Lecce-Juventus 0-1: Fagioli con una magia rialza i bianconeri

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LECCE – La vecchia guardia ha tenuto fieramente testa al Lecce, poi sono arrivati i ragazzi e hanno di nuovo portato il dono di una Juve nuova, soprattutto di una Juve diversa. Gli dei del calcio non sono capricciosi e in queste situazioni una mano la danno: nel rotondissimo destro che Nicolò Fagioli ha pitturato nel cielo freddo di una partita orribile c’era senz’altro un disegno superiore. L’ha detto anche lui, il ragazzo del gol: “Non entrava mai…”, perché quel pallone era come in orbita, è salito e poi sceso, si è appoggiato sul palo, ha carezzato la rete, con bellezza e dolcezza. Ma forse il disegno superiore ha una visione più ampia, in campo lungo: sono tutti i guai che la squadra sta passando (ieri gli assenti erano 11, incluso Rugani in panchina col mal di pancia) a obbligare Allegri ad attingere alla sua meglio gioventù. Anzi, a tutta la gioventù che ha, altrimenti non avrebbe 11 adulti da mandare in campo. E così, uno dopo l’altro, i ragazzi si stanno prendendo il mondo, questo piccolo mondo in difficoltà. Fagioli era l’unico ancora ai margini, fino a questo pomeriggio aveva messo assieme appena 59′. Ieri ne ha avuti 45′ in un colpo solo perché McKennie era debilitato dal raffreddore e ne avrebbe meritati molti di più perché in quel ruolo – mediano centrale, o mezzo regista – l’americano c’entra come i cavoli a merenda mentre quella è la bambagia dell’azzurrino. Difatti Fagioli ha dato un minimo d’ordine al gioco e poi s’è fatto baciare dalla grazia al momento di segnare quel gol “che sognavo da bambino e che ho imparato studiando prima Del Piero e poi Dybala. Non è stato facile aspettare il mio momento, lo ammetto”. Il ragazzo ha festeggiato con trasporto genuino, senza pose. Ha versato lacrime d’emozione, ma poi s’è ricordato di essere noto anche per la spavalderia. Si può dire che è un gol alla Del Piero, Nicolò? “Sì sì, si può dire”.

L’assist, più che altro un appoggio lucido, è stato di nuovo di Iling-Junior, un altro in stato di grazia: è successo 41″ dopo il suo ingresso al posto di Kostic, altro segno di un probabilissimo disegno superiore. A Lecce ha esordito dall’inizio anche il 19enne Soulé e il migliore è stato Miretti, sostituito mentre stava mettendo nei guai i salentini quasi da solo: del resto lui è l’unico juventino con il senso e il piacere del gioco, con una visione diversa delle cose. Eppure non era titolare da 40 giorni ed è tornato ad esserlo solo perché ieri non c’era un’alternativa, la stessa ragione la quale Fagioli ha finalmente avuto un ritaglio di tempo tutto per sé. “Lo portai in prima squadra quattro anni fa”, diceva Allegri, “ma poi ha fatto un percorso non idoneo per le sue caratteristiche e ha perso tempo. Lui può giocare solo davanti alla difesa e invece tende sempre ad andare in giro per il campo”. Ma il suo idolo è Modric, vorrebbe fare come lui: deve ancora chiarirsi con stesso.

Prima che arrivasse il vento fresco della gioventù, la Juve aveva arrancato in casa di una delle poche squadre con più problemi di lei. In mezzora aveva collezionato quattro ammonizioni per gioco falloso, per dire della faticaccia che stava facendo a star dietro ai vani e vacui sprint leccesi, mai andati oltre al lancio lungo per il povero Ceesay, poi le cose si sono piano piano sistemate: la qualità del gioco è rimasta scandente ma ieri gli dei erano in buona e hanno impedito che il destro della disperazione di Hjulmand al 90′ finisse esattamente contro il palo e non un paio di centimetri più in qua, con la Juve asserragliata nella propria area. Così Allegri s’è preso la terza vittoria di fila, tutte a porta inviolata: “I giovani ci hanno dato buona e sana follia e i vecchiotti li hanno supportati”. Ma sì, è andata così.

Lecce-Juventus 0-1 (0-0)
Lecce (4-2-3-1):
Falcone; Gendrey, Pongracic, Baschirotto, Gallo; Blin (15′ s Askildsen), Hjulmand; Strefezza (37′ st Di Francesco), Gonzalez(41′ st Rodriguez) Oudin (15′ st Banda); Ceesay (37′ st Colombo). All.: Baroni.
Juventus (4-2-3-1): Szczesny; Cuadrado, Gatti, Danilo, Alex Sandro; McKennie (1′ st Fagioli), Rabiot; Soulè (39′ st Bonucci), Miretti (17′ st Kean), Kostic (27′ st Iling-Junior); Milik.  All.:Allegri.
Arbitro: Chiffi di Padova.
Reti: nel st 28′ Fagioli.
Angoli: 8 a 6 per la Juventus.
Recupero: 1′ e 5′.
Ammoniti: Miretti, Cuadrado, Milik, Gatti, Ceesay, Pongracic, Iling-Junior, Di Francesco per gioco falloso.
Spettatori 25.860 (19.948 abbonati) per un incasso totale di 799.389 euro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Fonte Repubblica.it

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