Lazio, Sarri: “Rigore per il Porto folle. Peccato per l’eliminazione, ma stiamo crescendo”

“C’è rammarico perchè si poteva arrivare ai supplementari, pareggiando 7-8 minuti prima. Sapevamo di affrontare una squadra forte, l’anno scorso ha fatto i quarti di Champions e nel giro di pochi mesi ha eliminato Juventus e Milan”. Così Maurizio Sarri commenta ai microfoni di Sky l’eliminazione della Lazio da parte del Porto in Europa League. “Abbiamo dimostrato di poter arrivare alla qualificazione, l’aspetto positivo è la prestazione. Una squadra in grande crescita, ora potremo allenarci per migliorare ancora”.

Sarri: “Rigore folle”

“Abbiamo svolto una buona partita sotto ogni punto di vista. Abbiamo creato tante occasioni da rete, colpito pali. Siamo la prima squadra che subisce un rigore dopo un cartellino giallo assegnato per simulazione – ha commentato ancora Sarri – è stata una follia concedere un penalty grazie a un fotogramma. È deprimente assistere a un episodio simile. Il piede di Milinkovic non si muove mai verso Taremi, mentre la gamba del calciatore del Porto va a cercare la gamba del nostro tesserato: era giusto sanzionare la simulazione”. Sulle occasioni non sfruttate: “Luis Alberto ha fallito delle occasioni da gol che non erano semplici da trasformare. Ringrazio i tifosi che ci hanno dato un apporto forte. Mi dispiace per i tifosi perché questa sera avrebbero meritato la qualificazione”.

“Sorpreso dal recupero di Pedro”

“Ciro Immobile voleva essere in campo, mentre la situazione di Pedro si è evoluta nelle ultime ore. Mi ha sorpreso lo spagnolo. La partita di domenica con il Napoli sarà difficile – ha dichiarato – entrambe le squadre sono reduci da impegni dispendiose, chi recupererà di più sarà avvantaggiato. La squadra ha qualità tecniche di grande livello: la prestazione difensiva della squadra non è stata scadente, ma abbiamo commesso un errore sul secondo gol. La prova del gruppo è stata di buon livello”.

Lazio, Sarri: "Rigore per il Porto folle. Peccato per l'eliminazione, ma stiamo crescendo"Fonte Repubblica.it

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