La Superlega va avanti, nominato il nuovo Ceo

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La Superlega va avanti, nominato il nuovo Ceo

La Superlega non esiste, ma ha già un amministratore delegato. La prova, se mai ce ne fosse stato bisogno, che Juventus, Real Madrid e Barcellona non si sono affatto arrese al naufragio del progetto nato ad aprile 2021. Anzi. Adesso hanno anche scelto un a.d., o per dirla all’inglese, un Ceo. Il nome scelto è quello del tedesco Bernd Reichart, 48 anni, già Ceo di RTL Deutschland, uomo quindi che conosce profondamente il mercato dei diritti audiovisivi e le sue logiche. “Il suo primo obiettivo – recita una nota – sarà quello di intavolare un ampio e intenso dialogo con un largo numero di stakeholders, tra cui club, giocatori, allenatori, tifosi, rappresentanti dei media e politici. L’obiettivo è quello di incoraggiare lo sviluppo di un modello di sport sostenibile per le competizioni europee per club che rifletta al meglio gli interessi comuni e di lungo termine sia dei fan sia della comunità calcistica nel suo complesso”.

Reichart: “Futuro migliore attraverso un serio processo di riforma”

Secondo Reichart “la situazione attuale del calcio europeo è costellata da una serie di difficoltà che non si risolveranno da sole. I presidenti di Real Madrid, Barcellona e Juventus hanno recentemente espresso il loro punto di vista sui problemi che il nostro sport sta attraversando. Penso stiano ponendo le domande giuste, e sono personalmente entusiasta di poter ascoltare tante voci diverse in modo che la comunità calcistica europea possa trovare insieme le risposte corrette. Il gioco che tutti amiamo beneficerà di un dialogo onesto, aperto e libero da vincoli, su un futuro migliore attraverso un serio processo di riforma”.

La Corte di giustizia europea

Sulla questione Superlega pende il giudizio della Corte di giustizia europea che dovrà pronunciarsi per stabilire se la Uefa agisca o meno in regime di monopolio. Ieri il vice presidente della Commissione Europea, il greco Margaritis Schinas, è stato molto critico col progetto Superlega, parlando al Parlamento europeo: “Sarebbe un circuito chiuso formato dai club più ricchi che si spartirebbero tra loro circa cinque miliardi di euro all’anno, a discapito degli altri. Questo contravviene totalmente al modello europeo dello sport”.

Fonte Repubblica.it

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