La Juventus chiude il bilancio in perdita: 210 milioni di euro, 134% peggio del precedente

TORINO – La Juventus ha chiuso il bilancio 2020-21 con una perdita stimata in 210 milioni di euro. Un dato già conosciuto ma che è stato ufficializzato con la relazione pubblicata sul sito della società, che quantifica anche in 389 milioni l’indebitamento finanziario netto oltre a preannunciare l’assemblea dei soci, in programma il 29 ottobre, che dovrà approvare il bilancio. Tanti i fattori che hanno generato un risultato così negativo, dall’incidenza della pandemia, che ha di fatto azzerato gli incassi al botteghino, l’affluenza nelle strutture commerciali bianconere, in parte compensate dalla vendita online ove possibile, e i proventi da gestione diritti calciatori, “con un conseguente inevitabile impatto negativo sia di natura economico-patrimoniale sul risultato d’esercizio e sul patrimonio netto”. La perdita di 210 milioni è del 134% superiore a quella del precedente esercizio, chiuso a -89,7 milioni anche grazie allo slittamento alla gestione successiva di alcune mensilità dovute ai calciatori e riproposte in questo bilancio. Hanno inciso sul risultato anche gli effetti negativi del calciomercato, con le plusvalenze che sono passate da 30,5 a 1,4 milioni, con la complicità della minusvalenza relativa alla cessione di Cristiano Ronaldo.

Le cifre

Indebitamento strettamente correlato anche alla diminuzione dei ricavi, passati da 573,4 milioni del giugno 2020 ai 480,7 dell’anno successivo, con una flessione del 16,2%. Scende vertiginosamente anche il patrimonio netto, passato a 28,4 milioni dai 239,2 della precedente gestione, e i costi operativi, quantificati in 35,2 milioni. Numeri che hanno spinto il CdA bianconero a confermare gli obiettivi di equilibrio economico-finanziario nel medio periodo, considerando che le stime prevedono per il 2022 un parziale ritorno alla normalità. Quasi obbligatorio l’aggiornamento del “Piano di sviluppo per gli esercizi 2019/24, approvato a settembre 2019 (quindi prima dell’inizio della diffusione della pandemia da Covid-19)”, e la definizione delle linee guida di un “rafforzamento patrimoniale mediante aumento di capitale fino a massimi € 400 milioni”, una parte già anticipata da Exor.

“A seguito del perdurare dell’emergenza sanitaria da Covid-19 – prosegue la relazione -, il contesto economico, finanziario e sportivo di riferimento è ancora caratterizzato da un’elevata incertezza, che rende complesso formulare previsioni attendibili in merito alle possibili evoluzioni di breve-medio periodo. I positivi effetti delle campagne vaccinali in corso, sia in Italia che a livello globale, permettono tuttavia ad oggi di ipotizzare una progressiva riduzione delle varie misure restrittive imposte dalle Autorità nel corso dell’esercizio 2021/2022 e una sostanziale normalizzazione del contesto economico generale a partire dal secondo semestre del 2022”.

Superlega

Non manca il riferimento alla Superlega, sulla cui legittimità “la Juventus rimane convinta” anche se “ad oggi non è possibile prevedere con certezza gli esiti e i futuri sviluppi del progetto”. “In data 19 aprile 2021 Juventus ha annunciato la sottoscrizione di un accordo con altri 11 top club europei per la creazione della Super League, una nuova competizione calcistica europea, alternativa alle competizioni UEFA, ma non ai campionati e alle coppe nazionali. La competizione sarebbe organizzata e gestita dalla ESLC (European Super League Company S.L.), di cui ciascun Club Fondatore è socio secondo quote e diritti equivalenti, in modo tale che tutto il progetto Super League sia di proprietà esclusiva dei club e non di terzi, creando quindi una coincidenza tra i soggetti che sopportano il rischio di impresa e quelli che gestiscono i diritti audiovisivi relativi alle competizioni sportive”.

Fonte Repubblica.it

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