Juventus, il derby per non affondare: Allegri fa la conta dei suoi fedelissimi

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TORINO – Più che una partita di calcio, il derby della Mole numero 207 assume i contorni di una seduta dallo psicologo. Juventus e Torino, seppur in misura diversa, vivono due momenti complicati: da un lato i bianconeri sono “rinchiusi” nella sede della Continassa per cercare le risposte alla crisi di risultati, gioco e coesione che ha accompagnato la squadra di Allegri dalle prime partite della stagione. Dall’altra i granata di Juric, squadra con una precisa identità ma anche con lacune strutturali che creano alla lunga un discrasia tra le prestazioni in campo e la resa a livello di risultati. Ecco perché il derby potrebbe essere una boccata di ossigeno ma anche un colpo definitivo ai sogni di entrambe le squadre: in caso di ko la Juventus sprofonderebbe nel punto più basso degli ultimi anni mentre il Torino sarebbe relegato ad un’altra stagione anonima, visto l’impatto emotivo che la stracittadina ha sempre avuto per la piazza granata.

La Juventus in ritiro prepara il derby della svolta

Appena tornati da Israele dopo il ko con il Maccabi, la Juventus è entrata in ritiro per preparare il derby e soprattutto per mettere in chiaro le varie posizioni all’interno dello spogliatoio. Anche se non è un ritiro stile “anni ’80”, visto che sono esentati gli infortunati e l’inizio è stato fissato per giovedì mattina, Allegri lo ritiene fondamentale per capire chi ancora rema dalla sua stessa parte. Incassato il sostegno da una parte di tifo organizzato, che ha espresso il proprio punto di vista con striscioni inequivocabili  a supporto del tecnico e contro giocatori e società, il tecnico sta valutando tutte le strade possibili per trovare la soluzione ai problemi emersi in questo primo scorcio di stagione. Sia dal punto di vista tecnico, provando in campo soluzioni per arginare il tracollo mostrato nelle ultime partite, sia da quello mentale, separando chi ancora crede in lui da chi ormai è sceso dalla nave, magari pensando al Mondiale. Per la sfida con il Torino il tecnico bianconero sta pensando a un ritorno alla difesa a 3, per mettere a proprio agio Bremer e Bonucci: l’ex granata non ha ancora assimilato al meglio il passaggio dalla difesa a tre con coperture individuali a quella a quattro con copertura a zona, mentre il capitano non è al massimo della condizione, visto che  il tempo passa e gli infortuni restano, e farlo giocare al centro, con compiti anche di costruzione, potrebbe essere la soluzione a due problemi.

Pensare partita per partita senza porsi obiettivi troppo avanti nel tempo

Al termine della partita di Haifa, lo sconsolato Danilo ha  fatto emergere un particolare da non sottovalutare: “Da quando sono arrivato alla Juventus ho sempre detto che bisogna pensare a ogni singola partita. Quando si mette il focus troppo lontano si perdono gli obiettivi di ogni giorno. Non è scontato un passaggio o accorciare dieci metri. Se non curiamo queste cose, difficilmente vinceremo più partite di fila”. Un’ammissione di colpa, sull’atteggiamento, ma anche una presa di  posizione sull’operato dei compagni: proprio su questo si basa il lavoro portato avanti ieri e oggi da Allegri, che sta letteralmente mettendo in discussione ogni certezza, o presunta tale, fino a oggi accumulata. Due giorni per conquistare il proprio posto in squadra, nessuno escluso:  da Vlahovic a Bonucci, da Paredes a Milik, il ritiro servirà anche e soprattutto a questo, a separare buoni e cattivi, semplificando  il tutto. Contro i granata mancheranno Chiesa, Pogba, De Sciglio e Di Maria: l’assenza del Fideo spinge Allegri a puntare sul 3-5-2, con Milik e Vlahovic possibili titolari anche se oggi nulla è scontato. Neanche una nuova opportunità per Kean.

Il Torino e le enormi difficoltà del segnare

Se non si trattasse di un derby e del Torino, i pronostici sarebbero tutti per i granata. Difficile ricordare quote così vicine tra le due squadre, con la vittoria della squadra di Juric data a 3 e quella della Juventus a 2,50. Tuttavia non bisogna dimenticare la situazione in cui versano i granata, il cui ruolino di marcia delle ultime quattro partite è tra i peggiori della Serie A: ko con Inter, Sassuolo, Napoli e pareggio con l’Empoli nell’ultima giornata. Nonostante la mole di gioco prodotta, la squadra di Juric fatica a trovare la via del gol: la cessione di Belotti, la scarsa vena offensiva di Sanabria, che non è mai stato un bomber ma un attaccante di manovra, e i problemi fisici di Pellegri sono un ostacolo complicato da superare. Il recupero di Ricci può far respirare Juric a centrocampo allungando una coperta che, come tradizione nella presidenza Cairo, è corta e asfittica. L’ultima volta che il Torino vinse il derby, l’unica da quando l’editore alessandrino è proprietario del club, fu nel 2015, con la Juventus concentrata sulla finale di Champions di Berlino e i granata trascinati da Quagliarella e Darmian. Otto anni dopo i due club si ritrovano vicini in classifica, distanziati di soli due punti, non tanto per merito del Torino, per quanto l’inizio di campionato sia stato molto incoraggiante, ma più per demerito della Juventus. Sabato sera dalla seduta di psicoterapia una sola potrà dirsi guarita, anche se non completamente: un’ulteriore significato attribuito al derby più sbilanciato del calcio italiano. 

Fonte Repubblica.it

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La Diga Nerazzurra
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La Diga Nerazzurra
1 mese fa

14 se conta i due guarda linee e l’arbitro 😂🤣😂🤣