Juventus, Dybala rinnova e pensa a Platini

TORINOPaulo Dybala sapeva che, se avesse segnato a San Siro contro l’Inter, avrebbe raggiunto Platini al dodicesimo posto della classifica dei cannonieri bianconeri di ogni epoca, a quota 104. Si era quindi preparato un’esultanza speciale: si sarebbe sdraiato sul prato, su un fianco, con la testa appoggiata alla mano, un “citazione” di una delle immagini più celebri di Roi Michel, legata al gol che gli venne annullato un gol nel Coppa Intercontinentale del 1985. Nella concitazione della gara, con il rigore arrivato in extremis e la voglia di non perdere troppo tempo e provare a giocarsi una residua possibilità di vittoria, l’argentino si è scordato di mettersi in posa. Magari lo farà alla prossima rete o magari pazienza, ormai è andata. Ma quel pensiero che ha avuto racconta di quanto Dybala tenga alla Juve, dell’ambizione che nutre di entrarne nella storia, di lasciare un segno che duri: è anche per questo che ha insistito con i suoi rappresentati per legarsi al bianconero a lunga scadenza, benché più d’uno gli avesse suggerito che sarebbe stato meglio cercare nuove opportunità altrove. Da lui sempre scartate.

Dybala titolare contro il Sassuolo dopo un mese

Contro il Sassuolo, Dybala tornerà titolare a un mese da quel 26 settembre in cui si stirò pochi minuti dopo aver segnato un gol alla Sampdoria. Tra un acciacco e l’altro, finora ha giocato dall’inizio soltanto sei partite, e appena tre per intero: si può dire che le sue assenze siano una delle cause del grigiore del gioco della Juventus, che punta più sulle qualità individuali che sulla coralità, sull’armonia collettiva. Allegri non ha mai stravisto per Dybala, ma in questa seconda esperienza bianconera ha capito le doti uniche dell’argentino, ben superiori alla qualità media di una rosa tecnicamente molto impoverita rispetto al passato, sono imprescindibili e perciò lo ha messo nel cuore della squadra, assegnandogli quel ruolo da tuttocampista che l’argentino gradisce assai: parte da lontano, collega centrocampo e attacco, strappa tra le tre quarti e il limite, si fa spazio per il tiro ma non deve sgomitare nel cuore dell’area o spalle alla porta, situazioni in cui fa molta fatica.  

Il tridente di Allegri: Chiesa, Morata e Dybala

Sarà interessante vedere come si integrerà con Chiesa a Morata, vale a dire come Allegri sfrutterà il massimo del potenziale offensivo a sua disposizione. Finora i tre hanno giocato assieme appena 91’ divisi su quattro spezzoni, e comunque mai più di 25’ per volta. L’unica occasione in cui tutti e tre sono partiti titolari è stato proprio in quel Juventus-Sampdoria in cui Dybala si è infortunato dopo 21’. Ma erano stati 21’ bellissimi. Nei piani di Allegri, Chiesa e Morata dovrebbero spartirsi il fronte d’attacco, uno partendo da destra e l’altro da sinistra, con la Joya alle loro spalle. È una formula sostanzialmente inedita, ma l’unica possibile per alzare il livello di qualità, e quindi di competitività, della Juventus. Il test contro il Sassuolo, formazione che concede spazi, che non è troppo fisica, e che dunque potrebbe consentire ai tre attaccanti di sciorinare il loro repertorio, è l’ideale per saggiare questo nuovo tridente. 

Dybala è in salute. Dentro di sé, si sentiva pronto per giocare già contro Roma e Zenit, ma anche di essere titolare domenica sera a San Siro, però lo staff medico bianconero ha preferito dargli più tempo, farlo recuperare con calma ed evitare ogni rischio di ricaduta, anche se una frase pronunciata da Allegri alla vigilia di Juve-Roma (“Dybala è indietro, potrebbe averne ancora per 7-10 giorni”) aveva seminato un po’ di inquietudine, visto che il club aveva sempre comunicato che la guarigione dell’argentino avrebbe anticipato quella di Morata, rientrato invece proprio contro la Roma. Dybala ha dovuto mordere il freno qualche giorno in più, ma evidentemente si è guardato anche allo storico del giocatore, che negli anni juventini ha saltato per infortuni vari più di cinquanta partite. 

A novembre il rinnovo di contratto Dybala-Juventus

I prossimi giorni saranno fondamentali per la carriera di Dybala, non solo perché dovrà occupare il centro della Juve. La settimana prossima dovrebbe infatti sbloccarsi anche la questione contratto: nei primi giorni di novembre tornerà a Torino l’agente del giocatore, Jorge Antun, pronto a chiudere l’accordo fino al 2026, di cui in queste settimane i tecnici stanno lavorando ai dettagli. Il grosso è comunque fatto: Dybala percepirà un minimo tra i 9 e i 10 milioni stagionali che potrà arrivare a 12 con i bonus, alcuni dei quali verranno aggiunti alla parte fissa se i livelli richiesti raggiunti per più di una stagione. Per fare un esempio: se il numero 10 segnerà un tot di gol o farà un tot di assist (dipende dalle quote che verranno stabilite) per due annate di fila, alla terza il “premio di produzione” verrà automaticamente accluso allo stipendio e non più sottoposto alla variabile del risultato. L’intenzione è di arrivare alla firma prima della sosta di campionato, durante la quale Dybala spera di poter tornare a vestire la maglia dell’Argentina.  Paulo lo ha già detto più volte: la sua ambizione è diventare leader della Juventus, guadagnarsi i gradi di capitano e lasciare un segno nella storia del club. Intanto, però, deve prima di tutto entrare nella cronaca di questo campionato.

Fonte Repubblica.it

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