Le lacrime di Dybala nel giorno dell’addio, ora c’è Mourinho nel suo futuro

TORINO – Si può far finta di baciare la maglia, oppure la si può baciare ma per finta, si può far finta di voler restare o di voler andare, si può far finta di sorridere ma non si può far finta di piangere. Non così, non con quell’alluvione di lacrime che ha sommerso l’addio di Paulo Dybala alla Juventus, per l’ultima volta di fronte a un pubblico che non sapeva cosa fare. In tanti, alla fine, l’hanno risolta piangendo pure loro.

Il momento più intensamente emotivo della serata, persino più del commiato di Giorgio Chiellini dopo 17 anni, racconta una storia complessa che è fatta di scelte forse discutibili ma legittime. La Juventus ha puntato tutto su Vlahovic, e ha pensato che Dybala, pur con la classe che ha, non potesse garantire il vero cambiamento e un salto di qualità fondamentale, non a certe cifre. Il percorso è noto, e nella dinamica di quest’anno nerissimo anche il ragazzo ci ha messo del suo. Ora è la Roma la soluzione più vicina all’argentino, Mourinho ha detto sì. L’Inter di Marotta ha seguito a lungo Paulo (ma ha già Lautaro), esistono ancora ipotesi spagnoli e inglesi, però davanti alla porta di Dybala non c’è la fila. In tanti lo stimano, in tanti si divertono quando lui gioca, non in tantissimi pensano che sia un trascinatore, un vero campione. Ha fragilità emotive e atletiche, non è mai stato molto continuo. Forse è più divertente che utile, come disse l’Avvocato a proposito di Zidane. Quella volta, però, sbagliando di grosso.

L’inconsolabile uragano negli occhi di Dybala, capace di trattenere le lacrime fin quasi all’epilogo e poi non più, ha scosso il pubblico. Sui social è una catena di rimpianti, di “resta con noi”. E quando il maxischermo allo stadio ha inquadrato Andrea Agnelli e Arrivabene, sono stati sonori fischi. Però la Juventus ha scelto questa strada, se sarà stato un errore lo dirà il tempo. Restano le immagini di un calcio totalmente passionale ed estroverso, senza calcoli dialettici e senza strategie nelle trattative di mercato, quelle schermaglie che oggi raccontano un mondo cambiato, nel quale (lo dimostra il Milan) si può costruire un’ottima squadra senza follie per un calciatore solo.

La gente ha apprezzato che il “finto freddo” Dybala, alla fine, con quel pianto esternasse la tristezza dell’addio, rabbia compresa, e finalmente l’ha sentito juventino: moltissimo, ma troppo tardi. Un momento simile alle recentissime lacrime di Insigne, altro addio spiazzante e tuttavia non privo di logica. Forse bisogna abbandonare le vecchie categorie, la bolla è scoppiata anche se i giocatori dotati di classe sono ancora quelli per cui si paga più volentieri il biglietto o l’abbonamento tivù.

Anche i compagni di Paulo sono stati coinvolti nel diluvio, persino Allegri che pure ha avallato la mancata conferma. Lo ha abbracciato Sarri, che molto puntò su di lui e che gli rese possibile diventare il miglior giocatore del campionato, tre anni fa. Vlahovic ha fatto il gesto della maschera dopo il gol, un premio alla carriera. Bonucci gli ha camminato accanto, dicendogli cose segrete a un millimetro dall’orecchio, dev’essere stato un discorso forte mentre il ragazzo non smetteva di piangere, lui che si fece tutto il Covid (un brutto Covid, con crisi respiratorie serie) a Torino, mentre molti suoi colleghi stranieri erano ormai lontani, a casa loro. Alla fine, i giocatori juventini hanno abbracciato Dybala e lo hanno sollevato in trionfo, gettandolo per aria come si fa nei giorni di gloria, e questo lo è stato: la gloria delle emozioni vere, della tristezza, dei rimpianti e di una piccola nostalgia di bellezza che è già cominciata. Succede quando dal cuore e dagli occhi cade the mask, la maschera.

Le lacrime di Dybala nel giorno dell'addio, ora c'è Mourinho nel suo futuroFonte Repubblica.it

Subscribe
Notificami
guest
2 Commenti
Oldest
Newest Most Voted
Inline Feedbacks
View all comments
castigamatti
Ospite
castigamatti
1 mese fa

ceeertooooooo….
dybala, siccome finora in carriera non ha ancora vinto niente in europa, ha deciso di andare a roma…
PER VINCERE LA CONFEDEREC(T)ION LEAGUE
e magari si abbasserá pure lo stipendio.
cosa non si inventano i giornalai della fiat pur di non vedere il loro gioiellino andare dai nerazzurri che li hanno appena surclassati due volte!

castigamatti
Ospite
castigamatti
1 mese fa

“Dybala, retroscena di Repubblica. Le parole di ieri ai tifosi: “All’Inter non andrò mai”.Aprile 2003: “È una squadra che non m’interessa”, dsse Capello. “Apprezzo la società, ma il mio è un discorso personale.”
Febbraio 2004. “Io alla Juventus? Non andrei mai ad allenare i bianconeri.”
7 febbraio 2004: (Capello) “Io alla Juve? No, non ci andrei mai e la mia e’ una scelta di vita…”
CHI NON CI VUOLE, NON CI MERITA:
vada pure a dividere la panchina con zaniolo e a giocarsi la “Scarson League”