La risata al gol subito, le liti con la curva, la malattia: Acerbi e Lazio separati in casa

In casa Lazio non si parla d’altro che di Francesco Acerbi. Più che della sconfitta contro il Milan, che ha complicato notevolmente la rincorsa all’Europa League, i riflettori sono sulla risata del difensore biancoceleste – pizzicata dalle telecamere dopo il gol decisivo di Tonali in pieno recupero – e del successivo litigio con il compagno di squadra Marusic. L’immediato chiarimento via social del diretto interessato non è servito a molto: sempre sul web i tifosi non hanno perdonato il gesto, che ha di fatto lacerato definitivamente un rapporto già teso per altri precedenti.

Lo strappo a dicembre

Negli ultimi mesi infatti Acerbi, nato il 10 febbraio 1988 a Vizzolo Pedrabissi (in provincia di Milano), è stato preso di mira da buona parte della Curva Nord biancoceleste per un’esultanza del difensore che, dopo il gol contro il Genoa nella gara dello scorso 17 dicembre, aveva avvicinato l’indice alla bocca “zittendo” di fatto il pubblico, reo di aver esagerato con le critiche in un momento complicato della formazione di Sarri. Nell’immediato post-partita il difensore aveva rincarato la dose dicendo a caldo: “Non me ne frega nulla di quello che dicono i tifosi, fa parte del nostro lavoro. Meno male che la gente non conosce cosa succede nello spogliatoio”. Solo successivamente erano arrivate le scuse tramite Instagram: “Ho fatto un gesto sbagliato dettato dall’adrenalina. Non voglio mancare di rispetto alla Lazio, ci tengo molto a questa maglia”. La pace però non è mai arrivata, anzi per lui solo bordate di fischi a ogni pallone toccato. Inimmaginabile che adesso tutto possa ricucirsi dopo la nuova polemica post-Milan.

Lazio-Milan, Acerbi ride dopo il gol subito. A fine partita Marusic si infuria con lui

Malattia e guarigione

Un peccato considerando l’importanza di Acerbi, perno della difensa biancoceleste da quando nell’estate 2018 Lotito lo ha acquistato per poco più di 10 milioni da Sassuolo per sostituire de Vrij, passato all’Inter anche in quel caso non senza polemiche. Ma sicuramente nella vita Acerbi ha passato periodi decisamente peggiori. Nell’estate del 2013, durante le visite mediche per il passaggio dal Chievo al Sassuolo, il difensore scopre di aver un tumore al testicolo: necessaria l’operazione all’ospedale San Raffaele di Milano. Torna in campo a settembre, ma dopo tre mesi il terribile nemico torna a bussare alla porta. Per Acerbi nuova operazione e nuovo calvario: non scende più in campo per il resto della stagione, ma fortunatamente arriva anche il lieto fine con il definitivo ritorno nel rettangolo verde nell’estate 2014. Il racconto della malattia è scritto nel libro “Tutto bene. La mia doppia vittoria sul tumore”.

La lite con Kessie e Bakayoko

Da qui inizia una nuova carriera per Acerbi, che disputa quattro ottime stagioni con il Sassuolo. E’ il momento del grande salto, il secondo dopo che nel 2012 Galliani lo aveva portato al Milan, convinto dalle buonissime prestazioni con Chievo e Genoa, anche se con i rossoneri resta appena sei mesi e totalizza la miseria di sei presenze. Con la Lazio non fa rimpiangere de Vrij, non uno qualunque e anzi il feeling con Simone Inzaghi è perfetto tanto da giocare da ottobre 2015 ad aprile 2019 ben 149 partite consecutive, sfiorando il record di 162 di Javier Zanetti. Se con la tifoseria laziale, prima di questa annata, non c’erano mai stati problemi (anzi, è stato sempre apprezzato per le iniziative di beneficienza e sensibilità verso i malati) la polemica più grande è stata nel match di Coppa Italia del 13 aprile 2019, guarda caso ancora contro il Milan: al termine del match Bakayoko e Acerbi si scambiarono la maglia in segno di fair-play, anche per chiudere un precedente botta e risposta social nei giorni che precedevano la gara, ma il centrocampista francese e Kessie sventolarono la casacca come un cimelio sotto la curva rossonera. Un gesto poco garbato, tant’è che arrivò poi il mea culpa dei due centrocampisti rossoneri.

La vittoria a Euro 2020

Il momento più alto per l’Acerbi calciatore è stato sicuramente l’estate scorsa con la vittoria dell’Europeo a Wembley. Il ct Mancini gli ha sempre dato fiducia, considerandolo la prima alternativa alla coppia Bonucci-Chiellini più dei vari Romagnoli, Bastoni e Gianluca Mancini. In Nazionale il difensore 33enne vanta 24 presenze ed un gol. Prima della partite, Acerbi è solito pregare e ringraziare il cielo, d’altronde lui stesso aveva confessato di “pregare due volte al giorno, pur non essendo un santo. So di chi posso fidarmi. E ho allontanato le persone che considero negative”. Tornando al presente, lo strappo con la tifoseria sembra insanabile ma paradossalmente l’ex Sassuolo rappresenta per Sarri l’unica certezza per il futuro, considerando che il contratto scade nel 2025 a differenza di quello dei suoi compagni di reparto Radu, Luiz Felipe, Patric (nonché Strakosha, Reina e Lucas Leiva), tutti a scadenza il prossimo 30 giugno. Ma di fatto ora è a tutti gli effetti un separato in casa.

La risata al gol subito, le liti con la curva, la malattia: Acerbi e Lazio separati in casaFonte Repubblica.it

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