Juventus, la virata di Allegri: “Servono cuore, passione e attenzione”

Al momento stai visualizzando Juventus, la virata di Allegri: “Servono cuore, passione e attenzione”

HAIFA – Ad Haifa fa un caldo ferragostano e chissà se almeno quello riuscirà a sciogliere il gelo emotivo della Juventus: una squadra spenta, che non s’accende più. O se s’accende, si spegne un attimo dopo. Abbiamo sentito Allegri parlare di cuore e di passione, cosa che non aveva fatto mai e mai aveva preparato una partita ricorrendo alla mozione dei sentimenti, perché per lui il calcio è sempre stato primo di tutto piedi e cervello, più cervello che piedi, cioè personalità, lucidità, tecnica. Il cuore era considerato una specie di surrogato da sfoderare in assenza di una o dell’altra cosa. Ma questo è il segno di quanto gli risulti ormai impossibile ritrovare il bandolo di una matassa mai così aggrovigliata, inestricabile: la Juve è in qualche modo recuperabile solamente se gioca con un po’ di trasporto e molta più attenzione, perché qui un vero progetto tecnico e tattico (in una parola: calcistico) non è mai nato e ben difficilmente nascerà, almeno in questa stagione.

Le richieste di Allegri: cuore, passione, compattezza, attenzione

Quindi, qui in Israele alla squadra Allegri chiede “prima di tutto compattezza”, che è già un modo per scartare a priori idee di formazione troppo coraggiose (per intenderci: rientra Di Maria e non gioca assieme a due punte ma prende il posto di Milik). E dalla squadra pretende “cuore, passione e attenzione. Sarà basilare ridurre al minimo gli errori, il mezzo contrasto perso o i momenti in cui usciamo dalla partita. Senza stravolgere il mondo, in queste situazioni un centimetro in più fare la differenza”.

“Gruppo unito? Assolutamente sì”

Allegri conta quindi di risolvere grossi problemi partendo da piccole cose. In fondo, la Juve resta un gruppo di eccellenti giocatori (“Un gruppo unito? Assolutamente sì”) che non fanno squadra, che non hanno una trama, un copione, una sceneggiatura. Presi uno per uno – al netto delle clamorose ipervalutazioni che la società implacabilmente fa quando li compra – hanno tutti un valore indiscutibile e difatti sono praticamente tutti nazionali (nessuno ne ha così tanti, in serie A, e nessuno paga stipendi così alti), ma assieme non ci sanno stare, né Allegri ha dimostrato di saperceli mettere. Perciò si ritorna al punto di partenza. E siccome l’amalgama è un concetto sconosciuto, ecco la richiesta di cuore, passione e attenzione, cioè gli elementi di base di ogni calciatore, la soglia minima della professionalità sotto cui molti, evidentemente, continuano a barcamenarsi.

Haifa prepara un ambiente bollente

Ieri Haifa, come tutta Israele, era chiusa per ferie: era il primo giorno di Sukkot, festività che segue di qualche giorno lo Yom Kippur, la ricorrenza ebraica che mercoledì scorso i giocatori più ortodossi del Maccabi hanno osservato digiunando fino a due ore prima della partita d’andata. Il Sukkot non ha invece precetti di questo genere: non viaggiano i mezzi pubblici ma si può mangiare e bere e quindi martedì il Maccabi sarà al completo, presentando dunque fin dall’inizio quella formazione che a Torino mandò i bianconeri in confusione totale per una decina di minuti, quando entrarono i quattro che avevano digiunato. L’ambiente sarò torrido, sono stati attrezzati treni speciali da Tel Aviv e Gerusalemme e quindi la Juve dovrà reggere prima di tutto sul piano emotivo, cioè confrontarsi con la sua principale fragilità.

Tre vittorie per la qualificazione, tifando Psg

In quanto ai calcoli, sono presto fatti: con tre vittorie nelle ultime tre partite la Juve passerà certamente agli ottavi, mentre sette punti potrebbero non bastare. Inoltre, ai bianconeri conviene sperare che il Psg batta il Benfica, se non altro per trovarselo qualificato e appagato il 2 novembre allo Stadium. In ogni caso, se vincere a Haifa è essenziale, farlo tra due settimane e Lisbona sarà indispensabile: tutto passerà da lì. “Questa partita va vista come un’opportunità per rimetterci in piedi. Non dovevamo illuderci dopo le due vittorie e quindi dobbiamo lavorare con passione, metterci in discussione e creare i presupposti per arrivare agli obiettivi, senza ripetere errori come quelli ripetutamente fatti. Detto questo, quando si chiude un ciclo non è così automatico aprirne subito un altro”. Ma nemmeno impantanarsi o peggiorare sistematicamente da una stagione all’altra.

Torna Di Maria ed esce Milik

La formazione dovrebbe essere sostanzialmente la stessa dell’andata: squadra che una volta tanto vince non si tocca. Nel 4-3-3 spurio, con Di Maria che parte ala e va spesso a fare il trequartista, Alex Sandro rimpiazzerà l’infortunato De Sciglio, mentre tra Danilo, Cuadrado e Bonucci ne giocheranno due. Il brasiliano può fare sia il terzino sia il centrale, ma essendo diffidato potrebbe non venire rischiato. A centrocampo, ai lati di Paredes ci saranno McKennie e Rabiot, con Kostic ala sinistra a completare il tridente. Milik insidierebbe Vlahovic se le sue condizioni fisiche non fossero imperfette: “Va gestito”, dice Allegri.

Fonte Repubblica.it

0 0 votes
Valutazione dell'articolo
Tienimi aggiornato
Notificami
guest
6 Commenti
Oldest
Newest Most Voted
Inline Feedbacks
View all comments
castigamatti
Ospite
castigamatti
1 mese fa

ma Cuore, Passione e Attenzione sono tre arbitri?

castigamatti
Ospite
castigamatti
1 mese fa

“M.Orlando: “Juve, fine di una generazione. Allegri nel prossimo turno rischia”
niente affatto…
solo fine della protezione arbitrale e della figc che per 50 anni ha sostenuto in ogni modo il giocattolino sportivo della famiglia proprietaria della fiat, in quanto principale azienda italiana di livello europeo.
ora la fiat non esiste piú.
é diventata exor e stellantis, e si é trasferita all’estero per non pagare le tasse in italia.
perché mai la politica e il potere finanziario dovrebbero aiutare anche con mezzucci illeciti (come hanno sempre fatto) chi non paga nemmeno le tasse nel paese?
solo due anni fa, il gol contro la salernitana sarebbe stato convalidato e contro il beelan l’arbitro avrebbe indirizzato la partita in altro modo, come hanno fatto con i rigorelli a favore del napoli e della roma.

castigamatti
Ospite
castigamatti
1 mese fa

“Allegri e il nuovo ciclo Juve: “Io capisco che dall’esterno sembri facile ma non è così…”
in effetti NON É FACILE.
ERA FACILE FINCHÉ LA FAMIGLIA SCIACALLI PAGAVA GLI ARBITRI
adeso bisogna vincere SUL CAMPO.

castigamatti
Ospite
castigamatti
1 mese fa

“Domani Maccabi Haifa-Juve, i convocati di Allegri: torna Di Maria. Out Chiesa, Pogba e De Sciglio”
beh… pobba é ormai bollito (ha sempre corso come una gru con la protesi all’anca)
chiesa tornerá in forma fra 2 mesi
e de sciglio… perché, de sciglio é un calciatore?

ma contro una squadretta di palestinesi, l’acciughina non si lamenterá mica di non avere tutti i titolari, vero?

il Nerazzurro
Ospite
il Nerazzurro
1 mese fa

Servono cuore, passione e attenzione e gli Arbitri di una volta

castigamatti
Ospite
castigamatti
1 mese fa

“Karagumruk terzultimo e con la peggior difesa. La panchina di Pirlo inizia a traballare”
il maestro sta superando il suo maestro budinone ferrara.