La dura legge del gol: Milan, Inter e Napoli, lo scudetto si vince all’attacco

La dura legge del gol: Milan, Inter e Napoli, lo scudetto si vince all'attacco

Se a 7 giornate dalla fine la Serie A non ha ancora un padrone, è perché nessuno dei tre candidati allo scudetto – il Milan orfano delle migliori gesta di Ibrahimovic e Rebic, il Napoli un po’ troppo appeso a Osimhen, l’Inter dipendente dall’altalena di Dzeko e Lautaro – risulta adeguatamente provvisto della materia prima: il gol. 

Un rebus per gli analisti 

Gli stessi analisti faticano a raccapezzarsi. Valga per tutti il criterio statisticamente più oggettivo, l’indice di efficienza tecnica, la cui graduatoria coincide con la classifica finale (il margine di errore è trascurabile) e che viene fornito alla Lega di Serie A da Stats Perform e da K-Sport senza essere divulgato pubblicamente. Repubblica ha potuto leggere in anteprima l’aggiornamento al 2 aprile. L’Inter (indice 92,4) precede di poco il Napoli (92,3) e il Milan (91,7), che però recupera con l’indice di efficienza fisica (92,7 come la Juve, Inter 92,5, Napoli 92,4). L’Inter è inoltre l’unica squadra con l’indice di intensità superiore in fase di possesso palla rispetto al non possesso. Sarebbe il segnale di un attendismo che può trasformarsi in accelerazione micidiale, se le percentuali ufficiali sul successo nell’uno contro uno, cioè nei dribbling e negli scatti, non dicessero che il Milan va meglio del Napoli, che va meglio dell’Inter. 

Ibra, Rebic e Kessié: 3 casi 

La capolista ha segnato 56 gol in 31 partite, alla media di 1,81, ma nelle ultime 10 per 6 volte non ne ha fatto più di uno ed è incappata negli 0-0 con Juventus e Bologna. Mancano i gol di Ibra, Kessié e Rebic, che nello scorso campionato, chiudendo a quota 15, 13 e 11, erano stati i cannonieri della squadra e che oggi sono fermi a 8, 5 e 2, senza che Giroud (8 gol), l’ondivago Leao (6) e Messias (4) abbiano colmato la lacuna. I tre goleador in ribasso sono oggi riserve. Kessié ha firmato col Barcellona, è un separato in casa contestato dai tifosi. Rebic ha perso per via degli infortuni il ruolo di incontrollabile jolly. Ibra, a 40 anni e con un ginocchio dolorante, si sta adattando ad Altafini del terzo millennio, entrando nel finale. Ha bisogno di segnare al più presto – non ci riesce dal 9 gennaio col Venezia – per ritrovare slancio e allontanare le striscianti voci sulla tentazione del ritiro a fine stagione. 

I piazzati: il segreto del Napoli

Il miglior attacco del Napoli è stato finora la difesa: la meno battuta della Serie A con appena 23 reti subite in 31 giornate. Ma è stata l’emergenza a spingere sulla strada del pragmatismo Luciano Spalletti, che vanta il terzo reparto offensivo del campionato (56 reti come Milan, Sassuolo e Verona) alle spalle dell’Inter e della Lazio ed è stato bravo a trasformare il suo gruppo in una cooperativa del gol, per supplire alla lunghissima assenza per infortunio del suo capocannoniere: Victor Osimhen. Il centravanti nigeriano è andato a segno per 11 volte in appena 20 presenze ed è lo stesso il giocatore più prolifico della squadra, potenzialmente decisivo nella volata per lo scudetto, ora che si è lasciato alle spalle i problemi fisici e pure disciplinari, con la squalifica scontata a Bergamo. Tornerà contro la Fiorentina e con lui si conta di battere il tabù del Maradona (29 punti e già 4 sconfitte, in trasferta 37 punti e 11 successi). Fuori casa si è sentita di meno la mancanza di un bomber vero e hanno trovato gloria Mertens (a quota 7), Fabian (6) e Zielinski (5). Gli esterni saranno le altre frecce in più nello sprint finale, con Lozano (4) e Politano (2) ancora al di sotto degli standard. C’è poi la risorsa dei calci piazzati, che tra rigori e schemi su punizione hanno fruttato ben 15 gol. Il Napoli sa colpire in tanti modi.

Inter, che calo nel ritorno

L’Inter ha il migliore attacco della A. Ma delle 63 reti, solo 14 le ha segnate nelle 11 gare del ritorno. Poco più di una a partita, la metà rispetto all’andata. A parte il calendario, che da gennaio ha messo i nerazzurri di fronte a 7 delle 10 migliori difese del campionato, è significativo come manchino i gol delle punte. I nerazzurri, col Sassuolo, sono gli unici ad avere 2 attaccanti nella top ten dei marcatori: Lautaro è quinto a quota 14, Dzeko ottavo a 12. Ma nel 2022 il “Toro” ha segnato 3 gol, tutti con la Salernitana, alla quale 2 ne ha fatti il bosniaco, nel 2022 fermo a 4 totali. 
Aggiungendo il centro di Sanchez col Torino, il contatore si ferma a 8. Correa è a secco da novembre e Caicedo, arrivato a gennaio, è a zero. “Mi preoccuperei se non ci fossero occasioni”, dice Simone Inzaghi. I numeri gli danno ragione. La sua squadra tira più di tutti, con 506 tentativi, e più di tutti verso la porta, con 192 palloni nello specchio. È prima per assist, 42, per cross utili, 238, e per palloni toccati in area avversaria, 944. Le medie del 2022 non sono troppo distanti dall’autunno scorso. “Tutti gli attaccanti hanno periodi no, anche mio fratello”, ha detto Inzaghi. E c’è da scommettere che se avesse Pippo in rosa qualche minuto nel finale glielo farebbe fare. 

Fonte Repubblica.it

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castigamatti
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castigamatti
1 mese fa

Secondo ‘Tuttosport’, starebbe prendendo corpo l’idea di trattenere il ‘Toro’ pur con l’arrivo della ‘Joya’. con una possibilità reale di vedere insieme i due in nerazzurro nella prossima stagione. Con le dismissioni dei prestiti e con l’addio agli ingaggi pesanti dei vari Vecino, Kolarov, Sanchez, Vidal, più, forse, quelli di Perisic e Handanovic se il rinnovo dovesse farsi troppo complicato, ne deriverebbe un tesoretto che renderebbe la cosa fattibile.
siccome giá la conclusione dei contratti di vidal, sanchez e kolarov (6,50 milioni + 6,5 + 3,5) sarebbe piú che sufficiente per pagare lo stipendio a dybala::: DOVE VEDONO QUESTI GIORNALGOBBI PREZZOLATI MA POCO INTELLIGENTI LA NECESSITÁ DI VENDERE ANCHE PERISIC E HANDANOVIC PER PRENDERE DYBALA CHE DI CARTELLNO COSTA 0 EURO, CIOÉ LA RUBENTUS CE LO DEVE REGALARE?

castigamatti
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castigamatti
1 mese fa

siccome giá con la conclusione dei contratti di vidal e kolarov l’inter avrebbe abbastanza liquiditá per pagare i 6 o 7 milioni di stipendio di dybala, perché gli intelligentoni dei giornali gobbi scrivono in giro che suning sarebbe costretta a cedere pure handanovic, perisic, sanchez e persino lautaro per finanaziare l’acquisto di dybala che quelli di vinovo sono costretti a regalarci a zero?

il Nerazzurro
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il Nerazzurro
1 mese fa
Reply to  castigamatti

Se Dybala arriva a zero, bene… ma perdere Lautaro per Dybala neanche per scherzo…. Mi tengo Lautaro tutta la vita.

castigamatti
Ospite
castigamatti
1 mese fa
Reply to  il Nerazzurro

perfettamente d’accordo.

castigamatti
Ospite
castigamatti
1 mese fa

Lukaku ritorna all’Inter: nuovo sponsor decisivo.siccome la gobba ha in prestito morata con l’accordo di pagarlo altri 35 milioni dopo due anni, ma ora vuole rinegoziare a sbporsarne solo 15 (meno della metá), allora suning potrebbe impegnarsi per pagare 70 milioni per lukaku e pagarne dopo due anni solo 30.
o é solo la rubentus che fa gli accordi e poi non li rispetta senza conseguenze?