La logica perversa ma legale del Barcellona, spese pazze per non morire

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La logica perversa ma legale del Barcellona, spese pazze per non morire

Il Barcellona non sta barando, ha solo deciso di ipotecare il proprio futuro per garantirsi un presente. Cominciare ogni analisi su quello che sta succedendo all’ombra del Camp Nou dalla considerazione che in qualsiasi altro campionato d’Europa e del mondo i nuovi ingaggi blaugrana sarebbero già stati tesserati diventa, così, un semplice, ma doveroso esercizio di onestà. E già, perché sono solo ed esclusivamente i paletti imposti dalla Liga a mettere il bastone tra le ruote a Joan Laporta. Non certo la Uefa, la stessa che permette al Paris Saint Germain di fare quel che vuole in nome del fronte comune anti Superlega. Forse per gli increduli, da questo momento in poi, ogni qual volta si analizza il debito monstre del club catalano – che lo scorso 30 giugno ammontava a 1,3 miliardi di euro – bisognerebbe ricordare che si tratta di un numero (passivo) che non tiene in conto i crediti – perché se è vero che il Barça paga a rate i calciatori è altrettanto vero che anche le altre società fanno la stessa cosa con i giocatori pescati in Catalogna – né men che meno l’enorme patrimonio mobile e immobile del ‘més que un club’.

Gli errori di Bartomeu

Se Goldman Sachs ha deciso di prestare oltre due miliardi di euro al Barcellona non è certo perché la sua cupola dirigenziale abbia a cuore le sue sorti sportive. Se lo ha fatto è perché è al corrente non solo dei problemi, ma anche e soprattutto delle potenzialità, dell’impatto e del fascino a livello planetario della marca Barça. Ad avere la stessa convinzione sono anche aziende come Spotify, Sixth Street e ‘socios.com’ che non si sono fatti problemi a scommettere i propri milioni su un club che, per stessa ammissione del proprio presidente, fino a poco tempo fa era “in terapia intensiva”. Nessuno, però, può dimenticare che prima dell’irruzione della pandemia, il Barça era il club sportivo che fatturava di più al mondo (990 milioni) e sarebbe stato il primo a superare la soglia del miliardo se il Covid glielo avesse permesso. Il problema sostanziale dei catalani è che dal 2017 in poi, Josep Maria Bartomeu si è sentito l’uomo più ricco del mondo commettendo errori gravissimi che sono alla base di quanto sta succedendo oggi.

La logica perversa ma legale del Barcellona, spese pazze per non morire
(ansa)

Il Camp Nou con lo sponsor

Senza la scellerata gestione di chi lo ha preceduto, infatti, Laporta (che, forse, non sarebbe di nuovo il presidente) non sarebbe stato costretto a vendere importanti asset del club come il 25% dei propri diritti tv per i prossimi 25 anni o il 24,5% dei Barça Studios. E probabilmente non avrebbe nemmeno concesso a Spotify l’onore di mettere il proprio nome davanti a quello del Camp Nou. L’istrionico avvocato catalano non aveva altra scelta e ha fatto quello che i soci che lo hanno votato si aspettavano da lui: fare di tutto pur di riportare il Barça in alto. Di tutto. Perché per il popolo culé non esistono più stagioni di transizione. E, poi, qualcuno pensa davvero che dopo 3 o 5 anni di austerity il Barça avrebbe avuto la possibilità di rialzarsi e recuperare il proprio status a livello continentale? E già, perché gli altri club avrebbero continuato a correre, alcuni perché virtuosi, altri perché coscienti che la Uefa glielo avrebbe permesso: “Abbiamo deciso di correre qualche rischio. Ma sono rischi calcolati”, ha assicurato il numero uno blaugrana.

Il rischio calcolato

Su quest’ultimo punto si potrebbe obiettare che nel caso in cui il pianeta dovesse subire un nuovo attacco ai propri equilibri – chiamatela pandemia, extraterrestri o come preferite – il Barcellona correrebbe seri rischi di perdere il proprio status sociale, obbligando i soci a cedere le loro azioni a un proprietario esterno per evitare il fallimento. Ma, per dirla tutta, quante società (club Stato esclusi) potrebbero permettersi una nuova pandemia? Il rischio calcolato di Laporta è quello di chi sa che ci sarà sempre qualcuno pronto a nascondere e passare l’ultimo paracadute alla società con il maggior numero di follower nel mondo (oltre 400 milioni): “Abbiamo incassato 868 milioni in appena due mesi!”, ha enfatizzato ‘Jan’ durante la presentazione di Robert Lewandowski. Euforia che lo ha portato a sbilanciarsi troppo: “Rispettiamo tutti i requisiti previsti dalla Liga. Sono ottimista. Speriamo che anche la Liga dia la nostra stessa interpretazione”.

I numeri non convincono Tebas

Una vera e propria buccia di banana, considerato che su questo punto l’ultima parola sarebbe spettata al nemico giurato Javier Tebas, infuriato con i blaugrana sia per il no ai soldi del fondo CVC che per l’affaire Superlega. E, infatti, i legali del presidente della Lega sono andati a leggersi tutti gli asterischi della documentazione apportata dalla società culé e si sono resi conto che una parte dei 667 milioni ricevuti per i propri diritti tv appartengono allo stesso Barcellona che, assieme a Sixth Street, ha creato una società di comodo, la Locksley Invest S.L. attraverso la quale gestire questa fetta di diritti. Una differenza di 150 milioni quella esistente tra l’interpretazione della Liga e quella del club catalano che, se non riuscirà a convincere la lega del proprio punto di vista, sarà costretto non solo a vendere un 24,5% aggiuntivo dei Barça Studios, ma anche a agevolare l’addio dei tanti esuberi e le negoziazioni con chi rimarrà che, incredulo (ma solo perché non ha capito, proprio come i critici esterni, quello che sta succedendo in casa Barça), sarà costretto a cedere una parte del proprio stipendio a un club che ha già speso quasi 160 milioni in nuovi acquisti e che, proprie in queste ore, sta ultimando l’accordo con il Chelsea per Marcos Alonso e preparando l’offensiva finale sul fronte Bernardo Silva. Per difficile che possa sembrare, tutto ha una logica. Forse perversa, ma legale. La stessa che il (letteralmente) povero Roberto Benigni di ‘Tu mi turbi’, quello al quale non veniva concesso il mutuo, non riusciva proprio a spiegarsi.

Fonte Repubblica.it

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