti che l’acciughina é completamente fuori di melone…

castigamatti
Ospite
castigamatti
2 mesi fa

“Juventus, Allegri: “Oggi non so nemmeno con quale squadra andremo a Monza”…
la giuventus, buffone… la giuventus.