Lazio, perché Sarri ha conquistato Lotito

ROMA – Sono bastati quattro mesi a Maurizio Sarri per conquistare Claudio Lotito, uno non facile a “innamoramenti” per tecnici e giocatori. La coerenza nel far rispettare le regole al gruppo, da parte del Comandante, è piaciuta da subito al presidente, che preferisce l’allenatore-maestro – Sarri, appunto – all’allenatore-amico, sempre pronto a perdonare anche di fronte a ribellioni o atteggiamenti inadeguati. E poi quel modo di difendere la Lazio pubblicamente, oltre alla professionalità negli allenamenti, nell’organizzazione quotidiana, nei metodi di lavoro, nel gioco offensivo che piano piano i biancocelesti stanno imparando. Insomma Lotito ha abbracciato il Sarrismo e ora proporrà al tecnico, che ha il contratto fino al 2023 con ingaggio da 3 milioni netti a stagione, il rinnovo fino al 2025, con opzione fino al 2026. Un investimento di circa 20 milioni lordi e la possibilità, se Sarri lo vorrà, di restare nella Lazio da dirigente, quando chiuderà la carriera sul campo.

L’amore fra Sarri e Lotito

L’incontro dovrebbe avvenire in settimana, Lotito e Sarri si vedranno e ne parleranno. “Qui mi trovo benissimo”, ha ripetuto l’allenatore toscano dopo il 3-0 alla Salernitana che ha consentito alla Lazio di superare la Roma e salire a un punto dalla zona Champions, l’obiettivo stagionale insieme all’Europa League. Certo le cose da definire sono tante, a partire dalle garanzie sul mercato, ma il feeling tra tecnico e presidente è ormai acclarato. Ha apprezzato, Lotito, in particolare il lavoro per trasformare Luis Alberto in un 10 moderno, capace non solo di giocare con la palla tra i piedi – incantevoli i gol, gli assisti, i ricami – ma anche di partecipare attivamente alla fase difensiva. Insomma di sacrificarsi per la squadra. E poi le intuizioni sul mercato, da Felipe Anderson – decisivo nel derby – a Pedro, preso a costo zero dai rivali della Roma.

Il rilancio di Danilo Cataldi

Ma forse la mossa più sorprendente è stata il rilancio di Cataldi, piazzato al centro della Lazio al posto di un certo Lucas Leiva, nel ruolo che nel Napoli di Sarri era di Jorginho: convincente la risposta del centrocampista cresciuto nel vivaio biancoceleste. E ieri Cataldi è stato convocato per la prima volta in Nazionale dal ct Mancini, al posto dell’infortunato Pellegrini: soddisfazione meritata. Sta crescendo anche la coppia centrale Luiz Felipe-Acerbi, ha funzionato l’idea di spostare Hysaj sulla fascia destra, con Marusic ormai fisso a sinistra, mentre in attacco Immobile – la cui intesa con l’allenatore è stata immediata dalla prima telefonata – continua a segnare con regolarità impressionante. È stato importante, per il decollo della Lazio, quel ritiro ordinato da Lotito e Sarri – insieme, di nuovo – dopo la rovinosa sconfitta di Verona: da allora, quattro prestazioni con l’intensità pretesa dal tecnico, comprese quelle di Bergamo e Marsiglia. Quando il campionato riprenderà, settimana decisiva per capire le ambizioni in campionato e in Europa League della Biancoceleste: Juve in casa, poi la Lokomotiv a Mosca e la trasferta di Napoli. Potrebbe affrontare il terribile trittico, Sarri, con il nuovo contratto in tasca: è quello che sperano Lotito e i tifosi laziali, stregati dal Comandante.

Fonte Repubblica.it

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