Kvara, Dessers, Lookman: le belle scoperte della Serie A

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Abbiamo cominciato a scoprire nomi e facce che impareremo a riconoscere in fretta: sono i primi nuovi stranieri che già hanno lasciato il segno benché non ne sapessimo granché di loro, dall’impronunciabile Khvicha Kvaratskhelia, per brevità chiamato Kvara, all’intrigante Cyriel Dessers, già soprannominato dulcis in fundo. 

Il capofila degli stranieri importati è tuttavia celeberrimo, Angel Di Maria, che difatti all’esordio, non ci ha detto nulla che già non sapessimo di lui: un gol, un assist, una rabona e un infortunio, giusto per ricordarci che a una certa età i muscoli possono richiedere un prezzo da pagare. Anche Luka Jovic è uno straniero abbastanza noto, anche se soprattutto per l’etichetta di oggetto misterioso guadagnata nel suo oscuro biennio al Real. Ma chi lo rammenta tre anni fa all’Eintracht, in particolare i tifosi interisti da lui freddati negli ottavi di Europa League, ha in mente un centravanti capace più o meno di tutto. È andata così anche domenica, in effetti: nella Fiorentina ha segnato un gol rapace e poi trascinato pesantemente per il campo la sua condizione fisica inadeguata.

Molto meno si sa invece di Ademola Lookman, 24enne nigeriano che l’Atalanta ha acquistato dal Lipsia ma che viene da due stagioni in Premier con Fulham e Leicester. Di lui si dice che «spacca le partite» e lo ha subito dimostrato: a Marassi è entrato a mezzora dalla fine squassando gli equilibri. Lecce ha invece battezzato Assam Ceesay, 28enne gambiano che è stato vice-capocannoniere in Svizzera (e compagno di Gnonto) nello Zurigo. C’erano perplessità, perché un altro bomber del campionato svizzero, Cabral, arrivato a gennaio alla Fiorentina, era sembrato inadeguato. Però gli esperti della Super League elvetica osservano che Cabral era così superiore alla media da segnare con irrisoria facilità e così si è seduto smarrendo rabbia e istinto, mentre Ceesay si è faticosamente guadagnato la pagnotta anno dopo anno sputando l’anima su ogni pallone. L’Inter se n’è accorta

Ma lo sconosciuto più affascinante è senza dubbio Kvara, noto soltanto a chi, richiamato dall’eco lontana delle voci su di lui, ha cominciato a guardare gli highlights della Georgia in Nations League: in ogni azione era presente. Kvara s’è presentato quasi alla Di Maria: un gol e un assist, ma senza rabona né infortunio. Definirlo ala è riduttivo, sul fronte offensivo sa fare di tutto. I 10 milioni investiti dal Napoli sono tanti per un georgiano, pochissimi in rapporto alle sue sconfinate potenzialità.

Ha brillato anche gente che non ha segnato. Come Nemanja Radonjic, uno strano tipo che nella Serbia è un punto fermo ma una palla al piede nei club che ha girato: Hertha, Marsiglia, Benfica. Il suo esordio nel Toro, fatto di dribbling sfacciati e partenze da fermo irresistibili, è stato ubriacante. È piaciuto molto anche Cyriel Dessers, attaccante belga-nigeriano tecnico, rapido, dinamico. Con il Feyenoord è stato capocannoniere dell’ultima Conference, ma la Cremonese l’ha pagato appena 6,5 milioni. I grigiorossi hanno importato dall’Olanda anche un terzino sinistro che ha ben esordito: è l’italianissimo Giacomo Quagliata, 22 anni, gli ultimi due nell’Heracles. Si sono notati anche l’olandese Vilhena (18 presenze in nazionale) e il francese Bronn nella Salernitana e il croato Bistrovic del Lecce, specialista delle punizioni, mentre molte celebrità hanno cominciato dalla panchina: Kostic, Origi, De Ketelaere, Dodô, Vlasic, Matic, Wijnaldum.

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