Juventus, lite tra lo spogliatoio e Allegri: ecco cosa è successo

TORINOAllegri se l’è presa con quelli che giudicano fallimentare la stagione della Juventus, perché per lui l’eliminazione dalla Champions è solo un incidente di percorso: “Non tutte le ciambelle vengono col buco. A un quarto d’ora dalla fine, chi avrebbe immaginato che con il Villarreal sarebbe finita in quel modo?”. Il tentativo di dare parvenza di normalità a una sconfitta poco giustificabile stride però con i giorni nervosi della Juventus, con le tensioni che affiorano, con i problemi sottopelle che erano rimasti dormienti durante la lunga serie positiva in campionato (i bianconeri non perdono dal 27 novembre) ma che il primo evento avverso ha immediatamente risvegliato. Il caso del mezzo sabato di riposo richiesto dalla squadra è significativo, come è significativo il fastidio provato da allenatore e società per quella pretesa giudicata del tutto fuori luogo.

La lite sul mezzo sabato libero

Premessa: quando gioca in casa la Juve non va mai in ritiro la notte della vigilia, anche se alcuni giocatori decidono comunque di passarla al J Hotel. Le cose cambiano quando invece la partita non è serale come quella con la Salernitana, in programma alle 15: in quel caso la squadra si allena la mattina poi i giocatori vengono lasciati liberi fino a sera. Oppure lavorano di pomeriggio per poi andare in ritiro. In pratica, hanno mezzo sabato libero. Dopo l’eliminazione dalla Champions Allegri ha invece deciso di fissare la seduta di rifinitura di mattina e di portare subito la squadra in ritiro.

Allegri: “Un po’ di casino ci fa bene”

Lo spogliatoio non ha però gradito il giro di vite e venerdì ha incaricato il vice capitano Dybala e il veterano Cuadrado (strano invece che non sia stato coinvolto il capitano Chiellini) di andare in delegazione per implorare un cambio di programma e mantenere mezzo sabato di libertà. “Loro hanno fatto una richiesta e io ho detto di no”, ha liquidato la faccenda l’allenatore, che poi ha tentato di scherzarci sopra: “Ogni tanto un po’ di casino ci serve: ci pensavo giusto l’altra notte prima di addormentarmi: siamo troppo piatti, c’è bisogno di un po’ di caos. Ringrazio i ragazzi che mi hanno dato l’opportunità di fare casino”.

L’irritazione della società per la leggerezza della squadra

Le cose dette per ridere nascondono in realtà un’irritazione molto seria da parte di allenatore e società, che hanno ritenuto la richiesta della squadra come una mancanza di responsabilità o quantomeno un eccesso di leggerezza, visto il momento delicatissimo, a due giorni da un evento quasi catastrofico come l’eliminazione per mano del Villarreal e oltretutto nell’imminenza della pausa del campionato che consentirà a molti giocatori (tra i quali proprio Dybala, che non è stato convocato dall’Argentina) di tirare un po’ il fiato. Anche la vecchia guardia pare abbia storto un po’ naso: qualche anno fa, a nessuno sarebbe venuto in mente di parlamentare per qualche ora di tempo libero dopo una sconfitta di quella importanza, di quelle proporzioni, di quel significato. Anche gli infortuni portano tensione.

Altre tensioni covano sotto la cenere. Mercoledì sera, per esempio, Allegri era incavolato nero con qualcuno dei suoi, anche se non si è capito bene con chi. E anche per la gestione dei (molti, troppi) infortuni c’è stato nervosismo, così come per il fatto che non tutti gli ex convalescenti abbiano morso il freno per rientrare il più in fretta possibile.

L’Inter nel mirino, ma Allegri fa confusione

Che ci sia un deficit generale di lucidità lo dimostra anche l’arzigogolato ragionamento con cui Allegri ha voluto dimostrare la bontà della stagione juventina: “Non dimentichiamoci che alle 22.30 del 6 gennaio eravamo a dieci punti dal quarto posto dell’Atalanta, mentre se battiamo la Salernitana, alla ripresa giocheremo il confronto diretto per il terzo contro l’Inter”. In realtà, Allegri intendeva dire che alle ore 20 del 9 gennaio, cioè a 20′ dalla fine di Roma-Juventus, con i giallorossi ancora in vantaggio (poi la partita finirà 3-4), i bianconeri si trovavano virtualmente a -9 dell’Atalanta, quindi tagliati fuori dalla zona Champions. Ha fatto un po’ di confusione.

È indiscutibile, invece, che l’Inter sia a tutti gli effetti nel mirino della Juve, che con sei punti nelle prossime due partite piomberà per la prima volta sul terzo posto ed entrerà definitivamente in corsa per lo scudetto dopo non esserlo stata per l’intero campionato.

La soddisfazione per “l’obiettivo minimo”

Per Allegri, in ogni caso, il bilancio è positivo già adesso, come se per lui questa squadra non potesse fare più di quello che sta facendo. “Per costruire ci vuole tempo, ma stiamo mettendo delle buone basi. Anzi, grazie all’ottimo lavoro della società nel mercato di gennaio abbiamo preso la scorciatoia. L’obiettivo minimo erano gli ottavi di finale di Champions e la quarta posizione in campionato: arrivare il 3 aprile a giocarci il terzo posto con l’Inter è già una buona cosa”. I tifosi non sono esattamente d’accordo.

Juventus, lite tra lo spogliatoio e Allegri: ecco cosa è successoFonte Repubblica.it

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