La Serie A verso il budget cap come in Formula 1. E dice addio all’indice di liquidità

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La Serie A verso il budget cap come in Formula 1. E dice addio all'indice di liquidità

ROMA — Addio all’indice di liquidità. È durato una sola stagione il criterio per iscriversi al campionato che aveva infiammato il rapporto tra Federcalcio e Serie A. Dalla prossima stagione, il calcio italiano introdurrà un vero e proprio tetto salariale. O, se vogliamo usare un termine che la Formula 1 ha reso globale, un suo budget cap.  

Il budget cap del calcio italiano 

Non sarà un vero e proprio salary cap uguale per tutti. Non una cifra fissa, insomma. Ma un rapporto tra ricavi e costi di squadra. Dal campionato 2023/2024, ossia dalla prossima estate, potranno iscriversi soltanto le squadre che avranno una percentuale di costi che non superi l’80% dei ricavi. Ma l’obiettivo però è transitorio, perché dal 2024/25 bisognerà scendere al 70% dei costi. Oppure, in alternativa, bisognerà coprire i costi in eccesso con soldi freschi degli azionisti. Un sistema mutuato sostanzialmente dalla Uefa e dai criteri per l’iscrizione alle coppe europee voluto da Ceferin in sostituzione del Fair play finanziario. L’indice di liquidità, uscito dalla porta, rientra dalla finestra e diventa vincolante per il mercato. Ancora più restrittivo.  

La riforma dei campionati 

Ma la vera questione sul tavolo era la riforma dei campionati. I campionati non cambiano, per ora. La riforma dei campionati la vuole scrivere la Serie A. Appuntamento il 17 ottobre, a Milano, quando i club del campionato italiano si sono dati appuntamento per discutere di come riformare il format del torneo. Anzi, dei tornei. Perché l’obiettivo è trovare un accordo comune anche con la Serie B e la Serie C. Gabriele Gravina, presidente della Federcalcio, aveva annunciato per oggi lo strappo: era pronto ad abolire il diritto di veto che avevano i presidenti di lega per poi fare autonomamente una riforma di tutti i campionati, senza discuterne con la Serie A, la Serie B e la Serie C. Ma a spiazzare tutti è stato Claudio Lotito. Che ha “aperto” a una riforma condivisa tra i club: “Noi in Serie A ne stiamo già discutendo”.  

Lotito tessitore della riforma 

Il presidente della Lazio sta giocando su più tavoli: quello delle grandi che vorrebbero “tagliare” il campionato a 18 squadre, e quello delle piccole, che di riduzione a 18 non vogliono assolutamente sentir parlare. Lui, nel mezzo, muove passi da una parte e dall’altra. E ha convinto Gravina a prendere tempo e a rinunciare allo strappo. Anzi, ha ottenuto un’apertura di credito decisamente generosa: la Federcalcio ha dato tempo fino al 31 dicembre per presentare una riforma condivisa dai tre campionati professionistici. Certo, il rischio è di una riforma “dimezzata”, per tenere insieme gli interessi di tutti. Ma la Federcalcio, che ha sostenuto anche l’idea dei play-off in Serie A, ha fiducia. Anche sulle nuove linee guida per l’iscrizione ai campionati.  

Fonte Repubblica.it

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