Juventus, Pogba si prepara alla corsa scudetto: “Voglio dare al club quello che merita”

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TORINO — Paul Pogba mancherà alla Francia tanto quanto è mancato alla Juventus. La differenza sostanziale è che mentre i transalpini dovranno fare a meno del Polpo per tutto il Mondiale, i bianconeri lavorano per il suo rientro a gennaio. Il centrocampista francese è insostituibile per Allegri tanto quanto per Deschamps: “Paul ci mancherà molto – ha ammesso il milanista Giroud -, occupa molto spazio in questa Francia con la sua personalità”. Prevedibile quindi che intorno a lui e al suo recupero dopo l’infortunio al ginocchio gravitino le ambizioni bianconere.

Pogba: “Per la mia carriera prego Dio”

Il passato è ormai alle spalle, con gli errori commessi e le decisioni discutibili prese. Dopo aver perso il Mondiale per alcuni errori di valutazione subito dopo l’infortunio, Pogba ha ripreso a lavorare duramente tra piscina, campo e palestra. Eppure la sua serenità è emersa dalle sue stesse parole durante l’intervista concessa a Muslim Money Guys condotto da Wahe, in cui ha spiegato che la religione ha un ruolo chiave nelle sue scelte: “Prego sempre prima di prendere decisioni importanti per la mia carriera. Lo faccio perché dopo sono in pace con me stesso. Sul Mondiale evidentemente Dio aveva altri piani per me”.

Pogba, la corsa scudetto della Juventus passa anche da lui

Piani che tutto sommato non dispiacciono alla Juventus: pur non essendo felice per le sfortune dei propri calciatori, il club potrà in questo modo concentrarsi sul recupero del Polpo, sulla sua riatletizzazione. Solo così potrà essere al massimo a gennaio, quando si ripartirà subito forte: dopo la Cremonese ci sarà l’Udinese e poi il big match col Napoli del 13 al Maradona, passaggio chiave per le ambizioni scudetto dei bianconeri. Riaprire la corsa al primo posto passa necessariamente da una vittoria a Napoli: ottenerla con Pogba è più semplice. Il francese volerà negli Stati Uniti, nella sua seconda casa a Miami, per passare del tempo con la famiglia e anche per lavorare con il suo preparatore fisico personale: “Vuole giocare e battere la sfortuna per dare alla Juve quello che merita”, ha raccontato Raffaela Pimenta a margine dei Globe Soccer Awards.

Pogba: “Verratti e Kroos tra i miei riferimenti”

Centrocampista moderno, dotato di gran fisico e ottima tecnica, Pogba è uno dei migliori esponenti della categoria, capace di incidere nella propria metà campo ma anche in quella avversaria. Un calciatore completo in grado di cambiare volto alla propria squadra distribuendo assist e sfruttando il suo potente tiro da fuori. Uno dei migliori interpreti del ruolo insieme a tanti altri colleghi che hanno influenzato la sua  carriera: “Tra i miei giocatori di riferimento ci sono Toni Kroos, Marco Verratti, Thiago Alcantara. Non sono centrocampisti di contenimento e non sono numeri 10, ma dei box-to-box che fanno gioco, assist e gol. Ma mi piace molto anche Bellingham, credo farà una grande carriera. Tra i calciatori del passato ho sempre ammirato Paul Scholes, Darren Fletcher e Michael Carrick, anche se giocare insieme ad Andrea Pirlo mi ha insegnato tanto”. Il Maestro è stato uno dei punti di riferimento nella prima avventura torinese di Pogba, quando componeva insieme a lui e a Vidal la mediana che tutti i tifosi della Juventus ancora sognano.

Pogba: “Cristiano Ronaldo professionista esemplare”

Tra gli aneddoti raccontati durante il podcast, anche la conferma della professionalità di Cristiano Ronaldo, che in questi giorni è al centro delle cronache sportive più per le sue parole che non per i suoi gol. Il declino di CR7 non inquina però la carriera che è stato in grado di costruire: “Ho avuto compagni molto professionali, che arrivavano in anticipo e facevano tutto quello che c’era da fare, ma uno solo non si è mai fermato, cioè Cristiano. Ha una grandissima personalità e mentalità vincente, motivazioni incredibili, non è mai soddisfatto di quello che ha fatto, vuole sempre di più. Il suo motto è ‘Posso fare di più. Farò di più’. Quello che ho visto per un anno quando sono stato con lui è la ricerca costante di nuove sfide, ma non con gli altri, bensì con se stesso. Diceva sempre ‘voglio essere migliore di me”.

Fonte Repubblica.it

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