Juventus, Ihattaren arrestato in Olanda: storia di un talento che si è perso

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TORINO — Ennesima disavventura per Mohamed Ihattaren, arrestato dalla polizia olandese. Il calciatore di origini marocchine ma di cittadinanza olandese, di proprietà della Juventus e arrivato a Torino dopo la rescissione con l’Ajax, ha aggiunto un altro episodio controverso alla sua tormentata carriera. Ihattaren è stato arrestato dalla polizia olandese che ha fatto irruzione nella sua casa di Utrecht prelevandolo e portandolo in carcere. Secondo il quotidiano De Telegraaf, uno dei più autorevoli dei Paesi Bassi, il calciatore classe 2002 sarebbe stato arrestato per gravi minacce, arresto effettuato per una denuncia nei suoi confronti.

La carriera di Ihattaren

Una carriera e una vita tormentata per Ihattaren, che nel 2021 era stato acquistato dalla Juventus: calciatore della scuderia Raiola, dotato di ottima tecnica ma anche di un carattere che potremmo definire problematico, era stato girato in prestito alla Sampdoria senza però mai mettere piede in campo. Appena arrivato a Genova, infatti, il suo inserimento era stato difficile ed era sfociato nella fuga causata, secondo il suo punto di vista, dall’abbandono. “Non è vero che ero disperso, come ha detto la Sampdoria – spiegò nei primi mesi del 2022, quando la sua avventura in blucerchiato era già finita -. Avevo deciso di andarmene perché nessun accordo era stato rispettato. Mi sono sentito abbandonato e non ce la facevo più”.

Ihattaren e l’arresto in Olanda

Dopo quell’avventura tornò in Olanda, all’Utrecht, sempre in prestito dalla Juventus dove, in teoria, dovrebbe tornare a gennaio secondo gli accordi. Anche in patria la vita di Ihattaren è stata caratterizzata dall’incostanza, dalle occasioni sprecate. Come quella che gli aveva servito l’ex campione olandese Sneijder, che si era offerto di aiutarlo a ritrovare la forma. Salvo alzare bandiera bianca qualche giorno dopo: “È stato serio due giorni, poi si è tirato giù e ha iniziato a fare di testa sua. Prende le decisioni da solo, in questo modo si è assicurato che non lavorassi più con lui”. Decisioni prese in autonomia e che oggi lo hanno portato in carcere: un talento sprecato, un ragazzo da aiutare. 

Fonte Repubblica.it

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