Juventus-Fiorentina 2-0: bianconeri in finale di Coppa Italia, l’11 maggio contro l’Inter

TORINO — La Juve si è guadagnata la possibilità di provare a essere felice almeno una volta anche quest’anno e la finale con l’Inter è addirittura la possibilità di un felicità doppia, perché una coppa vinta nel derby d’Italia varrebbe di più (e sarà lo stesso per i nerazzurri). È una possibilità che la Juve si è meritata perché ha giocato una semifinale di lucida determinazione, rinunciando a priori a ogni vezzo ma concentrandosi ferocemente sul mezzo e sul fine: è stato un successo puramente tattico, di quelli che piacciono al suo allenatore e che ne hanno fatto la storia. Italiano è ancora troppo giovane per non cadere in queste trappole.

<<La cronaca della gara>>

La Fiorentina ha difatti giocato la partita che la Juve voleva, ma forse non ne poteva giocare una diversa o più probabilmente è stato bravo Allegri a studiarla così, lasciando palleggiare i viola nella larga (e col tempo sempre più stretta) fascia di prato tra la metà campo e l’area bianconera ma impedendo loro di trasformare il possesso (l’82% nei primi 10’ e il 68% alla fine, per dare un’idea) in pressione, perché gli spazi sono rimasti chiusi ma soprattutto perché sono stati bloccati alla fonte i dribblatori di Italiano, incluso Ikoné che è arretrato a far la mezzala al posto del malridotto Castrovilli, uno dei tre titolari assenti assieme a Milenkovic e Odriozola (nella Juve erano due, Chiesa e Locatelli), anche se la mancanza più incolmabile sarà quella di Torreira, uscito nell’intervallo per un problema alla schiena.

La Juve ha così potuto fare quello che sa fare meglio, aspettare e ripartire, sguinzagliando i velocisti Morata e Vlahovic, in una metà campo presidiata il più delle volte solamente da due centrali, spesso sistemati a quaranta metri da Dragowski. Ai bianconeri, in pratica, bastava buttare la palla di là e ingaggiare gare di velocità tra centravanti e stopper. Spesso il fuorigioco ha rovinato l’idea, un paio di volte ha provveduto il portiere (in particolare su un sinistro di Vlahovic al 14’) ma poi è stata la Fiorentina a offrire il gol che la Juve non stava riuscendo a segnare da sé: Dragowski è uscito a vuoto su un cross di Morata e Biraghi, anziché rifugiarsi in corner, si è arrovellato in un rinvio goffo finito sui piedi di Bernardeschi, che non ci ha messo molto a centrare la porta vuota.

Lo svantaggio ha ulteriormente annebbiato le idee della Fiorentina, che è arrivata al tiro solo al 42’ con Cabral. Per il resto il centravanti è rimasto confinato nell’irrilevanza proseguita anche in tutta la ripresa, malgrado i timidi progressi dei viola, che hanno almeno preso palleggiare a velocità più sostenuta, obbligando la Juve a rinculare ulteriormente: se nel primo tempo Vlahovic e Morata partivano al di là della linea di metà campo, nel secondo si sono spostati al di qua. E quando è entrato, Dybala si è messo in pratica a fare il quinto centrocampista. Italiano ha aggiunto tutti gli attaccanti e le ali che ha, finendo solo per ingolfare gli ultimi venti metri: per avere un’opportunità c’è voluto un colpo di testa di Quarta, che ha obbligato Perin a una parata resa ancora più difficile dalla deviazione di De Ligt. Qualcos’altro sarebbe poi successo (una punizione di Biraghi, un tentativo di Cabral, una parata di ginocchia di Perin su Sottil), ma niente che potesse davvero recare preoccupazione alla Juventus, che ha diradato le ripartenze ma le ha rese più concrete, con un palo esterno di Zakaria al 56’, un gol annullato a Rabiot (il migliore dei suoi) per fuorigioco e infine il raddoppio sottomisura di Danilo, servito da Cuadrado. La Fiorentina ha tenuto palla per il 68% del tempo, la Juve ha vinto 2-0: ci sono volte che bisogna saper rinunciare al pallone, e sono le volte in cui Allegri dimostra di essere una vecchia lenza.

Il tabellino

Juventus-Fiorentina 2-0 (1-0)
Juventus (4-4-2):
Perin; De Sciglio (34′ st Cuadrado), Bonucci, De Ligt, Alex Sandro; Bernardeschi (37′ st Chiellini), Danilo, Zakaria, Rabiot; Vlahovic (37′ st Kean), Morata (21′ st Dybala) (1 Szczesny, 23 Pinsoglio, 17 Pellegrini, 24 Rugani, 46 Soule, 47 Miretti). All. Allegri.
Fiorentina (4-3-3): Dragowski; Venuti (24′ st Callejon), Martinez Quarta, Igor, Biraghi; Duncan (34′ st Maleh), Torreira (1′ st Amrabat), Saponara (18′ st Sottil); Nico Gonzalez, Cabral, Ikoné (34′ st Piatek) (1 Terracciano, 25 Rosati, 5 Bonaventura, 17 Terzic, 29 Odriozola, 55 Nastasic, 91 Kokorin).
All. Italiano.
Arbitro: Doveri di Roma 1.
Reti: nel pt 32′ Bernardeschi; nel st 49′ Danilo.
Angoli: 7-3 per la Fiorentina.
Recupero: 4′ e 5′.
Ammoniti: De Sciglio e Martinez Quarta per gioco falloso Spettatori: 32.109 per un incasso di 1.305.740,00 euro.

Juventus-Fiorentina 2-0: bianconeri in finale di Coppa Italia, l'11 maggio contro l'InterFonte Repubblica.it

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