Juventus-Maccabi Haifa 3-1: Di Maria ispira, Rabiot (doppietta) e Vlahovic tengono in corsa i bianconeri

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TORINO – Già solo imparare a battere quelli più scarsi è un passo avanti e la Juve quei passi li sta finalmente muovendo, persino con una certa sollecitudine. Il Maccabi Haifa non ha cittadinanza a questi livelli, ma è pure vero che Benfica e Psg hanno fatto molta più fatica a superarlo, mentre i bianconeri non hanno rischiato neanche un’unghia fino a 15’ dalla fine, quando si sono complicati la vita da soli dopo avere giocato una partita in discesa. Gli israeliani ci hanno messo del loro, facendosi scivolo per le scorribande bianconere, ma stavolta la Juve ha dimostrato di una avere una strategia precisa, ha sviluppato idee di gioco spesso non banali, ha seminato anche qualche promessa da mantenere nelle settimane che verranno e insomma è sacrosanto che si prenda dei meriti, oltre ai tre punti che le consentono di mantenere vive le speranze di qualificazione. In questo, il pareggio di Lisbona tra Benfica e Psg aiuta, mentre aiuta meno quell’angosciosa parentesi in cui gli juventini hanno rischiato di sgretolarsi dopo aver regalato al Maccabi il gol del 2-1. Da lì in avanti ci sono stati otto minuti di puro terrore, con lo Stadium raggelato, Allegri imbelvito con i suoi e i tremila scatenati tifosi israeliani a immaginarsi un sogno alla fine mai sognato.

<<La cronaca della gara>>

Il gol preso dalla Juve, nato da un’opposizione collettivamente distratta a un contropiede rapido del Maccabi messo in moto da un tiro molle di Kean (cui non fa certo bene essere fischiato non appena mette piede in campo), somiglia a quelli che aveva segnato, visto che i bianconeri si sono scarrucolati in contropiede in una metà campo spesso presidiata da un avversario solo, due al massimo. Molto la Juve ha sprecato (Vlahovic specialmente), sovente è finita in fuorigioco ma la differenza l’ha comunque marcata nettamente anche con le idee, le intenzioni e scelte di gioco interessanti. I tre assist li ha fatti tutti Di Maria, che se in molti frangenti è apparso svogliato (quando la palla ce l’hanno gli atri, lui cammina distratto), quando c’è stato da inventarsi un magia non s’è mai tirato indietro: gli inviti a segnare a Rabiot e Vlahovic sono state due delizie in verticale. Allegri l’ha studiata bene, proponendo un continuo cambio di posizione tra McKennie, Di Maria e Cuadrado in particolare. Il Fideo partiva all’ala destra ma andava spesso a fare il rifinitore puro, mentre McKennie andava a riempire l’area, anche se lo cercheranno di rado. Sono stati comunque le intuizioni dell’argentino a marcare la differenza, anche perché il Maccabi l’ha lasciato fare: l’idea di proteggersi non gli è mai neanche lontanamente passata per la testa.

La Juve ha così controllato la partita con una certa nonchalance e con quei contropiede che tanto le piacciono, anche se il copione è andato a ramengo quando è cominciato il giro delle sostituzioni: il tecnico israeliano Bakhar ha messo in campo gli ebrei osservanti che avevano praticato lo Yom Kippur, digiunando dalla vigilia fino a due ore prima dell’inizio, e quei quattro hanno cambiato il corso delle cose, perché David ha segnato e Atzili ha colpito due pali, dimostrando per altro di essere di gran lunga il più bravo della compagnia, mentre i rimpiazzanti di Allegri non sono stati all’altezza. A portarli tutti quanti via dal panico è stato il colpo di testa di Rabiot. Su angolo di chi? Di Di Maria, ma naturalmente. In Champions ne ha già fatti 34 nei suoi quindici anni in Europa. Meglio di lui, in questo periodo, soltanto Messi, con uno in più. Magari lo scavalcherà nel confronto diretto, tra un mese.

Juventus-Maccabi Haifa 3-1 (1-0).
Juventus (4-3-3):
Szczesny; Cuadrado (21′ st Bonucci), Bremer, Danilo, De Sciglio (1′ st Alex Sandro); McKennie, Paredes (40′ st Miretti), Rabiot; Di Maria, Vlahovic (28′ st Kean), Kostic (21′ st Locatelli). All.: Allegri.
Maccabi Haifa (5-3-2): Cohen; Sundgren, Seck, Batubinsika, Goldberg, Cornud (14′ st Haziza); Mohamed (39′ st Rukavytsya), Chery, Abu Fani (27′ st Lavi); Pierrot (27′ st David), Tchibota (14′ st Atzili). All.: Bakhar.
Arbitro: Scharer (Svizzera).
Reti: nel pt 35′ Rabiot; nel st 5′ Vlahovic, 30′ David, 38′ Rabiot.
Angoli: 6-5 per la Juventus.
Recupero: 1′ e 4′.
Ammoniti: Tchibota, Alex Sandro per gioco falloso.
Spettatori: 28.498 per un incasso lordo di 1.458.107,00 euro.

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