Leicester-Roma 1-1: Pellegrini non basta, la finalista si deciderà all’Olimpico

LEICESTER – “Fino alla Vittoria”, avevano scritto su uno striscione dietro cui marciavano verso lo stadio i duemila romanisti di Leicester. Dovranno rimandare il proposito, ma il pareggio 1-1 in terra inglese – dove la Roma non vince da 21 anni, quando pure non evitò l’eliminazione – è una moneta d’oro pescata in un fiume di pietre. Ed è arrivato grazie alla più mourinhana delle partite possibili, un corpo a corpo da trasferta visto a varie latitudini e con vari colori. Il pullman davanti alla porta – felice definizione dello Special – non è più quello capace di fermare il Barça di Messi e Guardiola ai tempi dell’Inter, e qualche spiffero passa da finestrini non proprio a tenuta stagna. Ma la Roma stavolta su un campo l’ha giocata nel solco delle grandi battaglie europee, andando vicinissima a vincerla con Oliveira.

<< La cronaca della partita >>

Ma è soprattutto riuscita a uscire indenne dal King Power Stadium di Leicester a differenza dei precedenti più recenti, quando finì con le ossa rotte sia ad Anfield che a Old Trafford. E pazienza se non è la Champions: “questa è la mia coppa”, ha ricordato José Mourinho. Nel senso che questa aveva da giocarsi e non altre, a differenza del Leicester retrocesso dall’Europa League. Ma anche che questa coppa la considera roba sua.

E sua è sempre più questa Roma, trascinata da due ragazzi romani: gol di Pellegrini, il capitano di Cinecittà che se ce ne fossero tre Mourinho li manderebbe tutti in campo. E assist di Nicola Zalewski, un ragazzino di 20 anni nato a Tivoli, comune antichissimo a una trentina di chilometri dal Colosseo, uno che dopo le partite torna a casa dalla mamma in auto cantando i cori dei tifosi della curva sud con accento romanesco, ma che ha scelto di difendere i colori della nazionale polacca: da lì veniva papà Christopher, deceduto a settembre dopo averlo visto debuttare con entrambe le maglie del suo cuore. Chissà se un giorno Roberto Mancini, che pure da Leicester era passato, prima di preferire la panchina da tecnico alle ultime briciole di calcio giocato, rimpiangerà di non aver provato a convincerlo a preferire l’azzurro. “Gli dico sempre che è bravo a sfruttare l’uno contro uno, ha dribblato l’uomo e ha creato superiorità numerica. Per me è stato semplice trovare lo spazio giusto, è stato bravissimo a dare la palla”, il bacio di Pellegrini al “bambino”.

Nessun italiano aveva mai segnato al Leicester in Europa: ha impiegato meno di 15 minuti la Roma, con la coppia di calciatori-tifosi, a riscrivere la statistica. Fosse bastata per presentarsi all’Olimpico, nel match di ritorno del 5 maggio, con due risultati su tre, di certo José l’avrebbe vissuta con più entusiasmo. Lui, che prima della partita sfidava il freddo in camicia rispondendo, a chi gli chiedeva se fosse tranquillo, con un sorridente ma deciso: “È impossibile”. No, sereno no. Ma convinto di una squadra che fino a qualche settimana fa si sarebbe liquefatta dopo il gol preso – un autogol di Mancini per provare ad anticipare Lookman – a metà ripresa in uno stadio bollente. La Roma però oggi è diversa.

Magari la famiglia Friedkin, padre e figli, allo stadio per la seconda semifinale europea in due anni di gestione, penseranno sia normale trovarsi qui, per questa squadra. In realtà, se tra sette giorni la Roma strappasse un pass per la finale di Tirana, sarebbe la prima dopo 31 anni. Anche quella volta c’era uno Schmeichel in porta – Peter, il padre di Kasper – e a qualcuno pare quasi un segno del destino. “È un risultato importante, faremo di tutto per andare a Tirana”, giura Pellegrini. La strada sembra quasi quella giusta.

Leicester-Roma 1-1 (0-1)
Leicester City (4-3-3): Schmeichel; Ricardo Pereira, Fofana, Evans, Castagne (21′ pt Justin); Dewsbury-Hall, Tielemans, Maddison; Albrighton (17′ st Barnes), Vardy (17′ st Iheanacho), Lookman (38′ st Perez) . (12 Ward, 4 Soyunçu, 18 Amartey, 33 Thomas, 23 Vestergaard, 42 Soumaré, 20 Choudhury, 29 Daka).
All.: Rodgers.
Roma (3-4-2-1): Rui Patricio; Mancini, Smalling, Ibanez; Karsdorp, Cristante, Mkhitaryan (11′ st Veretout), Zalewski (40′ st Vina); Pellegrini (40′ st Arena-Gyan), Zaniolo (23′ st Oliveira); Abraham. (87 Fuzato, 24 Kumbulla, 37 Spinazzola, 15 Maitland-Niles, 52 Bove, 92 El Shaarawy, 11 Carles Perez, 14 Shomurodov). All.: Mourinho.
Arbitro: Del Cerro Grande (SPA)
Reti: 15′ pt Pellegrini, 22′ st autogol Mancini
Ammoniti: 8′ pt Abraham, 26′ pt Dewsbury-Hall, 13′ st Vardy, 18′ st Zaniolo per gioco scorretto
Calci d’angolo: 11-1 per il Leicester
Recupero: 2′ – 5′
Spettatori: circa 32 mila.

Leicester-Roma 1-1: Pellegrini non basta, la finalista si deciderà all'OlimpicoFonte Repubblica.it

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