Le pagelle di Roma-Fiorentina: Abraham esordio da star, a Italiano non bastano i complimenti

Roma

7 Rui Patricio L’impresa eccezionale, difendendo i pali della Roma, è essere normali. Tre parate pesanti, lo proiettano persino un poco oltre.  

5.5 Karsdorp Nella terra di mezzo, tra la possibilità di sbocciare e la paura di un passo indietro.

5 Mancini Il petto in fuori non sinonimo di solidità. Sul gol di Milenkovic si stacca e perde l’uomo. Perde duelli aerei con Gonzalez. Non bene.

6 Ibañez Era veloce ma svagato. I palloni che rinvia in curva hanno una dedica a Mourinho e alla cura della concretezza.

5.5 Viña Ha il compito di staccarsi e dare profondità ai lanci. Il perché lo intuisci quando Bonaventura e Vlahovic lo bevono senza fatica.

6.5 Cristante L’Europeo è stata una gioia enorme, per diventare protagonista però ha bisogno della Roma. Chissà, magari scopriremo che non avre preso Xhaka lasciandogli una maglia da titolare sia stata una fortuna.

7.5 Veretout Ancora cede spesso ai vecchi vizi. Quello di non far granché filtro. E quello di infilarsi per cercare la porta avversaria: due gol alla Fiorentina li aveva segnati già a luglio 2020. E con questi è a 20 in giallorosso. Non mae, per un mediano. Dal 42’ st Bove sv.

4.5 Zaniolo La voglia diventa smania, la smania foga, la foga un cartellino rosso che riapre una partita orientata. La strada per tornare è lunga. E non passa da serate così.

7 Pellegrini È la fionda che arma le azioni offensive: come quando mette sul piede sprecone di Mhitaryan la palla del bis. Persino meglio per Abraham, con la traversa a rovinare tutto. Dal 39’ st C. Perez sv.

6.5 Mkhitaryan Il merito di segnare nonostante a tutti sembrasse fuorigioco. La colpa di sciupare un bis che avrebbe blindato la vittoria con largo anticipo. Dal 40’ st El Shaarawy sv.

7.5 Abraham Mandarlo in campo cinque giorni dopo il suo sbarco a Roma è un messaggio di Mourinho: Tammy, sei il mio uomo. Fa esattamente ciò per cui è stato preso: sbilancia la partita. Fa cacciare Dragowski, mette in porta Mkhitaryan, fa segnare Veretout. Festeggia follemente, anche con mamma e papà in tribuna. Il gol? Dategli tempo. Dal 24’ st Shomurodov 7 Nemmeno il tempo di entrare e fa segnare Veretout. Riserva a chi?

7 All. Mourinho Resiste seduto giusto due minuti e mezzo. Un piccolo show di pacche agli avversari per ostacolarne le operazioni, di sbracciate, di rimproveri. Ha ribaltato la Roma narcisa del possesso palla in una spartana che vuole solo la porta.

Fiorentina

4.5 Dragowski Una domanda: perché uscire a venti metri dalla porta e condannarsi all’espulsione?

5 Venuti Mkhitaryan è un fastidiosissimo compagno di viaggio. Fare qualcosa di più per complicargli la serata sarebbe stato utile. Dal 39’ st Saponara sv.

6.5 Milenkovic Il colpo che riaccende la partita e costringe Mourinho a cercare sul dizionario d’italiano la parola sofferenza. Anche dietro, il meno incerto.

5 Igor Il tacco con cui Abraham gli va via, a inizio ripresa, ne sottolinea le difficoltà sul piano atletico, che poi dovrebbe essere la sua arma migliore. Da centrale puro non è all’esordio ma non è nemmeno la sua posizione ideale: può solo migliorare.

6 Biraghi Poteva essere campione d’Italia con l’Inter o d’Europa con l’Italia: s’è fermato sempre un passo prima dei tornei decisivi. La voglia di rivalsa che gli ha letto negli occhi Italiano gli vale la fascia di capitano. In campo, però, la revanche deve attendere.

5.5 Bonaventura Ha la prima, vera occasione della Fiorentina: perfetto il balletto, non il tiro. Sembra il giocatore che ha più chiara in testa l’idea di calcio di Italiano. Dal 29’ st Benassi 5.5 Entra che la partita s’è appena rimessa storta. E gli si finisce di sgretolare tra le dita.

5 Pulgar Dirige gioco, ma perde la palla che spalanca il contropiede del 2-1 alla Roma. La sua mela di Adamo, l’episodio che rovescia il momento migliore della Fiorentina lanciata alla ricerca di un successo corsaro nella sua stessa sconfitta.

5.5 Maleh Un primo tempo con cose buone e meno. La Serie a non è la B. A Venezia era un totem, a Firenze deve ricominciare da zero o quasi. Ma se Italiano l’ha preferito a Castrovilli, è perché uno con il suo dinamismo è merce rara. Dal 1’ st Castrovilli 6 Più pronto. Ma non è bastato.

Sv Callejon Sacrificato prima ancora di capire che partita sarebbe stata. Dal 20’ st Terracciano 6 Non restano impresse colpe sue, nel tris romanista.

4.5 Vlahovic Sarà che si è parlato più di dove sarebbe andato a giocare che di come avrebbe giocato nel 4-3-3 di Italiano. Ma per due volte trasforma occasioni d’oro in rimpianti. Non bastasse l’aver innescato Abraham nel vantaggio romanista. La differenza tra i due è quella che pesa sul punteggio.

6.5 N. Gonzalez L’acquisto più caro della storia viola è anche il migliore del debutto. Inserimenti dinamici, spizzate coraggiose di testa, un tiro pericoloso e l’assist in apertura su cui non arriva Callejon. L’espulsione di Dragowski lo costringe ad accentrarsi e non si spaventa. Anzi. Dal 39’ st Sottil sv.

6 All. Italiano Meriterebbe di tornare a casa con qualcosa in più dei complimenti di Mourinho, che gli attribuisce la “colpa” del match così così della Roma. La Fiorentina ha chiarissimo come vuol giocare: tiene la palla, la fa girare, cerca la punta. Arriveranno serate migliori.

5 Arbitro Pairetto Il “rosso” di Dragowski è frettoloso: la palla di Abraham correva verso l’esterno ed è tutto da vedere che potesse riuscire a prenderla e a calciare in porta. Sui due gol romanisti lo “salva” il Var. E pure il secondo “giallo” a Zaniolo pare più frutto della prima espulsione che di una reale convinzione. Ma a Mourinho è piaciuto. 

Fonte Repubblica.it

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