Le pagelle di Porto-Milan: Luis Diaz inarrestabile, Ibrahimovic non punge

Porto
6 Diogo Costa
Fresco di rinnovo di contratto (caso Donnarumma docet), non viene quasi scalfito dall’attacco milanista.
6,5 Joao Mario Undici giorni fa giocava nel Portogallo con Leao, qui se lo ritrova avversario di fascia: lo doma grazie alla latitanza del Milan in zona e alimenta i duetti con Otavio.
6,5 Mbemba Il congolese dall’anagrafe quadrupla (27, 30, 31 o 33 anni?), qui è in versione giovinastro, senza troppi allarmi da sventare.
6,5 Pepe Sui suoi 38 anni non ci sono dubbi: li utilizza tutti per chiusure da consumato difensore centrale, non senza le abituali rudezze. 
6 Wendell Duella con Saelemaekers e Calabria, ma asseconda anche il proprio istinto di brasiliano dedito all’attacco, aggiungendosi da dietro ai funambolismi di Luis Diaz. Dall’1’st Zaidu 6: è velocissimo e Conceiçao anche per questo lo inserisce. Ma è più parsimonioso del suo predecessore nella spinta offensiva.
6,5 Otavio Se il suo rinnovo è costato al club guai fiscali, le prove sul campo non indispettiscono i tifosi. Ha però l’occasione del tiro da fuori, che gli riesce con modalità rugbistiche. Dal 45’ st Gruijc sv.
6,5 Uribe Gironzola nella zona più calda, dove si esibisce in tocchi di prima, ma anche in contrasti robusti: quello su Saelemaekers gli costa il giallo. Non se ne cruccia e continua a ruminare calcio.
6,5 Sergio Oliveira L’uomo che eliminò la Juve stavolta non sfodera l’estro. Ma la sua presenza a centrocampo resta concreta, specie nello smistamento e nei cambi di fronte. Dal 22’ st Vitinha 6,5: il promettente talento, uno dei tanti del calcio portoghese, mostra pennellate in tinta con la partita.
7 Luis Diaz L’ala colombiana punta qualunque maglia del Milan, come fosse un paletto da slalom. In genere non s’incaglia ed è assai sveglio alla conclusione: il precoce palo induce Pioli a ordinare su di lui tripla sorveglianza. Non serve, perché al secondo tentativo aggiusta la mira.   
7 Taremi L’acrobata iraniano è in agguato costante, con movenze falchesche e continui inviti alle triangolazioni strette. Al tiro spara sulle schiene avversarie, buon per il Milan. Ma la sua malizia fabbrica l’assist partita. Dal 39’ st Toni Martrinez sv.  
6 Evanilson Vince il nutrito ballottaggio per affiancare Taremi e non è chiaro se meriti la scelta dell’allenatore. Fa utilmente il pendolo attorno al compagno, ma in area non colpisce. Dal 22’ st Corona 6: pericolo evidente per il Milan, non sempre dà seguito concreto agli zigzag. 
6,5 Sergio Conceiçao Conosce bene il calcio italiano e sa come affrontarlo, per quanto il gioco del Milan ne abbia ibridato la tradizione: il ritmo è quello giusto.

Milan
5,5 Tatarusanu
Non è un neofita della Champions, anche se un po’ di ruggine c’è. La scrosta la tensione per le ventate del Porto. Il gol di Luis Diaz non sembrava imparabile
6 Calabria Mantenuto nel suo ruolo naturale per frenare il temuto Luis Diaz e sovrapporsi a Saelemaekers sulla fascia, si deve impegnare soprattutto nel primo compito, che risulta difficile.
6,5 Kjaer Concentrato in prevalenza nel marcare Evanilson, che della coppia di punta avversaria è il meno pungente. Impreciso in qualche appoggio, tiene comunque salda la difesa.
5,5 Tomori Non teme il duello fisico, né tanto meno gli scatti altrui, però il rapace Taremi lo obbliga a un supplemento di attenzione e non sempre lui è prontissimo. Dal 14’ st Romagnoli 6: entra nella fase più delicata e si arrangia. 
5 Ballo-Touré E’ il rischio calcolato di Pioli, che per sostituire Hernandez preferisce un terzino sinistro autentico a uno adattato. La mossa  non funziona molto: nel bilancio un paio di rischiose dormite in area. Dal 14’ st Kalulu 5,5: entra a sinistra, dove subisce le incursioni.
5,5 Bennacer Sprint brevi e guai a tenere troppo palla, visto il pressing in zona, ma non sempre impara la lezione, anche se nel complesso regge, senza sembrare un fuscello. Sbilanciato sul gol del Porto, ma resterà negli annali la sua compartecipazione.  
6 Tonali Ormai fulcro della squadra nella fase di costruzione del gioco, conferma solidità internazionale anche nella cattura del pallone e in qualche iniziativa palla al piede. Si spegne un po’ alla distanza. Dal 21’ st Bakayoko 6: appena recuperato, tenta invano di fare da frangiflutti.
5 Saelemaekers Si accentra meno del solito: quando lo fa conquista preziose punizioni, ma il suo apporto all’azione d’attacco è troppo saltuario e la fase difensiva è rivedibile.
5,5 Krunic Trequartista di equilibrio tattico più che di fantasia, è in sostanza chiamato alla pura copertura, che non disdegna ma che isola ancora di più Giroud e Leao. Dal 37’ st Maldini sv.
5 Leao Il suo mese magico, con l’esordio nella Nazionale portoghese in staffetta con Cristiano Ronaldo, gli riserva anche questa puntata in patria, che si risolve in una serie di dribbling abbozzati e di invenzioni rimaste a metà.
6 Giroud Il prefisso Gir sta per giraffa, ma stavolta avvita il collo (maluccio) solo una volta per assenza di cross. S’ingegna per lo più in un ingrato lavoro di sponda. Dal 14’ st Ibrahimovic 5: immaginava un ritorno in Champions ben diverso da questo rimpiattino col pallone mai facile da addomesticare.
5,5 Pioli Persegue il gioco introiettato dalla squadra, senza snaturarlo malgrado le pesanti assenze. E’ il modo migliore per non toglierle fiducia, anche a costo di rischiare sugli assalti del Porto. Ma la scelta stavolta non paga.

5,5 Brych Arbitro di lungo corso, sa come spegnere i fuochi sotto la cenere. Poi, però, il fuoco lo alimenta anche lui sull’azione più contestata della partita.

Fonte Repubblica.it

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