La Francia si interroga sulla violenza negli stadi, il ministro dello sport: “Servono regole chiare”

Il ritorno dei tifosi negli stadi dopo i vari lockdown dovuti alla pandemia ha portato con sé non solo la parte sana e genuina del tifo, ma anche quella marcia, violenta, facinorosa. E tra i massimi campionati europei, la Ligue 1 è quello che più di tutti ne sta pagando le conseguenze. Ieri la sfida tra Lione e Olympique Marsiglia è stata prima interrotta e poi sospesa dopo che dagli spalti è piovuta una bottiglietta d’acqua che ha colpito in pieno volto il giocatore ospite Dimitri Payet.

Una lunga serie di violenze

Ma sono ancora impresse nella mente di tutti le immagini del 24 ottobre al Vélodrome di Marsiglia con i poliziotti costretti a proteggere con gli scudi antisommossa i giocatori del Psg dal lancio di ogni tipo di oggetto proveniente dalla curva marsigliese. Il giorno prima, Saint-Étienne-Angers era iniziata con quasi un’ora di ritardo per il fitto lancio di fumogeni in campo che aveva danneggiato le reti delle porte e parte del campo. E che dire del derby Nizza-Marsiglia di inizio stagione quando, sempre Dimitri Payet, era diventato il bersaglio dei tifosi di casa? In quell’occasione il francese aveva rilanciato una la bottiglietta in curva scatenando una rissa in campo tra giocatori e tifosi.

L’Equipe: “Ligue 1 in cancrena”

L’Equipe questa mattina ha aperto la prima pagina con un categorico: “Ligue 1 in cancrena” e un editoriale di Vincent Duluc durissimo: “Non è nemmeno una sconfitta per il calcio francese: fosse solo una sconfitta, ce la faremmo. È molto più profondo. E’ un disgusto che sale all’orlo delle labbra e ritorna dall’estate, da una dozzina di episodi del genere in Ligue 1, dall’osservazione di una sudicia stupidità, da un sentimento di impunità, di lassismo. Fermare il gioco è stata l’unica decisione sensata”.

Il ministro dello sport: “Aggiornare il regolamento”

E ora interviene anche il ministro dello sport francese, Roxana Maracineanu che ai microfoni di RMC Sport tuona: “Va cambiato il regolamento. Tutti devono mettersi al lavoro. Non possiamo più nasconderci dietro il mignolo. Il regolamento disciplinare della Federazione e quindi della Lega non ritengono che il pubblico possa essere colpevole in un caso come questo. L’arbitro deve sapere cosa fare. Dobbiamo metterci d’accordo sulle regole. Le autorità calcistiche devono scrivere nero su bianco cosa succede in caso di lancio di oggetti, cosa bisogna fare per impedirlo, in modo che i veri spettatori possano godersi lo spettacolo. Il calcio francese ha i mezzi necessari, finanziari e intellettuali per sedersi intorno a un tavolo e discutere una volta per tutte il cambiamento. C’è un comitato etico che lavora con la Federazione e la Lega. Va consultato per poter proporre modifiche normative”.

Incontro Ministero-Lega e Federazione

Intanto oggi il ministro dell’Interno francese, Gerald Darmanin, e quella degli Sport, Roxana Maracineanu hanno incontrato i rappresentanti del settore calcistico nazionale per discutere degli incidenti che ci sono stati nella giornata di ieri. All’incontro tenutosi al ministero dell’Interno, si sono presentati i rappresentanti della Lega professionistica di calcio (Lfp) e della Federazione francese di calcio (Fff). Serve una reazione, lo sa benissimo  Roxana Maracineanu che ha espresso il suo pensiero anche su Twitter: “Non possiamo permettere che i giocatori vengano attaccati in questo modo. Tali atti devono comportare almeno l’interruzione automatica delle partite”. Chissà che non si prenda in considerazione la proposta del numero uno del Lione, Jean-Michel Aulas, che dopo il match interrotto ieri ha ammesso che l’unica soluzione potrebbe essere quella della penalizzazione in classifica da parte della squadra i cui tifosi si rendano protagonisti di gesti violenti: “La paura di vedere la propria squadra penalizzata è l’unica cosa che può fermarli”.

Fonte Repubblica.it

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