Juventus-Spezia 1-0: Morata segna, Szczesny conserva i tre punti

TORINO – Bisognava vedere la soddisfazione di Allegri e di tutti per questa vittoria in trincea contro lo Spezia, per quel secondo tempo passato dietro alle barricate (“arroccati”, ha correttamente annotato l’allenatore) esultando per le fondamentali parate di Szczesny su Gyasi e Agudelo, contando i secondi che passavano, sospirando a ogni pericolo scampato eppure sentendosi pienamente felici e pienamente juventini, come se questa fosse l’unica strada verso la gloria. In effetti sembra che lo sia, visto che la Juve continua a rosicchiare qualcosa a qualcuno (“Per la prima volta siamo aritmeticamente quarti, abbiamo salito un altro scalino”): Allegri e i suoi potranno dire che lo scudetto non è affar loro, ma Inter Napoli e Milan la loro ombra che s’allunga la avvertono eccome, e non li lascia indifferenti.

<<La cronaca della gara>>

Vittoria con il minimo gioco

La Juve ha battuto lo Spezia con il minimo del gioco ma non con il minimo sforzo, perché resistere ai tentativi dei liguri l’ha impegnata a fondo. Il primo tempo era andato come sperava (e come è logico che vada, quando in campo c’è questa sproporzione di forze), cioè con il controllo del gioco, persino con del pressing efficace e con qualche buona combinazione tra Vlahovic, Cuadrado, Morata e Locatelli, che da mezzala ha l’inventiva e l’efficacia che da regista perde completamente. È arrivato anche il gol, favorito da un rinvio scentrato di Provedel che ha consentito alla Juve di arrivare in porta con quattro passaggi (Rugani, Vlahovic, Locatelli, Morata) e riportare lo spagnolo al gol in campionato dopo 78 giorni. Da lì in avanti, tolta una bella triangolazione Cuadrado-Arthur-Cuadrado, la Juve s’è predisposta all’ostinata blindatura del golletto. “Ci siamo difesi come abbiamo potuto”, dirà alla fine Allegri, “ma io sono contentissimo, perché abbiamo bisogno di queste vittorie sofferte, dando l’anima. Prima non avevamo questa maturità. E guardate che partite così ne abbiamo vinte tante anche nel quinquennio degli scudetti”.

Un ‘corto muso’ diverso

In realtà, nell’epoca dell’oro il corto muso aveva un altro aspetto: la Juve faceva gol e in quel preciso istante congelava la partita. Non aveva bisogno di barricate: prendeva l’avversario, se lo metteva in tasca e tanti saluti. Al massimo concedeva qualcosa nelle domeniche più distratte, quando la Champions incombeva e il vantaggio largo in classifica abbassava la soglia della concentrazione. Ieri invece la Juve ha dato il massimo, non aveva più di questo. Per la prima volta Vlahovic non ha fatto un tiro in porta, ma sembrano tutte questioni di lana caprina: Milan e Napoli avevano surclassato lo Spezia che alla fine ha vinto a casa loro, la Juve s’è messa sullo stesso piano e l’ha battuto. A quanto pare, è l’unica cosa che conta.

Juventus-Spezia 1-0 (1-0)
JUVENTUS (4-3-3)
: Szczesny, Danilo, De Ligt, Rugani, Pellegrini (18′ st Bernardeschi), Locatelli, Arthur, Rabiot, Cuadrado, Vlahovic (40′ st Kean), Morata (23 Pinsoglio, 36 Perin, 38 Aké, 46 Soulé, 47 Miretti, 54 Stramaccioni). All.Allegri.
SPEZIA (4-3-3): Provedel, Ferrer, Erlic, Nikolaou, Reca, Maggiore (31′ st Bourabia), Agudelo, Bastoni, Gyasi, Manaj (31′ st Kovalenko), Verde (1 Zoet, 40 Zovko, 15 Hristov, 17 Podgoreanu, 22 Antiste, 31 Sher, 39 Nguiamba, 44 Strelec, 77 Bertola). All. Thiago Motta.
Arbitro: Fourneau di Roma 1.
Reti: nel pt 21′ Morata.
Angoli: 4-4
Recupero: 0′ e 3′.
Ammoniti: Erlic, Vlahovic, Pellegrini, Bernardeschi, Bourabia per gioco falloso, dalla panchina Thiago Motta.
Spettatori: 26.475 per un incasso di 1.204.895 euro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Juventus-Spezia 1-0: Morata segna, Szczesny conserva i tre puntiFonte Repubblica.it

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments