Liverpool, una macchina da gol con qualche difetto: ecco come l’Inter può fermarlo

Liverpool, una macchina da gol con qualche difetto: ecco come l'Inter può fermarlo

Sulla carta la sfida è proibitiva. E le quote dei bookmakers lo confermano: pur giocando in trasferta il Liverpool, che lo scorso 15 settembre a San Siro ha battuto il Milan, è data per ampiamente favorita. Ma sono diversi i guru del calcio che immaginano invece una partita equilibrata. L’ultimo è Rafa Benitez, che ha guidato per sei mesi i nerazzurri e per sei anni i Reds: “Dico 51 per cento Liverpool e 49 per cento Inter, ma è più equilibrato di quello che tanti possono pensare”, ha detto l’allenatore spagnolo, intervistato dal Corriere dello Sport. Perché sia davvero così, la squadra di Simone Inzaghi dovrà studiare attentamente la macchina da gol di Jurgen Klopp e cercare di incepparne i meccanismi.

Potenza offensiva

Il Liverpool in 24 partite di campionato ha segnato 61 gol, quanti ne ha fatti il Manchester City in 25 giornate. I Reds, come l’Inter, hanno infatti una gara da recuperare. Attualmente in Premier League due giocatori del Liverpool occupano le prime posizioni della classifica marcatori: Momo Salah con 16 reti, di cui due rigori, e Diogo Jota con 12 gol, nessuno dei quali dal dischetto. Sadio Mané è a quota 8. Contenerli non è semplice. E pensare di affrontarli nell’uno contro uno, senza raddoppi di marcatura, è impensabile. Lo ha detto chiaramente l’ex attaccante laziale Paolo Di Canio: “Se l’Inter perderà col Liverpool i palloni che ha perso col Napoli, è finita. Bastoni e Skriniar sono fortissimi, ma se li lasci per cinque volte soli nell’uno contro uno con Mané e Salah, ciao ciao”, occhieggiando alla hit della Rappresentante di lista a Sanremo.

Terzini all’attacco

Klopp chiede ai suoi terzini una partecipazione costante all’azione offensiva. Nel 4-3-3 dei Reds Alexander-Arnold e Robertson, pur cercando raramente l’azione personale, sono di fatto punte aggiunte al servizio dei compagni più avanzati. Queste continue incursioni mettono in difficoltà le difese avversarie, costringendole a liberare spazio per gli esterni d’attacco. Ne è esempio la partita di Premier League dello scorso 10 febbraio in cui il Liverpool ha superato per 2-  il Leicester. Impegnati a cercare di contenere le sgroppate di Alexander-Arnold, i difensori avversari schierati sul fianco sinistro del campo si sono spesso dimenticati di Diogo Jota, spostato in fascia, che ha infatti segnato doppietta.

Palle inattive con Van Dijk e Matip

Il Liverpool in Premier League ha incassato 19 reti, più del City che lo precede in classifica (14 gol subiti) ma anche del Chelsea che invece segue al terzo posto (18). Molti dei gol presi sono arrivati in contropiede. Questo anche perché l’allenatore tedesco non esenta dalla manovra d’attacco nemmeno i suoi fortissimi difensori centrali. Sia Van Dijk sia Matip sono infatti costantemente coinvolti nella manovra. E sulle palle inattive si trasformano in centravanti di rinforzo. Non solo sui calci d’angolo, com’è normale che sia, ma anche su punizioni da centrocampo apparentemente innocue. Alle punte interiste, nel gioco delle coppie di marcatura a tutto campo, toccherà quindi fare spesso da stopper.

Punti deboli

Come per tutte le squadre di vertice della Premier League, trovare punti deboli al Liverpool non è semplice. Anzi. Eppure in questa stagione qualcuno è riuscito a togliere punti alla banda di Klopp. Il Chelsea, corazzata di pari tonnellaggio, ci ha pareggiato due volte. Un pari lo ha fatto anche il Manchester City. Ma entrambe le sfidanti hanno una rosa e un tasso tecnico superiori all’Inter. I nerazzurri, per trovare la chiave per far male al Liverpool, devono semmai studiare quanto fatto dal meno scintillante Brentford che, in un’eroica partita dello scorso settembre, ha costretto i Reds a un 3-3. Pari anche per il Bighton, a ottobre. E soprattutto dovranno prendere a esempio il West Ham, che il 7 novembre contro i Reds ha addirittura vinto 3-2. Ecco come: una papera di Allisson su calcio d’angolo, tanto coraggio, contropiede e capacità di sfruttare le palle inattive. In pratica: un po’ di fortuna, e poche cose semplici fatte bene. 

Fonte Repubblica.it

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