L’Argentina in fila, ma le figurine Mundial non si trovano… Messi costa 300 dollari, e interviene il Governo

L'Argentina in fila, ma le figurine Mundial non si trovano... Messi costa 300 dollari, e interviene il Governo

L'Argentina in fila, ma le figurine Mundial non si trovano... Messi costa 300 dollari, e interviene il Governo

In Argentina hanno perso la testa per l’album di figurine Panini sui prossimi Mondiali di calcio in Qatar. File davanti alle rivendite, commercio in nero, infinite polemiche. Tanto da costringere il governo addirittura a intervenire. Col passare dei giorni, e quindi con l’approssimarsi dell’evento, è cresciuta enormemente la richiesta. Gli argentini fanno ore di fila per comprare una bustina, inducendo il mercato nero a far salire i prezzi alle stelle. Su internet, ad esempio, la figurina speciale di Messi si vende a 45.000 pesos, circa 300 dollari, soldi che nel Paese sono sufficienti per acquistare 300 pacchetti. Poi c’è chi offre squadre complete a 8000 pesos o una scatola da 100 figurine a 14.000 pesos. Sui mezzi pubblici hanno iniziato a proliferare i venditori di figurine false. Dalla Panini rispondono che la domanda ha superato qualsiasi previsione e la ristampa richiede tempo.

Tanta domanda per l’ultimo Mondiale di Messi

Il picco della domanda è stato inaspettato ma ha una motivazione logica. Gli argentini sanno che questo sarà l’ultimo Mondiale di Messi e sognano persino che la Seleccion, che viene dalla vittoria della Copa America contro il Brasile nel 2021, si ripeta a dicembre in Qatar. Fatto sta che la scarsità delle figurine ha scatenato le teorie cospirative più disparate da parte della gente: “Non c’è più carta a causa della chiusura delle importazioni”. “Le figurine sono state vendute al Brasile”, “C’è una strategia da parte della Panini per accelerare le vendite compulsive con l’avvicinarsi dei Mondiali”, si sente dire in giro. Gruppi di genitori dei ragazzi che vanno a scuola si sono tramutati in un attento canale di spie. “A Via Santa Fe e Via Coronel Diaz (a Buenos Aires, ndr) hanno figurine. Ho appena varcato l’ingresso”, “Ho comprato l’album e ne ho qualcuna in più. Qualcuno le vuole?”, scrive un altro in una chat.

Un edicolante: “Ho avuto 2000 bustine, le ho esaurite in un giorno”

“Non avevo mai visto prima una cosa del genere”, dice Juan Vargas, il proprietario di un piccolo chiosco che vende fumetti e figurine nel centro di Buenos Aires. Dal 24 agosto, giorno in cui è stata lanciata la collezione Panini, Vargas dice di averne vendute in continuazione. La febbre è salita a tal punto che i clienti hanno cercato di rompere il tendone un giorno quando ha comunicato di aver terminato le bustine. “Nessuno se lo aspettava. I distributori hanno inviato le scatole una settimana prima del lancio. Ho iniziato con 2.000 bustine e le ho vendute in un giorno. La gente diventa violenta se non ottiene ciò che chiede”, si lamenta.

Il governo prova a mediare

Le edicole protestano. Sostengono che siano stati privilegiati i punti di vendita non convenzionali come i supermercati, le stazioni di servizio di carburante o le app di vendita online. “Non è giusto ciò che accade. Noi vendiamo figurine tutto l’anno mentre i benzinai e i supermercati solo in questa occasione…”, sottolineano. Alcuni chioschi, stanchi di rispondere a pressanti e continue richieste, hanno affisso manifesti con la scritta; “Non abbiamo figurine”. La protesta è arrivata fino al governo che ha promesso di mediare ufficialmente tra la Panini e i venditori per trovare una soluzione al problema. E la cosa ha scatenato altro polemiche. Soprattutto a livello politico visto che c’è chi ricorda che l’Argentina ha altre urgenze, come l’inflazione salita al 78,5%. “E’ vero, per molti questa protesta può sembrare una cosa banale”, ha detto Ernesto Acuna, vicepresidente dell’Ukra (Union Kiosqueros de la Republica Argentina) ma per i chioschi questo è il piatto di cibo”, ha sentenziato.

Fonte Repubblica.it

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