L’Inter si è fermata, a Inzaghi mancano gol e punti

L'Inter si è fermata, a Inzaghi mancano gol e punti

Nelle precedenti sette partite contro il Genoa l’Inter aveva sempre vinto, segnando 25 reti e non subendone nessuna. La serie si è interrotta. Dopo lo 0-0 di Marassi con la banda di Blessin, abbonata al pareggio, Simone Inzaghi ha sottolineato “i 20 tiri fatti, 50 se consideriamo quelli contro il Sassuolo”. Vero. Ma ieri nello specchio della porta rossoblù i nerazzurri ne hanno messi sei, pericolosi un paio. Resta negli occhi la traversa colpita da D’Ambrosio con un colpo di testa su calcio d’angolo. Resta anche il fatto che nelle ultime sei partite l’Inter ha raccolto appena sei punti. Un ruolino da metà classifica o peggio. E da tre gare non trova il gol. “Dobbiamo fare di più. Ma mi preoccuperei se mancassero le occasioni, e quelle non mancano”, è il mantra dell’allenatore.

Le punte inceppate

Simone Inzaghi, che nella vita precedente giocava in attacco, sa che le punte si possono inceppare. Anche le più micidiali. “È successo anche a mio fratello Pippo di non segnare per un periodo”, ha detto di recente. Ed è capitato anche a lui, che ancora detiene il record di reti fatte nelle coppe europee con la maglia della Lazio, appena eguagliato da Ciro Immobile. Ma all’Inter è successa una cosa singolare: le punte sembrano essersi inceppate tutte insieme. Edin Dzeko, che pure fa un lavoro preziosissimo di cucitura del gioco, ha segnato con Venezia e Napoli. Ma nelle ultime dieci partite il conto delle sue reti si ferma lì. In campionato tanto Lautaro Martinez quanto Alexis Sanchez non vanno a segno dallo scorso 17 dicembre, giorno di Salernitana-Inter. Joaquin Correa è ancora fermo per infortunio e l’ultimo arrivato Felipe Caicedo, in campo nel finale a Genova, è parso rallentato e lontano dalla forma migliore.

I gol degli altri (che mancano)

Nell’Inter della parte centrale della stagione, quando le punte avevano una giornata no a segnare pensavano centrocampisti e difensori. Solo l’Atalanta in stagione ha mandato in rete un numero superiore di giocatori. Anche per questo i nerazzurri di Milano, nonostante la recente apatia, conservano il miglior attacco del campionato, a quota 55. La magia nelle ultime giornate sembra essere svanita. A Marassi tanto Barella quanto Calhanoglu hanno cercato la rete con tiri improbabili, che fanno statistica ma che non fanno male all’avversario. Anche i difensori centrali, che prima di Natale volentieri si incaricavano di portar palla fino alla trequarti avversaria, ultimamente hanno un atteggiamento più prudente. Una scelta saggia, per evitare imbarcate, ma che ha privato i nerazzurri di quell’imprevedibilità offensiva che nel girone d’andata aveva stupito il campionato.

Un calendario che dà la sveglia

L’Inter nel girone d’andata ha raccolto 46 punti, con una media di 2,42. Un passo decisamente da scudetto. Tanto che al giro di boa di dicembre i nerazzurri erano primi con quattro punti di vantaggio sul Milan, che pure aveva fatto un avvio di torneo vincendo praticamente sempre. Nelle prime sette gare di campionato del 2022 – la partita a Bologna dovrà essere recuperata – di punti ne ha raccolti appena 9. Una media di 1,28 a incontro. Praticamente, la metà. Bisogna darsi una sveglia. Lo ha detto chiaro l’ad Beppe Marotta: “Siamo professionisti seri, dobbiamo pensare a vincere sempre”. Lo dice anche il calendario. Martedì i nerazzurri se la vedranno col Milan nella semifinale di andata di Coppa Italia. Venerdì a San Siro arriverà la Salernitana. Una partita da vincere assolutamente, nel weekend in cui allo stadio Maradona Napoli e Milan scenderanno in campo per farsi male a vicenda.

Fonte Repubblica.it

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