Leao, un gioiello per la serie A: il piano del Milan per trattenerlo

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Ma Rafa Leao resta oppure no? A Empoli, prima della partita, un ragazzino è entrato in campo e si è abbracciato sttetto stretto il suo idolo. I milanisti, e in generale tutti gli appassionati di un campionato non più infarcito di fuoriclasse come ai bei tempi, si chiedono se la serie A riuscirà a trattenere il suo attaccante più fantasioso e inafferrabile. Se lo chiedono, a maggior ragione, dopo l’ulteriore conferma a Empoli del superiore livello tecnico e artistico del giovane compagno di Cristiano Ronaldo nel Portogallo, ma anche della sua efficacia: col Napoli non c’era e il Milan ha perso, con l’Empoli è tornato e il Milan, malgrado gli infortuni a catena, ha vinto ancora una volta soprattutto grazie alle sue formidabili accelerazioni. In queste ore l’esercizio più in voga è dunque l’esegesi delle parole di Gerry Cardinale. Il quale, a un mese dall’acquisto del Milan, ha approfondito il proprio manifesto di proprietario.

Le promesse di Red Bird

Cardinale lo ha fatto a Londra, non a Milano, e “nel quadro di un panel intitolato Gerry Cardinale: un proprietario attento”, come riferiscono i premurosi dispacci. In sostanza il fondatore americano di Red Bird ha spiegato, in una tavola rotonda organizzata ad hoc all’estero, che cosa intende fare del club che la sua società ha comprato col sostegno dichiarato – 600 milioni su 1,2 miliardi della transazione – del proprietario precedente, ancora molto presente nel governo del club. Al di là delle modalità, inconsuete per il calcio italiano, con cui per ora Cardinale sta esternando il suo programma, Elliott conserva un peso più che rilevante nel consiglio di amministrazione e rimane probabile che il suo uomo più operativo nel club, Giorgio Furlani, diventi a novembre il nuovo amministratore delegato al posto di Ivan Gazidis. Tradotto: il fondo della famiglia Singer, non solo perché parteciperà all’operazione stadio, esercita le vistose funzioni di sentinella, vigilando sul lavoro di Cardinale, la cui missione principale, ribadita a Londra, è la moltiplicazione dei ricavi.

Una serie A da far crescere

In forza dell’innegabile esperienza in materia, la società specializzata nello show business (Red Bird appunto) si assume in particolare il compito di colmare il divario economico che separa la serie A dalla Premier League e dalla Liga spagnola. Intende farlo attraverso la vendita dei diritti televisivi all’estero, a prezzo almeno raddoppiato rispetto a quello di oggi, e attraverso la creazione di una rete di nuovi contratti e sponsorizzazioni intrecciate con lo sport americano. Oggi, ha detto Cardinale, il campionato italiano sul mercato mediatico vale un terzo di quello inglese e la metà di quello spagnolo. E fino a quando la differenza rimarrà questa, sarà evidentemente impossibile competere davvero con Manchester City, Liverpool & C e con Real Madrid e Barcellona. Ora, però, i milanisti oppongono all’inoppugnabile ragionamento da manager un’obiezione da tifosi: competere in realtà è già possibile, con un campione come Leao in squadra.

Per prenderlo servono almeno 100 milioni

La situazione è nota, ma in continuo sviluppo. Il giovane funambolo ha ovviamente un numero cospicuo di estimatori, che aumenta partita dopo partita: non solo il Chelsea, ma anche il Manchester City e il Real Madrid sono in prima fila e gli altri grandi club d’Europa, pur fingendo di sonnecchiare, sono pronti a inserirsi nella corsa. Paolo Maldini, che per il carisma e per il ruolo di capo della parte tecnica e del mercato è il più adatto a convincere Rafa a non avventurarsi in Inghilterra o in Spagna ascoltando la sola sirena del denaro, ha spiegato con chiarezza che nel mercato attuale non esistono più giocatori incedibili. Leao guadagna ora 1.5 milioni l’anno fino al 2024, ha un procuratore potente e scaltro come Mendes, è diventato titolare nel Portogallo e nel Mondiale alle porte potrà moltiplicare la propria forza contrattuale. Le cifre del potenziale affare circolano da settimane: chi lo vuole deve sborsare almeno 100 milioni per il cartellino al Milan, protetto dalla famosa clausola di rescissione da 150 milioni fissata a suo tempo da Boban, più almeno 7,5 milioni l’anno di stipendio. La variabile, oltre alla presenza di una procura bis affidata a un avvocato francese rimasto fin qui nell’ombra, è la famosa multa da quasi 20 milioni da versare allo Sporting Lisbona, per la rescissione unilaterale del contratto che Leao esercitò nel 2018 passando dallo Sporting al Lille, e che pesa assai sulla vicenda: nessun club per il momento vuole farsi carico di questo onere, al quale vanno aggiunte le tasse, se si riversa sullo stipendio.

La prova della verità a casa del Chelsea

Tutti simulano indifferenza. Il Chelsea ha già ingaggiato dal Lipsia per la prossima stagione Nkunku, le cui caratteristiche tecniche non sono dissimili da quelle di Leao. Il City di Guardiola, nell’affollato attacco, ha Haaland, Foden e Alvarez, il Real ha Vinicius e Rodrygo. Ma è impensabile che Mendes, vero dominus del calcio portoghese e non solo, lasci Leao nel limbo (e con l’attuale stipendio di 1,5 milioni a stagione) fino a gennaio 2024, quando potrebbe liberarsi a parametro zero sei mesi prima della scadenza del contratto, come è accaduto a Donnarumma e Kessié. Tra le ultime ipotesi sta filtrando quella che il Milan possa pagare allo Sporting 15 dei 20 milioni della multa, lasciando gli altri 5 al giocatore e al Lille, e che porti a 7 milioni l’ingaggio. Intanto Leao, sul campo, riesce a non farsi condizionare da questo intreccio. Se ci riuscisse anche mercoledì a Londra, proprio in casa del Chelsea, sarebbe doppiamente straordinario.

Leao, un gioiello per la serie A: il piano del Milan per trattenerloFonte Repubblica.it

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