Juventus e Inter deluse da Allegri e Inzaghi, ma per ora li confermano. Tuchel, Pochettino e Sousa alla finestra

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Juventus e Inter deluse da Allegri e Inzaghi, ma per ora li confermano. Tuchel, Pochettino e Sousa alla finestra

TORINO. Inter e Juventus non cambiano perché non possono ma prima di tutto perché non vogliono: hanno scelto di gestire la crisi sul fronte interno, puntando sulla capacità di Inzaghi e Allegri di ritrovare il bandolo della matassa, ammesso che ne abbiano ancora una, ma anche, molto semplicemente, sull’effetto balsamico del tempo. Tornerà Lukaku, soluzione in carne e ossa a molti problemi. Torneranno, nella lunga attesa di Pogba e Chiesa, almeno Rabiot, Locatelli, Cuadrado e Milik, quattro elementi che possono dare nerbo a una squadra senza midollo. La particolarità della stagione incoraggia questi ragionamenti: ribaltare le panchine adesso, per lo più in mancanza di alternativa valide e in pronta consegna, non ha molto senso quando invece a novembre il calcio di club si fermerà e un teorico nuovo allenatore avrebbe davanti a sé tutto lo spazio per importare i suoi metodi, ricalibrare la preparazione, programmare interventi sul mercato, esaminare in profondità un ventaglio di soluzioni possibili.

Oltre al fattore tempo, incide anche il fattore classifica: l’Inter ha fatto 5 punti in meno rispetto al campionato passato e persino la Juve è riuscita a peggiorare il peggio di un anno fa (ha un punto di meno), ma pure altri stanno rallentando perché il Milan è a -5, il Napoli a -4, la Roma a -2, mentre migliorano Atalanta (+6) e Lazio (+3). Fatte somme e sottrazioni, la vetta e la zona Champions sono a distanze rimediabili, a patto che i due allenatori la smettano di creare problemi e comincino a trovare dei rimedi. Hanno due mesi per tenersi il posto.

Poi è chiaro che né l’Inter né la Juve sono il Chelsea, che si è potuto permettere il lusso di liquidare un allenatore, Tuchel, con un contratto fino al 2024 da 8,4 milioni stagionali e di spenderne 22 per “comprare” dal Brighton il suo successore, Potter (a sua volta rimpiazzato da De Zerbi, che poteva essere un’idea tanto nella Milano nerazzurra quanto nella Torino bianconera). Qui i soldi scarseggiano, i passivi di bilancio incombono (la Juve sta per battere il record italiano, che appartiene all’Inter, arrivando a 250 milioni di perdite) e c’è urgenza di tagliare i costi, non certo di appesantirli ulteriormente. L’esonero di Inzaghi costerebbe all’Inter circa 18 milioni. Quello di Allegri, alla Juve, il doppio, senza considerare i soldi che andrebbero dati ai loro successori, che non potrebbero certo essere allenatori qualunque. Su piazza, in ogni caso, non c’è una soluzione davvero convincente: i due nomi più prestigiosi sono quelli di Tuchel e Pochettino, abituati a ingaggi vicini 10 milioni e non abituati per niente alla Serie A, mentre Benitez non potrebbe essere una carta per l’Inter così come Stankovic per la Juventus. Tra gli italiani il più affidabile sarebbe Ranieri, che però a suo tempo venne esonerato tanto dai bianconeri quanto dai nerazzurri. Alla fine, c’è forse un solo personaggio che può diventare una soluzione: è Paulo Sousa, tra l’altro ex calciatori di entrambi e senz’altro allenatore stimato, specie a Torino.

Le situazioni tecniche e societarie sono comunque profondamente diverse. All’Inter il senso di precarietà trasmesso da una proprietà instabile, o comunque non più solida, ha contagiato la squadra, ma è pur vero che Inzaghi ha perso solo con avversari di grande valore o in grande forma (Lazio, Milan, Bayern e Udinese) e i suoi parametri offensivi, in termini di produttività, sono buoni, al contrario dello sfarinamento progressivo della difesa. La Juventus ha invece alle spalle azionisti indiscutibilmente affidabili (hanno scucito 750 milioni in cinque anni) ma uno staff dirigenziale confuso e in perenne contraddizione con sé stesso: la squadra gli somiglia e in ogni caso la crisi tecnica juventina è molto più acuta di quella interista, considerando che la Champions è gravemente compromessa e che in campionato l’unica partita con un tasso di difficoltà elevato è stata quella con la Roma. Inoltre la Juve, al contrario dell’Inter, non ha neanche sprazzi di gioco e certi valori statistici (è quintultima per tiri in porta, decima per possesso palla e penultima per posizionamento offensivo) sono pericolosamente preoccupanti. Ma sono ancora tutti convinti di avere la medicina in casa.

Fonte Repubblica.it

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castigamatti
Ospite
castigamatti
2 mesi fa

tre partite con arbitraggi onesti e non servili e la guve é giá sprofondata nel baratro.
pensate a quanti scudetti avrebbe in meno se gli arbitraggi onesti e non prezzolati ci fossero stati negli ultimi 50 anni..

L'interista doc
Ospite
L'interista doc
2 mesi fa

Tuchel se ne andasse alla Juve e non all’Inter che già problemi ne abbiamo abbastanza.
Probabilmente la Juve esonererà l’allenatore prima dell’Inter, xk da noi guardano di più al portafoglio. La cosa più importante, che è assolutamente da evitare, è quella di prendere successivamente noi Allegri, e questo NON deve accadere ne ora, ne mai!!!
Non so perché, ma tra i tifosi interisti c’è questa paura nell’aria.😱😨😰