L’Inter lo aspetta ma Lukaku ancora non torna: out anche con la Salernitana

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MILANO – Romelu Lukaku ha spiegato agli intimi che del Mondiale non gli importa molto: lui, assicura, pensa solo all’Inter e a tornare in squadra il più presto possibile. Eppure l’ennesimo rinvio del suo rientro dall’infortunio muscolare dello scorso 28 agosto fa temere che il centravanti protagonista del più discusso affare di mercato – il Chelsea, che lo aveva pagato all’Inter 115 milioni di euro, glielo ha restituito in prestito per 20 con possibilità di rinnovo a 10 per un’altra stagione, mentre la tifoseria dei Blues non smania per l’eventuale riacquisto  – abbia in realtà bisogno proprio del torneo in Qatar per rilanciarsi, visto che sta ormai sfiorando i due mesi di assenza.  Lui, rivela ancora chi gli sta più vicino in questi suoi complicati giorni milanesi, non è molto convinto delle possibilità del Belgio al Mondiale. Però il ct Roberto Martinez avrebbe sicuramente bisogno dei suoi gol. Gli avversari del girone si presentano come le classiche polpette avvelenate. Il Canada si candida a grande sorpresa, il Marocco a prima tra le africane, la Croazia è vicecampione del mondo.

Quanti guai per Martinez, appeso a Big Rom

Non è decisamente un periodo facile per il ct spagnolo dei Diavoli Rossi, da qualche tempo non più così diabolici, forse anche perché la loro media d’età, vicina ai 28 anni, li rende una tra le squadre più attempate dell’imminente torneo. A un mese dal Mondiale, malgrado il secondo posto nella ranking Fifa dietro il Brasile, si prospetta critico il viaggio in Qatar della Nazionale rimasta per tre anni e mezzo (da settembre 2018 a marzo 2022) in cima alla classifica più virtuale che ci sia, perché non assegna titoli e infatti il Belgio non ne ha vinto nemmeno uno. Gli attuali guai di alcuni tra i giocatori più importanti della rosa fanno un elenco impressionante. L’eroe del Real Madrid nell’ultima Champions, il portiere Courtois, ha la sciatalgia come un umano qualunque. L’ex leader Eden Hazard, in caduta libera da quando è madridista, non ha sfruttato l’occasione che Ancelotti gli ha voluto concedere in Champions contro lo Shakhtar Donetsk. I tre milanisti non se la passano benissimo. L’astro nascente De Ketalaere, al di là dell’ambientamento non ancora completato e del rendimento inferiore alla fama, è fermo per un infortunio, fortunatamente lieve. Più serio è quello di Saelemaekers, che in Champions era partito forte, con due gol in due presenze. Origi non era per nulla certo del viaggio a Doha e l’inizio lento, per via della tendinite, ha accentuato l’incertezza. Meunier, nel Borussia Dortmund, è stato rallentato da qualche acciacco. Boyata, difensore del Bruges, è stato fermato dai dolori al ginocchio. Carrasco non è sempre titolare nell’Atletico Madrid di Simeone. L’ex idolo di Napoli Mertens è protagonista in Turchia al Galatasaray, però ha 35 anni, come Vertonghen, il cui noto partner difensivo Alderweireld ne ha solo due in meno, stessa età del centrocampista perpetuo Witsel. Meno male che regge la scena in mediana Tielemans, oggi però nella Premier League di seconda col Leicester, e meno male soprattutto che c’è De Bruyne, stella del Manchester City di Guardiola, e che Batsuhay, finito in Turchia al Fenerbahce, qualche golletto lo segna. Ma ci vorrebbe altro. Ci vorrebbero i gol di Lukaku, che col Belgio ne ha 68 nel curriculum.

In Europa la squadra ha fatto a meno di lui

Ai tifosi dell’Inter, in verità, dei problemi del Belgio importa poco. Loro considerano che Big Rom, 30 anni nel maggio 2023, non sia affatto da buttare. E vogliono che i gol torni a farli in maglia nerazzurra, dove la prima vita del centravanti che si meritò un murale gigantesco vicino alla Curva Nord di San Siro è fatta di cifre piuttosto eloquenti: 64 reti. Certo, la seconda tappa, dopo il pentimento per il ripudio londinese e il viaggio a Canossa, anzi alla Pinetina, non è stata finora altrettanto fortunata. L’aggettivo è un eufemismo, perché dopo il debutto con gol nel 2-1 di Lecce e l’assist per Lautaro nella seconda giornata (3-0 sullo Spezia e relative promesse di ritorno in grande stile dell’affiatata coppia) Romelu si è fatto male nell’allenamento successivo alla partita con la Lazio persa male (3-1). A Roma l’Inter capì che il campionato sarebbe stato più difficile del previsto, ma annotò anche che con Lukaku in campo (la staffetta con Dzeko arrivò dopo più di un’ora) il risultato era ancora 1-1. Da allora, da quella diagnosi preoccupante (distrazione ai flessori della coscia sinistra), la squadra ha attraversato un periodo non breve sull’altalena, sfiorando anche la caduta rovinosa. Intanto la prognosi dell’infortunio si aggiornava via, allungando i tempi del recupero in nome dell’opportuna prudenza: la muscolatura potente e il peso del centravanti hanno suggerito di non cedere alla tentazione della fretta. Lukaku ha saltato così tutte e quattro le partite di Champions, ma i suoi compagni se la sono cavata lo stesso: ora, dopo le prodezze di Barcellona, sono davvero a un passo dagli ottavi di finale. Simone Inzaghi potrebbe dunque fare ancora a meno contro il Viktoria Plzen a San Siro (con una vittoria la qualificazione è sicura) del centravanti titolare, rimpiazzato bene da uno come Dzeko, che definire riserva è d’altronde improprio.

Nuovi controlli medici

Ma in campionato, dove il settimo posto a 8 punti dal Napoli genera inquietudine, il discorso è diverso. L’allarme, per gli interisti, sta nella frase dell’ultimo bollettino, che indica come la partita di domenica con la Salernitana non sarà più quella del rientro, perché Lukaku “si dovrà sottoporre la prossima settimana a un controllo medico prima del via libera all’allenamento in gruppo”. Nessuno azzarda nuove previsioni, anche se è possibile che a questo punto l’assenza superi i due mesi. L’orizzonte più realistico per rivederlo titolare è per il Bayern a Monaco (1 novembre) o per la Juventus a Torino (6 novembre). Quasi un rodaggio per il Mondiale. Nel quale il Belgio di Martinez ha maledettamente bisogno di lui.

Fonte Repubblica.it

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castigamatti
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castigamatti
1 mese fa

senza lukaku e brozovic l’inter é andata ad un pelo da vincere contro il barcellona.
senza calabbria che é peggio di centofanti il beeelan ha preso 2 sberloni dal chelsea (epoevano essere di piú).
senza pobba la ladrentus&dopentus ha persi due paritte di fila in champions.

certi giornalisti hanno bisogno delle pillole per la memoria al postodel viagra, come la mummia zozzonera di arcore, palpatore di te**e.