La notte di Donnarumma, l’Ungheria respinta dal muro azzurro

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La notte di Donnarumma, l'Ungheria respinta dal muro azzurro

BUDAPEST. Mancini ha cambiato tutto, tranne lui. A cambiare Gianluigi Donnarumma ci ha pensato Gigio stesso. Se l’Italia ha potuto mettere sulla ferita di un altro Mondiale da spettatrice il disinfettante delle finali di Nations League è soprattutto grazie a lui. Perché il calcio è uno sport che si gioca con i piedi ma in cui spesso si vince con le mani: gli ungheresi, che i muri li costruiscono in difesa e in politica, hanno scoperto cosa voglia dire sbatterci contro. La parata più difficile sul fuoco amico di una deviazione di Bonucci. Prima aveva steso mani forti a fermare Nego e a guastare l’addio alle armi di Szalai: avrebbe potuto salutare la Nazionale con un gol eroico. Ma c’era Donnarumma. Comparso chissà come una, due, tre volte tra la palla e la linea di porta. “Il Mondiale è una ferita aperta”, ammette Gigio, “bisognava però ripartire per l’Italia e per noi. Possiamo vincere le Finals”. 

A Donnarumma è servita un’estate per ricostruire le certezze sgretolate da un paio di mesi terribili. Il Mondiale perso e l’eliminazione del Psg a marzo marcata da quell’errore davanti a Benzema: la gaffe aveva pesato nello spogliatoio di marziani e aperto squarci nella sua autostima, nascosti dietro una convinzione che a distanza di mesi ancora difende (“Era fallo!”). A fine aprile poi ha salutato qualcosa di molto più prezioso della Champions: l’amico Raiola, non solo un agente. L’uomo a cui ha riservato una promessa che non rivelerà se non quando l’avrà mantenuta (il Mondiale? La Champions? Il Pallone d’oro?). S’era messo una corazza, per sembrare indistruttibile. 

Ve lo ricordate? Lo avevamo lasciato a Mönchengladbach a maltrattare la giornalista Rai Tiziana Alla che s’era permessa di ricordargli come l’errore con i piedi che aveva appena commesso non fosse il primo. Ora ammette: “Quando sbagliamo per noi portieri è dura, devi capire perché, lavorare per non rifarlo. Io rido e scherzo nello spogliatoio per dare serenità, ma poi in campo la testa va lì. Quell’errore con la Germania, ne ho parlato col preparatore, non doveva capitare, ho ammazzato una partita già compromessa”. Era teso, due giorni prima aveva litigato con un tifoso a Wolverhampton. È stato bravo a rigenerarsi in estate e più che le vacanze con la fidanzata Alessia alle Maldive, più di un pomeriggio a Eurodisney, ha potuto il lavoro sulla testa: “Ci ho lavorato, ora ringrazio chi ha creduto in me, come la mia famiglia e la mia fidanzata”. Le certezze, iniziate a franare salutando il Milan (e il preparatore Dida), le ha ritrovate a Milano con l’Inghilterra: il fatto che San Siro, per la prima volta, non lo abbia travolto di accuse e fischi è stato un tonico. A Budapest, l’Italia ha ritrovato un muro. 

Fonte Repubblica.it

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castigamatti
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castigamatti
2 mesi fa

non sono queste le partite eccezionali di foffarumma.
per i soldi che prende di stipendio e tutto il can-can che ha costruito intorno a sé, QUESTE DEVONO ESSERE LA NORMA.
le eccezioni dovrebbero essere le sue “tavanate”, le uscite a vuoto (anche ieri sera…) e i suoi errori coi piedi.
e invece ad ogni partite ne combina una delle sue…

castigamatti
Ospite
castigamatti
2 mesi fa

“L’Italia ora guarda al futuro. E il 3-5-2 si è dimostrato molto più di un’alternativa”.
e ha dimostrato che ad avere la testa dura (sul 4-3-3) spesso non si vince…
anzi SI STA FUORI DAL MONDIALE…

vero, ciuffettino presuntuoso?

castigamatti
Ospite
castigamatti
2 mesi fa

“Italia, Dimarco: “Ho fatto tanta strada, ora ho segnato il gol numero 1500 della Nazionale”.
ora per tutti quelli sani di mente (calcistica) emerson palmeri DOVREBBE ANDARE FINALMENTE A CUCIRE MOCASSINI AGLI STRUZZI.
lui e quegli incompetenti che lo hanno voluto in nazionale anche dopo le sue deprimenti performances da nutria invasata.