La tentazione di Sarri, la doppia versione di una Lazio subito vincente

EMPOLI – Squadra che vince, si cambia. Nel cantiere aperto di Maurizio Sarri comincia a farsi strada la tentazione di un restyling di natura tattica, anche se il debutto della Lazio a Empoli è stato tutto sommato più convincente del previsto, a dispetto delle difficoltà e dei ritardi che avevano frenato il mercato. Soltanto alla vigilia della trasferta allo stadio Castellani era infatti arrivato il via libera della Covisoc per le operazioni in entrata e lo spagnolo Pedro è stato dunque gettato nella mischia dopo appena un paio di allenamenti con i suoi nuovi compagni, riuscendo peraltro a dimostrare lo stesso il suo valore. Molto bene anche Milinkovic Savic, mattatore della partita con il gol del momentaneo pareggio e l’assist per il pari di Lazzari. La qualità del centrocampista serbo ha fatto palesemente la differenza e ha ribaltato di colpo l’inerzia della sfida, che all’inizio aveva invece pericolosamente rischiato di complicarsi un po’ ed è rimasta in bilico pure nella ripresa, nonostante il doppio vantaggio. Colpa di alcuni squilibri che non sono sfuggiti all’occhio severo del Comandante: in primis le disfunzioni della linea difensiva (da anni abituata a giocare a 3 e non a 4), poi le difficoltà di Leiva nella fase di interdizione e quelle di Immobile negli spazi stretti, mascherate dalla rete su rigore del centravanti della Nazionale.

Il cambio a gara in corso

Non è tutto oro quello che luccica e Sarri se n’è reso infatti conto già a gara in corso, passando dal prediletto 4-3-3 iniziale al 4-3-1-2, che sembra essere più congeniale per l’organico della Lazio. Nel ruolo di trequartista si è ben disimpegnato Pedro e in prospettiva potrà trovarsi molto più a suo agio Luis Alberto, che al contrario ha faticato nella ripresa nella posizione di mezzala. Ma gli effetti positivi del cambio di modulo promettono di essere almeno tre: maggiore protezione per Leiva, più sinergia tra i reparti e vita meno difficile per Immobile, che con il pressing alto voluto dal Comandante rischia di dover rinunciare alle sue predilette incursioni negli spazi.

Sarri più duttile

Nessun integralismo tattico, insomma. Le esperienze al Chelsea e alla Juventus hanno reso Sarri un po’ più duttile, rispetto alle sue tre stagioni con il Napoli. Almeno nei primi tempi del rodaggio della Lazio, però, la differenza tra prime e seconde linee è destinata a rimanere lo stesso marcata. Ballano al massimo un paio di maglie, infatti, mentre tutte le altre hanno già trovato stabilmente un padrone, con l’elenco dei titolarissimi che anche giocoforza dà l’idea di essere molto lungo. La squadra ha del resto bisogno di trovare nuovi equilibri e certezze, dopo essersi abituata per anni a competere con un impianto di gioco (3-5-2) completamente diverso. Ma il debutto vittorioso contro l’Empoli ha rasserenato il Comandante: ci sono i presupposti – con qualche ritocchino in corsa – per una rivoluzione meno traumatica del previsto.

Fonte Repubblica.it

Condividi
Subscribe
Notificami
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
0
Would love your thoughts, please comment.x
()
x
Available for Amazon Prime