La resistenza del St.Pauli: “Siamo tutti antifascisti”

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La resistenza del St.Pauli: "Siamo tutti antifascisti"

La resistenza del St.Pauli: "Siamo tutti antifascisti"

Non solo calcio. E’ sempre stata la filosofia del Sankt Pauli, il club della Zweite Liga, la B tedesca. “Siamo tutti antifascisti”, recita un tweet scritto in italiano del club. Una presa di posizione di una squadra che è sempre stata attenta a quello che succede intorno. Territorialmente appartenenti al quartiere a luci rosse di Amburgo, i tifosi del St. Pauli si identificano con l’effige dei pirati: tra loro punk, anarchici, autonomen.

E’ il club, come mostra il tweet, è anche attento a quanto succede in Italia, e non da oggi. ‘Lampedusa St. Pauli’, è la scritta sulla maglia giallorossa a righe verticali di una squadra di migranti che ha visto la luce qualche tempo fa. Un modo per stare vicini a coloro che ce l’avevano fatta a raggiungere la Germania dopo essere sbarcati tra mille sofferenze in Sicilia. Sempre pronti a schierarsi: prima nessun club tedesco aveva preso posizione contro l’omofobia, il St. Pauli lo ha fatto sfilando al gay pride di Amburgo. Tante tifose, nessuna squadra ne conta tante, una sorta di manifesto costante il sessismo. E ancora: lo scorso anno un tesserato turco, Cenk Sahin, aveva mostrato sostegno alla politica militare di Erdogan contro i curdi. Fu scaricato dal club senza troppi complimenti. St. Pauli, mai banale

Fonte Repubblica.it

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castigamatti
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castigamatti
2 mesi fa

ANDATE A VIVERE A BERLINO EST!

ANDATE A MORIRE NELLA COREA DEL NORD!
ANDATE A MORIRE NEI GULAG ENEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO POLITICO DELLA SIBERIA!!!

ANDATE AD IMPARARE LA STORIA VERA…
E ANDATE A PROTESTARE PER LA PACE DAVANTI AL CREMLINO; GRANDISSIMI IDIO** TESTE DI CAZ** COMUNISTIDIMME**A!!!

castigamatti
Ospite
castigamatti
2 mesi fa

Più di 100.000 cittadini della RDT cercarono di fuggire oltrepassando il confine tra le due Germanie o il Muro di Berlino tra il 1961 e il 1988. Più di 600 di loro furono uccisi dal fuoco dai soldati delle truppe di frontiera della RDT oppure morirono nel corso del tentativo di fuga tra il 1961 e il 1989. Annegarono nei corsi d’acqua, rimasero vittima di incidenti mortali o si suicidarono vedendosi scoperti.
Solo al Muro di Berlino almeno 140 persone vennero uccise a fucilate o persero la vita in diretta relazione con il regime di confine della RDT tra il 1961 e il 1989: 100 fuggiaschi dalla RDT che nel tentativo di superare gli impianti di confine vennero uccisi, morirono in un incidente o si tolsero la vita; 30 persone dall’est o dall’ovest che non volevano fuggire ma vennero uccise a fucilate o morirono in un incidente
Inoltre morirono almeno 251 viaggiatori dall’est o dall’ovest durante o dopo i controlli ai passaggi di confine berlinesi. Innumerevoli sono le persone che morirono per preoccupazione e disperazione derivanti dagli effetti della costruzione del Muro sulla loro vita.

MA BERLINO EST ERA UN ENCLAVE FASCISTA O COMUNISTA?
I CRETI** DEL ST. PAULI HANNO IL CORAGGIO DI RISPONDERE PUBBLICAMENTE?

castigamatti
Ospite
castigamatti
2 mesi fa

13 maggio 2022 DUEMILAVENTIDUE!!!

Corea del nord, il regime ammette “il primo” morto per Covid. Centinaia di migliaia di persone con febbre.La Corea del Nord ha annunciato il primo decesso avvenuto a causa del Covid-19 nel Paese da quando è scoppiata la pandemia. Sei persone sono morte per “febbre”, ha scritto l’agenzia di stampa governativa Kcna, tra queste una è risultata positiva alla variante Omicron. Al momento almeno 187.800 persone sono state “isolate e curate”. Secondo l’agenzia di stampa, finora 350mila persone hanno mostrato i segni della febbre e di queste 162.200 sono state curate.
Finora la Corea del Nord ha rifiutato milioni di dosi dei vaccini AstraZeneca e Sinovac offerti dal programma internazionale Covax, sostenuto dall’Onu per garantire un accesso equo ai vaccini contro il Covid-19.

IN ITALIA I COMUNISTIDIMME**A CI HANNO OBBLIGATO A VACCINARCI, MA IN COREA DEL NORD, I VACCINI NON ESISTONO NEMMENO!!!

C-O-M-U-N-I-S-T-I I-P-O-C-R-I-T-I

castigamatti
Ospite
castigamatti
2 mesi fa

11 Aprile 2007 – Il “modello staliniano”: nei gulag furono annientati “nemici di classe” e dissidenti politici dal 1917 fino al 1960.
Sospettati, nella maggior parte dei casi, di attività antisovietica e di spionaggio, alcune centinaia di italiani, per lo più emigrati politici e giunti in Urss negli anni Venti, per sfuggire al fascismo, incantati dal miraggio del paradiso comunista, «morirono fucilati dopo processi sommari e lunghe sofferenze nei campi di lavoro forzato».
Una sorte particolarmente iniqua toccò ai discendenti degli italiani che vivevano a Kerc’, in Crimea: 150 famiglie deportate in Kazakistan del Nord e in Siberia, originari di famiglie pugliesi che si erano trasferite in Russia all’inizio dell’Ottocento. Anche i superstiti soldati italiani dell’Armir, accusati strumentalmente di reati comuni, passarono dalla giurisdizione militare a quella del Gulag.
Secondo le denunce di Solgenicyn e di altri dissidenti sovietici, l’«Arcipelago Gulag», ovvero l’intero sistema sovietico, provocò in totale 60 milioni morti, compresi quelli uccisi dalle numerose carestie.

AVETE CAPITO; IPOCRITI SCHIFOSI COMUNISTIDIMME**A?