L’Inter ora rincorre, recuperare energie e studiare un piano B: le mosse di Inzaghi per riprendersi la vetta

L'Inter ora rincorre, recuperare energie e studiare un piano B: le mosse di Inzaghi per riprendersi la vetta

Novantuno giorni dopo il sorpasso al Milan, l’Inter si trova di nuovo a dovere rincorrere i rossoneri. Ora per i nerazzurri il destino torna a essere una questione complicata: con quattro punti di distacco, che sono di fatto cinque contando gli scontri diretti, non basterebbe più nemmeno vincere la gara in arretrato col Bologna per essere in testa. La frenata col Torino, l’ennesima in un 2022 con il vento contro, costringe gli uomini di Simone Inzaghi nella condizione più scomoda: dovere vincere sperando che chi sta davanti sbagli. “Per vincere lo scudetto bisogna approcciare le partite in modo diverso”, ha detto l’allenatore dopo avere incassato il pari di Torino, agguantato nel recupero da Sanchez e propiziato da un rigore solare non dato al Toro dall’arbitro Guida.

Il cambio di prospettiva

Era il 12 dicembre scorso quando, vincendo per 4-0 contro il Cagliari, l’Inter scavalcò in classifica i rossoneri di Pioli, inchiodati sull’1-1 a Udine. E di colpo si ribaltarono le previsioni agostane. La Juventus di Allegri, favorita per quasi tutti, procedeva col freno a mano tirato. Milan e Napoli, dopo una partenza da record, avevano entrambe rallentato. E un po’ a sorpresa l’Inter di Inzaghi – nonostante le cessioni di Hakimi e Lukaku e l’addio forzato di Eriksen – si trovava in testa a difendere lo scudetto conquistato sette mesi prima da Conte. Un cambiamento di prospettiva notevole, visto che a inizio stagione le richieste al nuovo tecnico non comprendevano il tricolore a tutti i costi. Quel che voleva la società erano anzitutto gli ottavi di Champions, la Supercoppa italiana e l’arrivo nelle prime quattro posizoni. Ma trovandosi lì davanti, l’Inter e gli interisti hanno presto fatto il palato alla nuova situazione. Ora la prospettiva cambia di nuovo.

Sulle montagne russe

Nell’ultima settimana i nerazzurri hanno costruito sul campo una miniatura delle montagne russe su cui viaggiano dal minuto 78′ del derby di campionato dello scorso 5 febbraio, quando segnando la seconda rete Olivier Giroud completò la doppietta della vittoria. Martedì, la vittoria ad Anfield dove nessuno si era imposto da un anno e un giorno. Ieri, il risicato pareggio col Torino. “Abbiamo perso forze, energie e giocatori in un momento cruciale della stagione, ma questo non deve essere un alibi – ha detto Inzaghi nel dopo partita – Ora ci rimangono dieci finali più la semifinale di Coppa Italia. Questa gara arrivava dopo un periodo molto compresso di impegni. Ora dobbiamo recuperare le energie. Io però non sono preoccupato”. Spetterà a lui contraddire coi fatti la nomea che lo accompagna di allenatore capace di grandi gironi di andata seguiti da un ritorno assai meno brillante.

La Viola, poi la Juve

La prossima prova per l’Inter sarà dura. Sabato a San Siro arriverà la Fiorentina, che dopo avere battuto il Bologna è in cerca di punti per non lasciare scappar via Lazio, Roma e Atalanta nella corsa per un posto in Europa. Dopo la pausa per le nazionali, il 3 aprile i nerazzurri dovranno affrontare l’ultimo scontro diretto della stagione a Torino con la Juventus, in serie utile da 15 partite, che potrebbero diventare 16 se i bianconeri dovessero intanto battere la Salernitana. Poi per i nerazzurri comincerà una serie di partite meno proibitive: il Verona a San Siro, lo Spezia in trasferta, la Roma in casa, l’Udinese a Udine, l’Empoli al Meazza, il Cagliari alla Unipol Domus, e l’ultima a Milano con la Sampdoria. Oltre alla gara di Bologna mai giocata.  In mezzo, il 20 aprile, la semifinale di ritorno di Coppa Italia col Milan. Ma cosa può fare Inzaghi, prima di allora, per cercare di riprendersi la vetta?

Recuperare energia e studiare un piano B

L’allenatore ostenta serenità: “Ora dobbiamo recuperare le energie. Io però non sono preoccupato. Abbiamo adesso la possibilità di allenarci di più e meglio, cercando di analizzare il perché di alcuni risultati che sono venuti meno. Lo status di favorita non ci sta pesando. Siamo contenti, ci sono tante squadre attrezzate là davanti”. Di sicuro, rispetto ai sei mesi passati, avrà più tempo per preparare le partite e per far rifiatare i giocatori. Tanto Barella quanto Calhanoglu, fino ai due assenti di ieri De Vrij e Brozovic, nelle ultime uscite sono parsi stanchi. Più tempo a disposizione significa anche poter lavorare in corsa ad accorgimenti tattici da provare nel caso in cui qualcosa vada storto. Proprio l’indisponibilità di Brozovic ha mostrato un limite del 3-5-2 dell’Inter già evidente ai tempi di Conte: in assenza del serbo, la macchina s’inceppa. Quel che deve fare l’allenatore è studiare in corsa un piano B. E una volta di più agli interisti manca Eriksen, che nella vittoria per 2-0 del suo Brentford contro il Burnley ha servito un assist al bacio per la prima rete di Toney. 

Fonte Repubblica.it

Voglio essere avvisato
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments