La Lega Serie A si spacca su Carlo Bonomi presidente

ROMA. L’illusione di una Lega unita è durata meno di una settimana. La Serie A si spacca ancora, ma stavolta i partiti sono chiarissimi e divisi da una linea. Quella linea si chiama Carlo Bonomi: il presidente di Confindustria è il nome che le grandi del calcio italiano hanno scelto come guida politica.

Novantesimo minuto

09 Febbraio 2022

La Lega Serie A si spacca su Carlo Bonomi presidente

All’assemblea elettiva, dove per essere eletti servono 14 voti, Bonomi arriva appoggiato da Milan, Inter e Juve, ma anche Atalanta, Torino, Roma, Bologna, Sassuolo, Cagliari, Genoa, Spezia, Venezia, Salernitana e più timidamente da Samp e Empoli. Bonomi, tifoso interista e grande appassionato di calcio, ha già parlato sia con Percassi che con Cairo per garantire la propria disponibilità, nonostante alcune voci in Confindustria mostrassero perplessità per un possibile conflitto di interessi.

Ma attenzione, la sua è una candidatura che durerà solo 24 ore. Poi l’occasione di essere rappresentati politicamente nei discorsi col governo sui ristori dal capo degli industriali italiani evaporerebbe, senza aspettare la terza votazione, in cui per eleggere il presidente bastano 11 preferenze.

Non è nemmeno certo si arrivi a votarlo, in realtà. Perché il conclave del calcio italiano è carico di insidie e Marotta e Scaroni, padri della candidatura, porteranno il nome di Bonomi al voto solo se alla conta preventiva avesse 16 preferenze, due più dei 14 voti necessari ad essere eletto. Un margine di sicurezza per non esporlo al rischio di una brutta figura. Nessuno, però, vuole l’unanimità.

Perché il nome di Bonomi è la linea del Piave: chi non sta con lui, è contro. Farlo eleggere, vorrebbe dire assestare una sconfitta memorabile al fronte che mette insieme Claudio Lotito, Aurelio De Laurentiis e Maurizio Setti del Verona. Con loro, anche Stefano Campoccia dell’Udinese. A cui, da ieri, il fronte di maggioranza sta provando a far cambiare opinione. Un pomeriggio di telefonate incrociate, anche con la Fiorentina, con il dg Barone allineato sul fronte Lotito dal 2020, quando Claudio ingaggiò il figlio alla Salernitana, e il presidente Commisso, più cauto.

In fondo Lotito vuole sponsorizzare un nome diverso. Si tratta di Lorenzo Casini, capo di gabinetto 46enne del Mibact: il progetto è mandare in stallo l’elezione odierna per poi presentarlo con quorum ridotto a 11. Casini è sponsorizzato dalla politica e vicinissimo a Gaetano Blandini, il consigliere indipendente fatto eleggere in Lega proprio da Lotito. Il capofila dell’altra battaglia, quella contro la Federcalcio. Che domani dovrebbe commissariare ad acta la Serie A per operare la riforma dello Statuto voluta dal Coni e a cui una parte dei club è contraria. Uno scenario che potrebbe incidere anche sul voto di oggi: vincesse Bonomi, più facile una tregua. Altrimenti, si aprirebbe una guerra che incendierebbe i rapporti tra Lega e Figc a un mese dallo spareggio che per l’Italia vale l’accesso ai Mondiali.

La Lega Serie A si spacca su Carlo Bonomi presidenteFonte Repubblica.it

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