La Serie A contro Dazn: un organo di controllo per indagare sui disservizi

ROMA – Non solo l’Agcom. Il cerchio intorno a Dazn si è stretto anche nella Lega di Serie A. O almeno a iniziato a stringersi. L’autorità garante per le comunicazioni, ieri, ha emesso una comunicazione durissima, in cui annuncia un “intervento urgente” ordinando alla tv in streaming che trasmette il campionato italiano di calcio di “adottare ogni accorgimento funzionale a prevenire i malfunzionamenti della piattaforma”, bacchettando anche sulle rilevazioni dei dati di ascolto.

Argomenti che nelle stesse ore avevano scaldato anche la Lega di Serie A. Dove l’impressione è che ci sia una regia che non ha poi tutta questa voglia di farsi sentire, con Dazn. Ma tra i presidenti, lo scontento è figlio dell’esperienza diretta: è accaduto a ognuno di loro di trovarsi di fronte alla rotellina mentre guardavano una partita del campionato. A qualcuno, anche durante quella della propria squadra. Ieri Dazn ha articolato davanti all’Assemblea le motivazioni dei propri disservizi – ne hanno riscontrati ufficialmente solo tre, in un caso un problema con l’access point collegato all’app – assicurando che la rete ha tenuto. Ma i presidenti non sono rimasti convinti. Al punto che tra molti inizia a nascere un’idea: far nascere una struttura di controllo che lavori la fianco di Dazn e quindi effettui riscontri sui problemi che sia “terzi”: tra le righe, ci si può leggere una velata sfiducia nei confronti delle spiegazioni ricevute.

L’altra questione sempre torrida sono i dati di ascolto. Quella di ieri a Lissone è stata la prima Assemblea di Lega in presenza dopo molti mesi e quindi nessuno ha voluto accendere gli animi (dribblati anche con cura temi come la riforma dei campionati, soltanto accennati). Ma il tema ascolti del campionato è rilevante. Nonostante le spiegazioni fornite dalla società Nielsen, che certifica i dati di ascolto per Dazn, quei numeri non possono essere considerati verificati, visto che l’autorità riconosce solo il sistema metrico di Auditel. Un problema enorme per due motivi, per la Serie A: la distribuzione di parte dei diritti tv tra le squadre si basa proprio sugli ascolti tv certificati. In più gli sponsor delle società spingono per capire in quanti vedano davvero il loro marchio stampato sulle maglie. Ma quando alcune società hanno chiesto di poter conoscere almeno il numero di utenti abbonati alla tv satellitare: l’ad De Siervo ha spiegato di averli ricevuti in mattinata e di dover capire come inoltrarli per garantire la riservatezza (l’idea è offrire 20 password differenti, una per ogni club, che offrano un solo accesso). Il problema è che senza il numero degli abbonati – c’è chi stima circa 1,3 milioni, ma Dazn non conferma la cifra – e con ascolti non certificati, avere un’idea reale di quante persone vedano il campionato italiano diventa davvero complicato. Anche per questo la prossima settimana è in programma un incontro in Lega proprio con Dazn: un’occasione per avvicinarsi o una resa dei conti?

Fonte Repubblica.it

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