Juventus-Inter: l’erroneo Irrati, lo scotch del Var e un rigore rattoppato

TORINO. La partita è stata soprattutto ciò che non è stata, quella parentesi graffa con altre due parentesi dentro, quel tempo sospeso e allungato come caucciù. Le non azioni, le non decisioni, le decisioni sbagliate e aggiustate con lo scotch del Var. Juve-Inter come uno di quei quaderni delle elementari dove si faceva il buco con la gomma a forza di cancellare, anzi di “scancellare”, e poi papà rattoppava il foglio con una briciola di carta sul retro. Ma alla fine, la macchia d’inchiostro sporca solo la Juve che perde anche l’ultima speranza di un finale di stagione impensabile. Così non sarà.

Il primo tempo è finito quando avrebbe dovuto cominciare il secondo, cioè dopo un’oretta di gioco convulso dentro le parentesi. C’è un arbitro, Massimiliano Irrati, forse il più bravo davanti al monitor quando sta in sala Var. Quando sta in campo, un po’ meno. Dentro le parentesi gli accade di sbagliare: gli irritanti errori di Irrati: prima si sbraccia per dire che non è rigore di Morata su Dumfries, e il pestone invece c’è, poi ferma il gioco sulla respinta di Szczesny e il relativo autogol di Rabiot, vedendo un fallo, ma serve l’aiuto da Lissone per capire che è tutto da rifare. L’amico Var, come il gigante pensaci tu della vecchia pubblicità, lo richiama: mentre il replay non chiariscono subito chi sia il primo ad arrivare sulla ribattuta (Danilo anticipa Çalhanoglu e poi forse spinto manda la palla in porta), e gli interisti reclamano la rete per buona, si vede chiaramente De Ligt entrare per primo in area quando non si può: è la coccinella portafortuna di Irrati e dei suoi colleghi al monitor. Così si riavvolge il nastro e si riporta indietro un pezzo di vita. È la sera della marmotta. 

Era stata anche la sera dell’emozione, quando Szczesny si è messo a piangere durante Imagine cantata con i giocatori abbracciati prima che si cominciasse, lui polacco con moglie ucraina. Di questa partita non bella e non brutta (certamente più brutta l’Inter della Juventus) ricorderemo questi otto minuti di pasticcio dentro i dieci di recupero, altra parentesi nella parentesi, come il singhiozzo dei bambini che non passa con la zolletta di zucchero e limone, e neppure con un “bu!” di mamma. Che non fosse proprio una serata di nitidezza lo si era intuito già all’ascolto delle formazioni, quando lo speaker annuncia con il numero 4 dell’Inter tal Jaroszynski, che nella vita farebbe il terzino nella Salernitana. Tra i molti fantasmi in campo e fuori, mettiamoci pure lui.

E sono stati colpi e morsi, carambole e falli, legni (che non sono più di legno) e turbanti sulla capoccia, azioni e simulazioni (che sceneggiata De Ligt alla fine), creste platinate (povero Vidal, che tracollo) e cartellini come cardellini, cioè volanti. Sempre niente al confronto del Var più vero del vero. Era dunque rigore il pestone di Morata a Dumfries, poteva esserlo l’autogol di Rabiot, anche se l’erroneo Irrati aveva già fischiato la sospensione del tempo che non andava sospeso, mentre neppure il videoarbitro ha chiarito se l’incrocio di gambe di Bastoni e Zakaria fosse dentro o fuori (fuori, per Irrati). 

La somma algebrica di questi pasticci produce una sconfitta juventina abbastanza immeritata e una vittoria interista abbastanza ombrosa, anche se le squadre avrebbero ben potuto issarsi oltre quei 10′ assurdi e non ne sono state capaci. Resta, anche, il cappotto che Allegri rotea come un lazo e lancia come un cencio dopo la ripetizione del rigore, lui che già si era imbestialito quando il Var aveva concesso il primo, figurarsi il secondo. Tornerà a indossare il capo di lana nella ripresa, Allegri, un po’ perché fa freddo e un po’ perché non ci saranno altre parentesi da chiudere, a parte il campionato juventino già chiuso da un pezzo, anzi mai aperto.

Juventus-Inter: l'erroneo Irrati, lo scotch del Var e un rigore rattoppatoFonte Repubblica.it

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castigamatti
Ospite
castigamatti
1 mese fa

1° il rigore c’era sssolutamente
2° il gol sulla ribattuta era regolarissimo
3° il fallo sul portiere non esisteva perché sono i gobbacci ad andare addosso a sczezsny
4° mi dispiace che non ci siano stati favori all’inter, sarebbe stato piú bello.
5° rabiot, vai a piangere dalla mammina, che hai giocato da chiavica sciancata per tutto il campionato