Juventus-Lazio 2-2 nella notte degli addii di Chiellini e di un commosso Dybala

TORINO – Nella notte dell’emozioni juventine, delle lacrime e degli addii, degli insulti a Sarri e dei pesanti fischi ad Agnelli in arrivo dalla curva Scirea, la Lazio si è guadagnata l’Europa League con una giornata d’anticipo: le serviva un pareggio e l’ha agguantato all’ultimo secondo (dopo il 2-2, Ayroldi non ha nemmeno fatto riprendere il gioco) con la zampata di Milinkovic-Savic. È la sesta volta consecutiva che la Lazio si qualifica per le coppe e con un altro pareggio sabato contro il Verona sarà certamente quinta (e Sarri davanti a Mourinho).

<<La cronaca della gara>>

La traversa di Cataldi e i morsi di Vlahovic e Morata

La Lazio è partita forte, con l’intenzione di mettere in sicurezza risultato ed Europa, profittando del clima festaiolo attorno alla Juve: avrebbe potuto essere una serata di depressione per l’addio ai titoli, è stata invece una notte di commossa emozione per gli addii di Dybala e Chiellini, oltre che per la celebrazione dello scudetto delle J Women. Già dopo 5’ gli uomini di Sarri si sono avvicinati al gol con destro dal limite di Cataldi che ha colpito la traversa, ma la Juve è stata letale come mai aveva saputo essere in questa stagione, mordendo con morsi velenosi ogni volta che è uscita dalla cesta: al 10’ Morata ha pescato Vlahovic con un traversone da sinistra che il serbo ha incornato buggerando il dormiente Marusic e festeggiando con la Dybalamask (gli mancherà, il compagno con cui si è inteso meglio) e al secondo attacco è arrivato il raddoppio, grazie a un’iniziativa di Morata in area conclusa con un destro a giro all’incrocio. Tutto molto bello.

Per la Lazio un dominio senza tiri

Nel frattempo Chiellini aveva già ricevuto un’infinita standing ovation dello Stadium, e l’abbraccio di compagni e avversari quando Allegri l’ha sostituito con De Ligt (17’). Intanto la Lazio continuava a macinare gioco senza però rendersi pericolosa quasi mai. Ha tenuto palla fino all’esasperazione, ha battuto un corner dopo l’altro (alla fine saranno 9-0), si è appoggiata a qualche iniziativa di Zaccagni e Milinkovic-Savic, ha impegnato Perin ancora con un tiro da fuori da Cataldi ma soprattutto ha pagato l’evanescenza, per usare un termine non offensivo, di Jovane Cabral. Più che un falso 9, un falso e basta. Povero Sarri che ha dovuto sfidare la Juve senza Immobile all’andata come al ritorno.

Patric avvia la rimonta

La partita è proceduta come una sfida tra una squadra che non aveva voglia di giocare e un’altra che aveva bisogno di farlo, vista l’urgenza del risultato. Perciò si è andati avanti a ritmi bassi e una porta sola anche quando la Lazio ha dimezzato lo svantaggio con il colpo di testa di Patric su corner di Cataldi: ha contribuito anche una deviazione sensibile di Alex Sandro, cui la Lega ha assegnato l’autorete. È sui calci piazzati che la Lazio ha continuato a farsi pericolosa (al 61’ Perin ha parato su Acerbi), vista la totale incapacità di portare il tiro gli attaccanti (o chi per loro) nonostante l’uscita di Cabral, l’ingresso di Pedro e lo slittamento di Anderson al centro.

La Juve con tre ragazzi in campo

Ci ha riprovato ancora una volta Cataldi, mentre la Juve, che ha finito con tre ragazzi e un centrocampo con Bernardeschi e Alex Sandro mezze ali, è riuscita persino a costruire l’unica azione offensiva della partita, gol a parte, grazie a un contropiede di Bernardeschi concluso con un’acrobazia a fil di palo di Kean. La curva Scirea, dopo aver celebrato anche il commosso Dybala, si è impegnata in qualche insulto a Sarri, mentre le speranze della Lazio sembravano essersi spente sul gol annullato ad Anderson all’89’ per un precedente fallo di Milinkovic-Savic su Bernardeschi.

La zampata di Milinkovic-Savic che vale l’Europa

Ma all’ultimo secondo un palla persa in attacco da Cuadrado ha scatenato l’azione della staffa dei romani: Perin ha respinto la sventola di Basic e Milinkovic ha raccolto il tap in anticipando Pellegrini e infilando la porta da posizione impossibile.

Juventus-Lazio 2-2 (2-0).
Juventus (4-2-3-1):
Perin; Cuadrado, Bonucci, Chiellini (18′ pt De Ligt), Alex Sandro; Miretti, Locatelli (17′ st Aké); Bernardeschi, Dybala (78′ st Palumbo), Morata (17′ st Pellegrini); Vlahovic (17′ st Kean)  All.: Allegri.
Lazio (4-3-3): Strakosha; Lazzari (39′ st Radu), Patric, Acerbi, Marusic; Milinkovic-Savic, Cataldi (31′ st Leiva), Luis Alberto (31′ st Basic); Felipe Anderson, Cabral (7′ st Pedro), Zaccagni All.: Sarri.
Arbitro: Ayroldi di Molfetta.
Reti: nel pt 10′ Vlahovic, 36′ Morata; nel st 6′ Alex Sandro (aut.), 50′ Milinkovic-Savic.
Angoli: 9-0 per la Lazio.
Recupero: 2′ e 5′.
Ammoniti: Acerbi, Bernardeschi, Cuadrado, Aké, Milinkovic-Savic per gioco falloso, Patric per proteste.
Spettatori: 40.515 per un incasso di 1.713.557,00 euro.

Juventus-Lazio 2-2 nella notte degli addii di Chiellini e di un commosso DybalaFonte Repubblica.it

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