Juventus, zero titoli dopo dieci anni: Allegri e Vlahovic le certezze da cui ripartire

ROMA — È tramontato il sole sopra un impero illuminato dalla luce sfavillante del sole della vittoria da 3.658 giorni, vale a dire dalle notte in cui la squadra di Conte vinse il primo di nove scudetti consecutivi inaugurando un’epoca, o addirittura un’epopea, che con ogni probabilità resterà irripetibile per chiunque. Era il 6 maggio 2012. L’11 maggio 2022, la Juventus quella trionfale parentesi l’ha chiusa una volta per tutte dopo tre anni di inesorabile declino e una serie ragguardevole di errori strategici inanellati dalla società. Nulla è accaduto per caso, né prima né dopo.

Si riparte da zero

Si riparte da zero, da zero tituli. Ma anche dal deserto tecnico nel quale la squadra s’è arrangiata per tutta la stagione, cercando (e trovando) appena un po’ di equilibrio generale (ma nel complesso, Pirlo ha persino subìto due gol in meno di Allegri, tra tutte le competizioni) nella totale assenza di un disegno tattico, di una strategia, di un’idea da rincorrere. La finale ha ricalcato un anno intero: la Juve ha giocato mezza partita strategicamente eccellente, ma appena è passata in vantaggio si è barricata nella propria area per una mezzora di trincea. Che non ha resistito, né avrebbe potuto resistere: non sono più i tempi della BBC rafforzata da Buffon, quelli che resistevano a tutto.

La reazione di Allegri: “Ripartiamo dalla rabbia”

Ancora non è chiaro dove la società voglia andare a parare per ripristinare una formazione dalle idee chiare, dall’identità definita e dagli obiettivi precisi. Al momento, l’unico effetto dell’azzeramento è la reazione emotiva al medesimo, lo ammette lo stesso Allegri: “Non sono abbastanza lucido per capire quello che serve per l’anno prossimo. Sono solo molto arrabbiato”. E la rabbia è lo slancio alla quale la Juve si affida: “Bisogna ripartire dalla rabbia di stasera e tenersela dentro perché l’anno prossimo bisogna tornare e vincere. Ho molte più certezze rispetto all’inizio della stagione, Vlahovic farà meglio e riavremo Chiesa e McKennie“.

Chiellini: “La famiglia Agnelli garanzia per i tifosi”

Il timore bianconero è che il contraccolpo di quest’annata disastrosa produca effetti anche a lunga durata, che l’abitudine alla sconfitta appena appresa possa finire per sedimentarsi. Chiellini, difatti, ha subito lanciato un allarme: “Questo primo anno senza trofei deve avere l’effetto opposto, non deve buttarci giù ma darci la rabbia per permetterci di affrontare il lavoro quotidiano nella maniera giusta. L’Inter ha dimostrato di essere più forte, bisogna saper perdere ma maturare la rabbia necessaria a sovvertire il dominio altrui e sfruttare le lacune dell’Inter, come ad esempio sta facendo il Milan”. Quali possano essere i rimedi Chiellini non lo dice, non può dirlo né vuole farlo, ci mancherebbe: “Anche se penso qualcosa, sarebbe davvero brutto se lo tirassi fuori adesso, così”.

Però il capitano ormai quasi non più giocatore non si sottrae a un’analisi generale, senza banalità: “Qualcosa manca, se no avremmo vinto noi. Ci sono persone che devono crescere e toccherà ai ragazzi l’assunzione della responsabilità del vuoto che lascerò. Qualcosa andrà fatto, compatibilmente con la situazione economica”. Andrebbe fatto molto, a dire il vero, ma i margini di manovra finanziaria del club sono limitati e d’altronde il grosso investimento Agnelli decise di farlo una primavera fa puntando su Allegri: ora non gli resta che proteggerlo, supportarlo e attenderne i frutti a medio termine. Il popolo inquieto potrà affidarsi alla rassicurazione di Chiellini: “La Juve non è un asset, è una cosa di famiglia: questa è la garanzia per i tifosi. Poi, naturalmente, ci sono molte cose da fare”.

In vista dell’anno zero

Questo è stato l’anno zero tituli. Ma il prossimo sarà l’anno zero, visto che la stagione 2021/2022 è stata sostanzialmente buttata via senza mettere nessun seme di futuro, a parte Vlahovic. Che sia stata un’annata di fine e non di inizio ciclo lo dimostra il fatto che nella finale di Roma c’erano in campo due giocatori al passo d’addio, Dybala e Chiellini, più un terzo pronto a muoverlo, Bernardeschi, e un quarto che probabilmente lo farà, Morata. Basterà la rabbia, per ripartire?

Juventus, zero titoli dopo dieci anni: Allegri e Vlahovic le certezze da cui ripartireFonte Repubblica.it

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castigamatti
Ospite
castigamatti
13 giorni fa

il figlio di papá ha speso (soldi ricevuti in ereditá…):
290 milioni in 3 anni con cristiano ronaldo PER NON VINCERE NESSUNA COPPA
80 milioni con de ligt e ora con vlahovic altri 70 milioni piú stipendio e tasse PER NON VINCERE NULLA; IN EUROPA E PERSINO NIENTE IN ITALIA.
c’é solo da augurargli: CONTINUA COSI´!!!