Kvaratskhelia, il fenomeno georgiano che ha preso in contropiede la Serie A

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Se sul motore di ricerca più famoso digiti una sola “k”, subito ti ritrovi in un complicato intrigo di consonanti, gol e assist. Khvicha Kvaratskhelia non è più quello scioglilingua impossibile che a luglio aveva scherzosamente obbligato il ragazzo georgiano a prodursi in un video tutorial per spiegare la pronuncia esatta di nome e cognome. Kvara è il ciclone di dribbling e giocate che si è abbattuto sulla Serie A e su Napoli, felicemente bagnata di gioia. Tanto da non considerare una bestemmia calcistica il video che potete vedere insieme a questo articolo, postato sull’account Twitter della Lega Serie A. Si vede il 77 che palleggia, prima della sfida col Bologna, al ritmo di “Live is life”. Sì, proprio la canzone degli Opus che fece da colonna sonora al riscaldamento più famoso della storia del calcio, quello di Diego Armando Maradona a Monaco di Baviera, il 19 aprile 1989, prima del match di ritorno della semifinale di Coppa Uefa tra Bayern e Napoli. Il tweet è accompagnato da un commento tanto semplice quanto impegnativo: “Kvaradò, Kvaradò”.

Caravaggio o angelo azzurro: i soprannomi di Kvara, l’impronunciabile che ha rubato il cuore di Napoli

Kvaratskhelia, il fenomeno georgiano che ha preso in contropiede la Serie A

Kvaratskhelia e l’esultanza alla Steph Curry

“Carbone ardente” (questo il significato del cognome nella sua lingua) si è presentato agli occhi del calcio italiano in una caldo pomeriggio di Ferragosto, allo stadio Bentegodi: ha bruciato Faraoni che lo marcava e ha segnato di testa, non certo la sua specialità, poi ha regalato a Zielinski un assist dolce come il carbone sì, quello che porta la befana. In mezzo l’esultanza “Night Night” di Steph Curry, il fenomeno dei Golden State Warriors in Nba: le mani giunte appoggiate alla guancia e tutti a nanna.

Kvara e l'esultanza all Steph Curry Kvara e l'esultanza all Steph Curry
Kvara e l’esultanza all Steph Curry 

Kvaratskhelia e i suoi numeri da record

E invece no: come fai a prendere sonno davanti a così tante meraviglie? In dieci partite di campionato e quattro di Champions il georgiano ha partecipato direttamente a tredici gol della sua squadra, con sette reti e sei assist, più di qualsiasi altro giocatore della Serie A.

I complimenti di Osimhen al compagno d’attacco

I numeri lo raccontano in difetto. Un esempio su tutti: impossibile non considerare fondamentale, nel gol di Hirving Lozano al Bologna, il suo tiro immediatamente precedente, parato con grande difficoltà da Skorupski. E comunque, più dei numeri possono le parole di chi lo vede ogni giorno. Come Victor Osimhen, beneficiario del suo ultimo assist: “Sono contento per lui, perché si merita quello che sta vivendo. Ma non avete ancora visto niente: in allenamento è molto meglio di così”.

La fuga di Kvara dalla Russia, dopo l’invasione dell’Ucraina

Insomma, Kvara può stupirci ancora, così come ha stupito tutti i fantacalcisti, ricompensati (o puniti) da insperate raffiche di +3 e +1. Tanti, quasi tutti i tifosi non lo conoscevano, ma tra gli esperti di mercato circolavano, eccome, i video come quello che potete vedere in questa pagina, con le sue magie nel campionato russo. Il Napoli è riuscito a pagarlo decisamente poco – dieci milioni per il cartellino, un milione e 500mila euro di ingaggio a stagione per cinque anni – per motivi che, purtroppo, si intrecciano con la guerra in Ucraina. Fino a marzo Kvaratskhelia giocava nel campionato russo, nel Rubin Kazan. Dopo l’invasione di Putin, però, la sua famiglia ha subìto fortissime pressioni in patria e così il giocatore ha preferito tornare a giocare in Georgia, nella Dinamo Batumi, in cui in tre mesi ha segnato otto reti in undici partite. Il Napoli è stato bravo e veloce a prenderlo, grazie anche all’intermediazione di Cristian Zaccardo, campione del mondo nel 2006. 

La dedica di Kvaratskhelia a una ragazza che non c’è più

Kvara è un ragazzo sensibile: sui polsini indossati nella partita col Bologna ha voluto il nome di Marita Meparishvili, una ragazzina di 13 anni, promettente tennista, morta per folgorazione in una fontana nel centro della sua Tbilisi. In poco più di due mesi di dribbling si è preso Napoli e il Napoli, con tanto di murale dedicato nel cuore dei Quartieri Spagnoli. Lui ci ha messo il talento, Luciano Spalletti la sua particolare abilità nel migliorare i giocatori che allena, basti vedere Mohammed Salah prima e dopo le sue cure. Sta lavorando per superare la barriera della lingua (“Ho imparato una parola in napoletano, ma non la ricordo. Nel frattempo studio l’italiano”). Ma la musica e le parole di “Live is life” a Napoli non hanno bisogno di interpreti e traduzioni. Il significato è chiarissimo. E rimanda a quell’indimenticabile riscaldamento del 19 aprile 1989.

Fonte Repubblica.it

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