La costruzione di un “Redeem Team” parte dal rispetto per la maglia azzurra

Al momento stai visualizzando La costruzione di un “Redeem Team” parte dal rispetto per la maglia azzurra

La costruzione di un "Redeem Team" parte dal rispetto per la maglia azzurra

Il valore della vittoria di Budapest è notevole per tre motivi. Il primo è il risultato in sé, un secco 2-0 in uno stadio ostile. Il secondo è la sua conseguenza: la qualificazione alla Final Four della Nations League in un girone che secondo i bookmaker conteneva terza (Inghilterra) e sesta (Germania) favorita del Mondiale imminente. Il terzo è l’atteggiamento col quale l’Italia ha preso il match per le corna: aveva soltanto la vittoria per dare un senso al post-Macedonia, ed è andata subito a cercarla sul campo della battistrada con i modi sbrigativi di una squadra consapevole di essere più forte. Mancini avrebbe molti uomini per allestire una Nazionale migliore di questa, da Chiesa a Verratti, da Tonali a quello che potrebbe ancora diventare Zaniolo. Ma quando tornerà il loro turno dovranno applicarsi con l’intensità di Dimarco e la solidità di Cristante, la costanza di Di Lorenzo, la freddezza di Raspadori, persino la corsa anarcoide di Gnonto che nel Leeds non ha ancora giocato un minuto ma ieri, all’interno di una prestazione modesta, ha comunque intercettato il pallone che ha portato il primo gol. È probabile che l’Italia al completo – quella che dovrà diventare un Redeem Team, per chi ricorda genesi e motivazione di Usa Basket 2008 – sarà una sintesi fra le stelle malate di oggi e i loro coraggiosi sostituti, e non costringerà Donnarumma a miracoli in serie perché da un certo punto in poi non tiene più un pallone. Nel frattempo ci facciamo andare bene questa. Anche se… beh, diciamola tutta. 

La crescente amarezza per il secondo Mondiale mancato di fila – man mano che ci si avvicina fa sempre più male – diventa quasi rabbia davanti a questo risultato, perché ci conferma nella convinzione che il posto degli azzurri fosse in Qatar, e che la qualificazione sia stata gettata nell’umido per incuria, certo, ma anche per una serie di irripetibili circostanze. Nelle settimane seguenti l’eliminazione, come sempre succede nei momenti di crisi, sono state indagate le cause che impediscono al nostro calcio di recuperare le posizioni di un tempo, prima fra tutte l’eccesso di giocatori stranieri, spesso mediocri, il cui ingaggio è reso conveniente per i club dal decreto crescita. Lo scarso impiego di italiani e la conseguente ristrettezza del bacino di convocabili è un problema che rimane anche se ci siamo qualificati alla Final Four. Ma una cosa non esclude l’altra: saremmo dovuti andare al Mondiale lo stesso, perché la qualità di questa generazione azzurra forse non vale il titolo europeo che ha conquistato, ma comunque è più vicina al vertice che alla base della piramide. In Qatar andranno 13 nazionali europee, e di certamente migliori dell’Italia ne vediamo al massimo un paio, oltre tutto in difficoltà (Francia e Spagna, per esempio, o la Germania che in giugno ce ne diede 5, ma nella classifica del girone ci è finita ben dietro). 

Quello che deve fare Mancini da qui a primavera, quando si ripartirà con l’animo sgombro dalle tristezze succitate, è rinsaldare l’atmosfera da squadra di club che rese grande l’Italia all’Europeo. Un’opera morale indispensabile perché dalle società arriveranno alla Nazionale le solite belle parole, ma nessun appoggio concreto: ne abbiamo viste troppe per illuderci ancora sulla convergenza di interessi, che a gioco lungo ci sarebbe, ma di statisti con la vista panoramica non se ne scorgono. No, Mancini deve fare da solo convincendo i giocatori che marcare visita in azzurro senza stare troppo male sia un tradimento nei confronti dei compagni, e che comportarsi in modo sgradevole nei loro confronti sia scorretto anche fuori dai periodi azzurri. Un Redeem Team – una squadra che dopo un tracollo vuole riscattarsi – nasce sempre dal rispetto.

Fonte Repubblica.it

0 0 votes
Valutazione dell'articolo
Tienimi aggiornato
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments