Lazio preoccupata, ma per Sarri non è allarme: “Crisi di rigetto”

ROMA. Sarrilandia al buio, Lazio preoccupata. Dopo le due vittorie consecutive contro Empoli (quella sera meglio i giocatori del gioco) e Spezia (la partita che aveva illuso sull’apprendimento precoce dei nuovi meccanismi), la squadra biancoceleste ha avuto quella che Sarri chiama “crisi di rigetto”. Un classico, dopo una full immersion di tanti schemi da imparare in poco tempo. Caduta rovinosa al Meazza, sconfitta grave ieri sera a Istanbul contro il mediocre Galatasaray: la “papera” di Strakosha, che aveva sostituito il titolare Reina causa turnover, ha interrotto una striscia di 22 risultati utili consecutivi per Sarri in Europa League. Il Comandante ha visto un passo avanti rispetto alla partita con il Milan, in realtà non hanno funzionato né la fase difensiva né quella offensiva: solo una vera occasione creata, sprecata da Milinkovic quando Strakosha aveva già fatto la frittata.

Maurizio Sarri osserva perplesso la sua Lazio a Instanbul (afp)

Le preoccupazioni laziali a dieci giorni dal derby

I principi del sarrismo, si sa, hanno bisogno di tempo per essere assimilati. “Non ci siamo con i tempi e le distanze”, ha detto il tecnico a Istanbul. Vero: il pressing non ha l’intensità e la sincronia necessaria per recuperare palla in fretta, la linea difensiva non si alza abbastanza quando inizia la pressione, insomma la Lazio è ancora un ibrido. La conseguenza è che non si creano palle-gol e invece si lasciano spazi pericolosi per le ripartenze avversarie. Immaginate come si viva tutto questo nell’ambiente laziale, a 10 giorni dal derby contro la lanciatissima Roma di Mourinho, micidiale proprio nello sfruttare le falle che si aprono nella metà campo avversaria.

Tutti i giocatori sono col tecnico

La cosa positiva, invece, è che comunque “i giocatori seguono Sarri come soldati”, per dirla con le parole di Tare. Il ds non ha escluso che prima o poi la Lazio possa passare dal 4-3-3 al 4-3-1-2, con un mediano in più accanto a Milinkovic e Leiva (Akpa Akpro o Basic) e Luis Alberto alle spalle di Immobile e Anderson o Pedro, che tra l’altro è il giocatore più in forma della Lazio. Questione di equilibri. Per ora, però, Sarri insisterà sul 4-3-3: evidenti, in questo modulo, le difficoltà di Leiva e Luis Alberto, costretto a un pressing che ne ingolfa le idee quando c’è da rifinire l’azione, la sua specialità. Ieri a Instabul, poi, Immobile ha sofferto di solitudine: troppo distanti da lui gli attaccanti esterni Anderson e Zaccagni, al debutto da titolare. Insomma tante le cose da sistemare e domenica è già campionato: all’Olimpico arriva il Cagliari di Mazzarri e Sarri dovrà trovare la chiave per scardinare il prevedibile bunker del nuovo allenatore dei sardi. Ha bisogno di vincere, la Lazio, per tornare a lavorare con la necessaria serenità sui complessi ingranaggi di Sarrilandia.

Fonte Repubblica.it

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