La Roma, la caccia alla coppa e la doppia maledizione di Mourinho

ROMA – Era stato preso per questo, un anno fa. Per esorcizzare le paure e trasformarle in benzina. Per cancellare l’onta di una semifinale persa prima ancora di potersela giocare davvero. A un anno dalla scelta, José Mourinho ha portato la Roma esattamente dove si aspettava Dan Friedkin: a giocare per un trofeo. Manca un ostacolo, ancora: il Leicester, stasera, ultima porta da aprire prima di presentarsi a Tirana per giocarsi una coppa europea. Un tabù che la Roma ha infranto solo una volta, 61 anni fa, con la Coppa delle Fiere che i più critici nemmeno considerano un trofeo ufficiale.

Stop per sei volte in semifinale

Ma per arrivarci e riscrivere la storia recente e passata della Roma, Mourinho dovrà esorcizzare una doppia maledizione: lui, il collezionista spietato di finali, dove ha vinto 4 volte su 4, con Porto, Inter e Manchester United, in semifinale s’è fermato 6 volte su dieci. L’ostacolo più difficile da superare per le squadre di José. E anche per la Roma, che negli ultimi anni s’è dovuta arrendere due volte a Liverpool e Manchester, dove ha compromesso – nel 2018 e poi nel 2021 – ogni possibilità di giocarsi una finale già nelle partite di andata in trasferta, svuotando di senso le partite di ritorno all’Olimpico. Stavolta è diverso, perché la speranza è viva e accesa, alimentata come un braciere sacro prima di un lupercale da Mourinho, chiamando all’adunata rumorosa: “Vogliamo un pubblico che venga a giocare la partita. Se venite solo per vederla, state a casa”. Il Viminale monitora con attenzione la situazione: il clima da notti magiche alimenta il rischio che tanto entusiasmo possa tracimare in violenza gratuita. Una notte che vale almeno 5 milioni di euro, quelli che arriverebbero dai premi del torneo se la squadra sollevasse il trofeo: 3 milioni vale invece la sola finale. Cifre da aggiungere ai 15,39 milioni di euro già messi in cassaforte con il cammino europeo.

L’ultima finale europea 31 anni fa

Raccontano che Dan Friedkin, nella sua impaziente attesa di farsi emozionare dalla creatura che aveva appena acquistato, durante la stagione scorsa girasse per Trigoria chiedendo ai dirigenti: “Cosa farebbe Mourinho in condizioni simili?”. Qualcuno gli sussurrò di chiederglielo direttamente e così fece: ora ha imparato che chiedergli cosa abbia in mente prima di una partita non sia molto il caso: ama isolarsi José, lui, la squadra e lo staff. Escludendo persino la proprietà dalla fase preparatoria, come un branco prima della caccia. Un universo chiuso in cui costruire il clima ideale per inseguire un risultato storico: l’ultima finale la Roma l’ha giocata nel 1991: la perse in gara di andata e ritorno con l’Inter. Prima, c’era stata la notte che per i romanisti non è mai esistita: la finale di Coppa Campioni col Liverpool: in entrambi i casi, la delusione arrivò all’Olimpico. Dove Mourinho, stasera, vuol mettere un nuovo mattone per la storia.

La Roma, la caccia alla coppa e la doppia maledizione di MourinhoFonte Repubblica.it

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castigamatti
Ospite
castigamatti
18 giorni fa

3 anni fa l’inter é arrivata in finale di coppa uefa, ora europa league, persa non 0 a 3 ma solo per colpa di un autogol sfortunato…
commenti:
“eh, ma é la coppetta dei poveri…”
“non é certo la champions…”
“la fanno solo le squadrette…”
ora la roma sta per andare in finale di una semisconosciuta confere(c)tion league.
nessuno l’aveva prima mai sentita nominare, ma ora tutti ne parlano.
quando non hai nemmeno la polenta, va bene anche il pane secco riscaldato nell’acqua.
magari la vinceranno, cosí almeno gli invidiosi rosiconi rosso-bianconeri non dovranno piú ammettere che l’ultima italiana che ha vinto qualcosa in europa é stata l’inter del triplete e si roderanno meno il fegato.