L’Italia in Turchia ricomincia da zero. Mancini: “Io e Gravina siamo sulla stessa linea”

L’Italia in Turchia ricomincia da zero. Mancini: “Io e Gravina siamo sulla stessa linea”

KONYA —  Sul prato della Büyükehir Arena, martedì sera assordante teatro delle consuete nenie ipnotiche di ogni stadio turco, lunedì Mancini si è materializzato molto sorridente per il sopralluogo della vigilia: sul campo ha perfino fatto il fotografo dello staff. Che fosse rasserenato, se non proprio sereno, i giocatori lo avevano già intuito dal suo discorso di venerdì a Coverciano. Adesso lo sanno anche i tifosi: niente dimissioni causa Mondiale sottratto ai campioni d’Europa dalla Macedonia del Nord. Lo ha preannunciato il ct stesso, prima della partenza per Konya: “Questo lavoro mi piace tanto. Ho parlato col presidente Gravina e siamo sulla stessa linea. Avevo detto che volevo vincere un Europeo e un Mondiale. Per il secondo obiettivo devo rinviare un po’”. Quattro anni, per l’esattezza.

La prima partita del dopo Palermo, la più mortificante sconfitta della storia della Nazionale, diventa dunque la prima del Mancini bis. Si riparte da un’amichevole forzata e il nuovo orizzonte parrebbe – il condizionale va sempre applicato a una materia come il calcio e servirà comunque un’ulteriore conferma ufficiale – appunto il tempo del contratto, che scade col Mondiale 2026 di Usa-Canada-Messico. Confortato dal rispetto popolare, meritato grazie al titolo europeo e alla rivoluzione offensivista, Mancini ha rivendicato il percorso dal maggio 2018 al settembre scorso, quando la macchina si è inceppata: “Non abbiamo vinto l’Europeo per caso. Poi ci è andato tutto storto, a Basilea con la Svizzera doveva finire 3-0, con Bulgaria e Macedonia non ne parliamo”. La stessa autoassoluzione se la sono impartita un po’ tutti. Bonucci, a Palermo assente per infortunio e candidato (“voglio essere la guida dei giovani”) a capitano del nuovo ciclo in cui Chiellini non ci sarà, se l’è presa con la formula dei play-off (“è folle giocarsi tutto in partita secca dopo un girone senza sconfitte”), salvo virare infine sulla parziale autocritica: “Il mister non c’entra, ci ha dato qualcosa di unico, siamo noi che dovevamo fare di più”.

Non ci sono più i pomodori di una volta, quelli paradossali per il secondo posto a Messico ’70 dietro il Brasile di Pelé, ed è un indubbio segnale di crescita culturale. Però il linciaggio dei social, essendo virtuale, potrebbe illudere: l’indifferenza, a volte, può fare più male degli insulti. Il contraccolpo della disfatta si potrà già calcolare dall’audience televisiva di questa piccola gogna in Anatolia. La Nazionale doveva essere a Oporto a contendere il biglietto per il Qatar al Portogallo. Invece è in Asia per un’amichevole piena di rischi.

La Turchia, che di Mondiali nella sua storia ne ha giocati solo due e che è stata sbattuta fuori dal Portogallo e dal rigore sbagliato da Yilmaz, vuole vendicare lo 0-3 dell’Europeo e magari, come dice l’interista Çalhanoglu, neocapitano al posto del divorziando rigorista, battere gli azzurri per la prima volta, sfruttando il covo d’Anatolia, tra i minareti, sullo sfondo di montagne ancora innevate. Mancini, che conosce il contesto avendo allenato il Galatasaray, la ritiene “un’occasione per i giovani”: il tridente Zaniolo-Scamacca-Raspadori e Tonali in mediana: “Non è vero che Immobile, Insigne e altri sette siano tornati a casa per non fare la trasferta, li ho obbligati io: non aveva senso portare chi sarebbe andato in tribuna. Se possiamo aiutare i club, è giusto farlo”. Può essere un credito da riscuotere in prospettiva, però chi voleva poteva restare, come Bonucci e Chiellini. Oggi, intanto, torna in Turchia per gli allenamenti con l’Adanaspor Balotelli: il passato remoto, rimosso prima del passato prossimo. Fonte Repubblica.it

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castigamatti
Ospite
castigamatti
1 mese fa

la linea di chi sbaglia ma non paga mai.

castigamatti
Ospite
castigamatti
1 mese fa

Carnevali su Berardi: “Sta soffrendo per il ko dell’Italia. Ma è un leader e supererà i suoi errori”. ORRORI, non errori. perché un giocatore di serie A che riceve dal portiere avversario un gol regalato e gli restituisce il pallone moscio come un budino riscaldato, é un giocatore ORRIBILE E ORRENDO. prendi uno stipendio da milionario. dimostra sul campo che te lo meriti!